a tutti i papà da Luna e Sol:
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Trovate altre cards per la Festa del papà cliccando qua
marzo 18, 2013
marzo 14, 2013
Benvenuto Francesco! (il punto di vista del gabbiano)
“Quante volte mi sono posato sui comignoli di Roma, e nessuno mi ha mai guardato così. Non credo sia autosuggestione ornitologica. Vedo migliaia di occhi che guardano in su, e obiettivi puntati: telecamere e telefonini, come se la folla volesse parlare col cielo. Arrivano folate di commenti sorpresi. Quando gli uomini non sapevano che fare, nell’antichità, osservavano il volo degli uccelli. Oggi sono talmente disorientati che ci scrutano anche quando restiamo fermi.
Francesco! E sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo. Novità in arrivo, è evidente. L’uomo – perché è un uomo – ha “esse” sudamericane e il tono dei papi di montagna: Giovanni, Giovanni Paolo. Non lo sapevo, mentre la luce lasciava i tetti di Roma. Ma a differenza degli uomini, un gabbiano non si preoccupa: aspetta. Posso dirlo? Più che fedeli, alcuni mi sembrano curiosi, cabalisti, chiaroveggenti, scommettitori, giocatori dei giochi strani degli uomini.
Come sembra ordinato, il mondo, dal punto di vista di un gabbiano. La distanza è magnanima con le imperfezioni. E quante sono, le imperfezioni, anche nelle chiese che da qui vedo a perdita d’occhio, e si mescolano volentieri ad altri palazzi, pieni di denari, cravatte e di tailleur.
Stanca di guardare un balcone – a Roma, ho saputo, un balcone ha significato molte cose – la folla ha preso a osservare il comignolo, e chi ci stava sopra. Bello lasciare tutti nell’incertezza: gli uomini sono tanto conformisti che qualcuno, là sotto, tra poco mi chiamerà “altezza”. Sì, conformisti: anche quando pensano di essere nuovi e diversi. E ossessivi, con quegli strumenti lampeggianti. Vogliono fotografie per ricordare, ma intanto dimenticano di vedere. Cercano le prove di aver vissuto. Sbagliano. Io non ho lasciato in cielo la traccia dei miei voli. Ma ho volato, e questa è la mia gioia.
Gli uomini non capiscono che ci sono momenti in cui è bene non far nulla, e attendere. Non parlare, ma ascoltare. Twitter! Anche la sintesi può essere incontinente. “Contro il papa argentino, la macchina del tango”. “Il nuovo papa era nella compagnia di Gesù. Poi hanno litigato?” “Romani! Papa Francesco, ma non è Totti”. “Felice pure io, Francesco è anche piemontese di origini e conosce la bagna cauda”. Sarei più bravo io, a cinguettare: e non sono certo un usignolo. Qualcuno s’è perfino appropriato della mia identità volatile (@SistineSeagull: «Una volta ci misero tre anni a nominare il Papa: io preparo il nido»). Temo ne sentiremo altre, non migliori. Inadeguatezza ed emozione, mescolate, producono ovvietà. E’ in arrivo una pontificia tempesta di banalità, e non è certo colpa del nuovo pontefice.
E’ agitata, la folla, nell’attesa. Non è il caso. Lo Spirito Santo è una colomba, collega nobile. Sa quel che fa, e questa è la sua giornata. Un gabbiano, oggi, è solo uno spettatore. Ma sa quando farsi portare dal ponente per vedere da vicino la storia che cambia. Perché cambierà: ve lo assicuro.
Ecco, il comignolo si sta scaldando, il fumo che sale stavolta ha il mio colore. Perfino gli uomini laggiù, tra poco, capiranno.”
(dal Corriere della Sera)
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Beppe Severgnini
marzo 7, 2013
da Luna e Sol:
… e a tutte quelle che sanno godersi le piccole gioie della vita, nonostante i tanti problemi da affrontare…
Potete trovare queste ed altre cards nella nostra Gallery
febbraio 24, 2013
febbraio 23, 2013
Chiamerò, chiamerò il tuo nome di Pablo Paolo Peretti da “Olivia ovvero la lista dei sogni possibili”, romanzo di Paola Calvetti.
Princess of China – Coldplay & Rihanna (cliccare per ascoltare)
Chiamerò, chiamerò il tuo nome
“E ti penso
e ti scrivo due righe
perchè
solo imparando a memoria
il tuo amore
ti potrai ricordare di me
e amarmi per sempre.
Ci meritiamo una nostra esistenza.
