Il 17 gennaio ricorre la festa di Sant’Antonio Abate. Secondo la tradizione e sulla base di antiche leggende, durante la notte di Sant’Antonio Abate agli animali è data la facoltà di parlare.

Sant’Antonio Abate, egiziano di nascita e morto nel deserto della Tebaide il 17 gennaio del 357, è considerato un Santo protettore degli animali domestici che di solito viene raffigurato con accanto un maialino che reca al collo una campanella. Questa particolare festa, oltre a ricordare gli animali e la vita del Santo, scandisce anche il tempo tra le semine e i raccolti in agricoltura.
A volte i festeggiamenti comprendono una benedizione degli animali in occasione delle celebrazioni in onore del Santo. ( in epoca Covid niente benedizioni )

In alcune zone d’Italia la sera del 17 gennaio si accendono dei falò che simboleggiano la volontà di abbandonare tutto ciò che appartiene ai mesi passati e di rinnovarsi a partire dal primo mese del nuovo anno. I falò rievocano il miracolo che Sant’Antonio avrebbe compiuto secoli fa mettendo in fuga gli invasori stranieri e trasformando le querce in grandi torce.

Secondo la leggenda, la notte del 17 gennaio gli animali avranno facoltà di parola. Se solo fosse vero, chissà quali frasi ci rivolgerebbero e cosa ci racconterebbero delle loro vite. In passato, durante la notte degli animali parlanti, i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio. (Da: http://www.greenme.it)

Quest’anno causa Covid niente benedizioni e feste ma mangiare si può 😁 e allora ecco la ricetta delle “CIAMBELLE ALL’ANICE”. Perché proprio questa ricetta? Ci sono anche altri cibi tradizionali della festa di Sant’Antonio abate ma queste ciambelle mi ricordano quando da piccola al mio paese, dopo la messa e la benedizione degli animali, si andava in canonica a prenderle. 🍩 Con i tempi che corrono questi ricordi ti scaldano il cuore.😊

INGREDIENTI

8 pezzo/pezzi

CIAMBELLE ALL’ANICE

  • 250 grammi farina 00 
  • 250 grammi farina manitoba 
  • 25 grammi LIEVITO BIRRA 
  • 125 grammi yogurt bianco magro 
  • 125 grammi latte parzialmente scremato 
  • 45 grammi olio evo 
  • 80 grammi zucchero 
  • 4 cucchiai colmi SEMI ANICE

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

  1. Versare nel Closed lid il lievito con il latte, scaldare a 37° vel 1 per 1 min.

    Inserire l’olio, lo yogurt e lo zucchero, mescolare vel 2 per 1 min.

    Aggiungere le farine e i semi di anice ed impastare per 4 min a vel Dough mode

    Mettere la massa in una ciotola di vetro e sigillare con la pellicola trasparente, lasciare lievitare nel forno spento ( con la luce accesa) per 2 ore ( o fino al raddoppio della massa)

    Preparare le ciambelle ( cilindri chiusi a ciambella), metterle nella leccarda da forno foderata con carta forno e far lievitare coperte almeno per 1 ora.

    Cuocere in forno preriscaldato statico a 180° per 15 minuti.

    Quando si sono raffreddate conservare in sacchetti di plastica per alimenti.
Le ciambelle di allora erano un po’ dure ma noi ragazzi avevamo i denti buoni! 😁

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da Luna e Sol

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La nostra befana era prontissima ed ha viaggiato tutta la notte con mascherina ed autocertificazione per riuscire a portare, senza intoppi, un sorriso e un po di gioia a tutti.