Voglia di mani
di mamma, di nonna, di sorella, di amica…
Voglia di tenerezza.
La felicità
è precedere il dolore.
E’ stato scritto su un muro
“Siate felici con prudenza”
e io voglio essere una falena
noncurante del sole
e vivere tra la luce
voltando le spalle a notti troppo nere
troppo notti!
Amami e basta!
Amami e basta!
Incoraggiata
da angeli confusi
mi lascerò rapire dal sonno
in questo cimitero di ricordi
dove cipressi maestosi e sorpresi
si nutriranno del mio pensarti
lasciando libera
la mia stanca ombra.
E sarà primavera per sempre.
febbraio 17, 2013
…viene da qua
E così è finita anche la 63° edizione del Festival di Sanremo ed è “L’essenziale” (cliccare per ascoltare) di Marco Mengoni la canzone che sale sul podio al 1° posto.
E secondo noi, Sol ed io ovvio,( non mi sono così tanto montata la testa da usare il plurale maiestatis…
), meritatamente.
Senza togliere alcun merito ad Elio e le storie tese, al 2° posto, oltre ad aver vinto il premio della Critica e quello per il miglior arrangiamento e che , per altro, vestiti da ciccioni erano davvero “bellissimi”
, se avesse vinto “La canzone mononota” mi sarebbe venuto un gran mal di testa…
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Al 3° posto troviamo i Modà con “Se si potesse non morire”.
Ma anche questa serata possiamo dire, senza timore di essere smentite, è stata la serata della nostra “grande” Litti.
Dopo l’apertura con il maestro Daniel Harding, è impossibile dimenticare quella “farfallona”
, è impossibile dimenticare la Litti “cullata” da Martin Castogiovanni, della nostra nazionale di rubby.
E poi, ciliegina sulla torta, come dimenticarsi della sua incontenibile gioia quando la bellissima Bianca Balti inciampa, sfilando sul palco?
Non le sembra quasi vero che una “bellissima” possa essere “atterrata” come uno dei “non belli” ma fighi ai quali aveva fatto un omaggio nel suo monologo.
Naturalmente è stata la serata anche di altri ospiti, primo su tutti Andrea Bocelli accompagnato al piano dal figlio e poi della giovanissima e brava cantante Birdy, del ballerino Lutz Forster e di Bisio.
Tutti vincitori ma soprattutto loro due, Fabio e la sua Lucianina, che, abbracciati, sembrano lontani da tutti (anche dalla Bianca…
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come su una nuvola dopo aver visto al Festival… cose che noi umani non potremmo neppure immaginare…”Cose mai viste”
febbraio 16, 2013
…viene da qua
Ieri sera è stata la volta di Sanremo Story e come sempre è un momento che mi piace molto: amarcord divertito, memoria, nostalgia, momento fatto di reinterpretazioni di vecchie canzoni ed omaggi e di tanti ricordi della storia di Sanremo.
Diverse sono state le reinterpretazioni dei Big che sono piaciute a me ed a Sol, ma le nostre preferite sono state : Per Elisa (cliccare per ascoltare) di Alice cantata da Annalisa in coppia con Emma , Ciao amore ciao di Tenco interpretata da Mengoni, “Cosa hai messo nel caffè” cantata e..ballata da Malika Ayane e ”Nessuno”, Marta sui Tubi: ft. Antonella Ruggiero.
Divertentissima Luciana Littizzetto nei panni di Nilla Pizzi e soprattutto nel..casco d’oro di Caterina Caselli
Molti applausi per Pippo Baudo “Railander”
Un ricordo c’è stato anche per Mike Buongiorno e quando Fazio è andato ad inaugurare il monumento del presentatore che Sanremo ha voluto, la Litti si è sentita veramente libera e a casa.
Veramente divertente è stato il ritorno sul palco dell’Ariston dei “figli di..” ovvero Rosita Celentano, Paola Dominguin, Giammarco Tognazzi e Danny Quinn che sono rimasti nella storia di Sanremo per quella che è stata la peggior conduzione del festival di sempre (era il 1989)…ma mai dire mai..
Poi è stata la volta di Stefano Bollani al piano che ha improvvisato un medley di brani sanremesi.
E poi…con un gioco di parole fin troppo facile per lei..la nostra insuperabile Litti, viene proclamato il vincitore della categoria Giovani : “Primo Maggio”
, Antonio Maggio con la canzone “Mi piacerebbe sapere”.
Ahh..dimenticavooo…
il corvo rockfeller ci ha provato anche con la Litti
…continua qua