Luna ed io, ammirandola nel volo sulla sua “potente” scopa 😆 siamo rimaste incantate, dimenticando di farvi subito gli auguri con la istantanea che le avevamo scattata, 😮 ma… eccola qua la nostra befana ed i nostri auguri 😆

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da Luna e Sol per un anno migliore a tutti voi

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Passeranno gli anni e forse ci ricorderemo di questo giorno o forse no. Anche questa pandemia del Covid 19 sparirà come sono sparite le altre ma questa ha fatto sicuramente più rumore perché è arrivata nel nostro mondo che credevamo inattaccabile. I vaccini sono sempre stati l’unica arma contro la maggior parte dei virus e noi che siamo tecnologicamente avanzati l’abbiamo avuti in tempi da record. Ora non ci resta che aver fiducia nel futuro e non sprecare le opportunità che la scienza ci presenta per uscire dal buio e tornare a vivere come e forse anche meglio di prima. 👍💉

“Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all’uomo, non servirà all’uomo per comprendere  se stesso, finirà per rigirarsi contro l’uomo.”
Giordano Bruno

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Anche se quest’anno è tutto diverso, le “feste” però si susseguono con identico ritmo 😀 perciò, ecco ora qualche nostra nuova card per gli auguri di Capodanno e Befana…

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Noi ce la mettiamo tutta per augurarci e augurarvi un 2021 splendido e speriamo che almeno la befana metta nel sacco la pandemia e se la porti via… 😆

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Trovate queste cartoline di Capodanno e per la Befana e tante altre cliccando sui link alle  nostre Gallery qua di seguito: Gallery Capodanno ed Epifania 1 , Gallery Capodanno ed Epifania 2Gallery Capodanno ed Epifania 3Gallery Capodanno ed Epifania 4.

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26 dicembre 2020: Fin qui ci siamo arrivati!

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gli auguri sono necessari e più che mai graditi ….

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da Luna e Sol

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In questo periodo quasi privo di colori da sembrare veramente buio, le luci di Natale in varie città italiane sono davvero un segno di normalità ed anche un augurio che si possa intravvedere presto una luce.🌟

Venezia
Milano
Palermo
Genova
Bologna

Le foto sono prese da: AGI agenzia Italia

🚥🚥🤶AUGURI🎄🚥🚥

ECCI’!!!

L’ultima opera di Banksy apparsa a Bristol che raffigura una vecchina che starnutisce così forte da perdere la dentiera😲, è il murale che per me ben rappresenta la domanda che ora che arriva l’inverno ed il freddo tutti noi abbiamo in testa: mi sarò presa l’influenza stagionale🤧 o il Covid 19? 🤭

Attenti alle goccioline…

Da questa foto poi si può vedere ancora meglio il riferimento all’attuale pandemia ma anche qui sorge una domanda: sarà Banksy stesso l’uomo che si vede vicino all’opera e che fa finta di essere investito dallo starnuto della vecchina?

Domande a cui ora come ora è difficile dare una risposta giusta ma se l’identità di Banksy può restare ancora segreta, tutto quello che si può fare o non fare per sconfiggere il Covid 19 deve essere invece messo ben in chiaro sotto gli occhi di tutti perché nessuno possa dire: “ ma io non lo sapevo”!🙄

Si avvicinano le feste di Natale, tutti vorremmo essere liberi di fare shopping e passeggiare per le vie illuminate del Centro magari tutti vicini, vicini come una volta, anche per non sentire il freddo🥶 ma il virus 🦠 è lì, pronto a scaldarsi con noi! Evitiamolo!

Oltre alle mascherine ci vuole il distanziamento!

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E anche se questo Natale sarà tanto diverso, gli auguri si potranno fare lo stesso, no? 😆 anzi, ci vogliono piu che mai, per cui, ecco qualche nostra nuova cartolina natalizia

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Trovate queste cartoline di Natale e tante altre cliccando sui link alle  nostre Gallery qua di seguito: Natale Cards 1Natale Cards 2Natale Cards 3Natale Cards 4.

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Se vogliamo uscirne…🦠

La scorsa estate…così! 😳

Il prossimo inverno ancora così? 😲

Ma stiamo scherzando…vero? Ditemi che è solo uno scherzo perché….

L’ironia è una dichiarazione di dignità. E’ l’affermazione della superiorità dell’essere umano su quello che gli capita.
(Romain Gary)

Quando non puoi danzare tu, fai danzare la tua anima.“

(madeleine-delbrel)

Questo video è di una poesia struggente che supera ogni emozione e raggiunge direttamente l’anima. Soprattutto ora che la pandemia ha messo a nudo il nervo più debole della popolazione ci fa capire, forse, che spesso è proprio l’anima degli anziani che per prima viene messa da parte.

Questa mia riflessione mi porta al film “La vita davanti a se”, film bellissimo ed emozionante con una magnifica interpretazione di Sofia Loren ormai ultra ottantenne e quindi nella categoria dei “più fragili” e poco produttivi (secondo alcuni). 🙄

La colonna sonora di Laura Pausini è poi una poesia nella poesia.

Con Gigi Proietti ho trascorso molte serate allegre ascoltando le sue interpretazioni in tv.

Amavo davvero ascoltarlo quando recitava Trilussa, dove la sua “romananità” veniva fuori e ti trascinava in un mondo di comicità e saggezza.

E’ una poesia di Trilussa (1871 – 1950) recitata a BALLARO’ nel novembre del 2005.

Il mio nome è Bond, James Bond…

Ricordando Sean Connery, Goldfinger con la meravigliosa voce di Shirley Bassey non si può dimenticare

da Luna e Sol:

Sulle scope voliam vicine
Ma noi ci mettiam le mascherine.
E anche se per il divertimento
C’è il distanziamento,
Per questo Halloween
Tu diventa un “fantasmino”
Che ad ognun può star vicino,
Finché sta pandemia
Non se ne andrà via.

A tutti voi….

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And once the storm is over, you won’t remember how you made it through, how you managed to survive. You won’t even be sure, whether the storm is really over. But one thing is certain. When you come out of the storm, you won’t be the same person who walked in. That’s what this storm’s all about.

Grazie Sol per festeggiare il mio compleanno anche da “remoto.” 🙂

Ora come ora fare delle feste “in presenza” non è molto “smart”. 😦

Il virus, anche se non invitato, cercherebbe sicuramente di imbucarsi!

I tuoi auguri virtuali mi piacciono tantissimo e la torta così solitaria mi piace anche di più perché quest’anno le candeline sarebbero state tante! 😦

il virus ci insegna che, comunque, dobbiamo darci nuove opportunità 😀

Dobbiamo indossare le mascherine ed io metto quelle più divertenti possibili, quelle che a guardarle ti strappano un sorriso, perché ora più che mai io guardo avanti. 🙂

GRAZIE ANCORA, SOL 🙂

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Ed eccoci qua, un altro anno è passato e in un anno cosi “particolare” 😦 è impossibile augurare “1000 di questi giorni” o cose simili 😮 , anzi, bisognerebbe augurare che mai più un altro compleanno sia come questo.

Perciò, in attesa che questo brutto periodo passi e non volendo farti gli auguri mantenendo le distanze sociali ed indossando la mascherina, non mi è rimasto che farteli in “smart working” 😆 e ovviamente con una torta senza candelline perché non si può soffiare in tempi di coronavirus 😮

E così, nonostante questo 2020, ti auguro una vita allegra ( con tante mascherine colorate 😆 ) , felice e soprattutto più serena e più facile almeno fino ai prossimi auguri di compleanno. 🙂

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Dritto alla meta, con calma

  • Il 20 ottobre si festeggia l’International Sloth Day, la festa del bradipo
  • La giornata si celebra per ricordarci di vivere meglio
  • La festa serve anche a rimarcare l’importanza della protezione degli animali catturati e uccisi
  • Come festeggiare con il bradipo pensiero? Sonno, relax e calma
  • Qualcuno festeggia il 19, che gli altri siano in ritardo?
Si…portami il caffè, per favore, ma con calmaaaa!

Per questo Halloween non si potranno fare assembramenti e allora inventiamoci qualcosa di alternativo 🎃 ….e cosa c’è di più alternativo delle nostre card virtuali?

Ed ecco qua qualche nostra nuova cartolina per Halloween 😆

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Trovate queste ed altre tante cartoline cliccando sui links di seguito:  Halloween cards Gallery 1  Halloween cards Gallery 2 e Halloween cards Gallery 3

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Pace interiore 🧘
Booo!!!

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È solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un‘anima di specie diversa da quella degli animali.” –VOLTAIRE

Il 2020 sarà un anno che ricorderemo, nostro malgrado, 🙄 anche se sarebbe meglio dimenticarlo il prima possibile! Abbiamo avuto il Covid19 con ricoveri e morti anche se la situazione generale è stata sicuramente meno allarmante che in altre regioni.

ma teniamo la mascherina…

Eravamo ormai fuori dal lockdown e stavamo guardando al futuro con moderato ottimismo quando è arrivata quella violenta grandinata che ha letteralmente crivellato con chicchi grossi come noci tutte le serrande e i vetri di buona parte delle abitazioni della città e anche di alcuni paesi limitrofi, per non parlare delle auto in sosta con carrozzerie tutte ammaccate e anche vetri dei parabrezza completamente polverizzati. Alcune persone sono dovute andare al pronto soccorso.

😩

Ecco, abbiamo detto, ora basta così! 🤭 E invece no! Stanotte al porto si è scatenato davvero un inferno di fuoco e di fumo. Un vasto incendio si è sviluppato nei pressi di alcuni capannoni industriali distruggendoli ma soprattutto incendiando del materiale potenzialmente tossico.

Una vasta nube nera e maleodorante che toglieva il respiro ha avvolto quasi tutta la città. Noi cittadini siamo stati invitati dal Comune a limitare gli spostamenti (sta cosa mi suona familiare!) e a chiudere porte e finestre in attesa dei rilievi sulla qualità dell’aria.

Dopo tutto questo, noi si che siamo pronti ad affrontare qualsiasi incognita ci riserverà il futuro…😳 e magari con ottimismo. Ricordiamoci sempre che “ ogni nuvola ha una cornice d’argento” 👍

Il bello della natura anche nelle tragedie😳 (foto di Arianna Moroni)
11 settembre 2001…il virus dell’odio!

Sono in balcone e dopo giorni roventi respiro la pioggia. È una pioggia che scende leggera, non è accompagnata da vento e non fa paura come ora succede sempre più spesso. E così posso respirare il suo odore come succedeva una volta magari camminando dopo una giornata di pioggia.

A questa sensazione che avvertiamo appunto dopo la pioggia e che ci piace tantissimo, gli scienziati hanno dato anche un nome: “ Petricore”.

“Il petricore cambia a seconda del terreno in cui cade. La pioggia, infatti, si mescola ai composti del terreno e forma delle bolle d’aria che scoppiando rilasciano nell’atmosfera delle particelle aromatiche. I tanti profumi con cui noi veniamo a contatto attivano il nostro cervello e ci regalano sensazioni ed emozioni.

Il petricore ci connette con la natura e ci fa vivere qualche istante lontano dal caos cittadino.” (Fonte: Greenme .it)

POST SCRIPTUM

Forse tessendo lodi al “profumo” della pioggia ho irritato Eolo, il dio dei venti e della tempesta! 😩

Fatto sta che, non avevo ancora pubblicato il post, quando si è scatenata una vera tempesta di vento e la “pioggerellina” si è trasformata in una pioggia di grandine i cui chicchi, grossi, sono diventati come dei proiettili sparati da una mitragliatrice contro serrande, vetri, tavolini da giardino, auto…un disastro! 😩

la mia serranda! 😳

Ho appena iniziato a leggere il libro “ Quel che affidiamo al vento” di Laura Imai Messina. Il romanzo è ispirato a un luogo che esiste realmente, a nord-est del Giappone, nella Prefettura di Iwate. Ecco la sua storia che mi ha affascinato da subito e mi ha reso la lettura del libro anche più interessante.

Il telefono del vento

Quando senti il suono del vento, le onde del mare o il canto degli uccelli, trasmetti il tuo sentimento ai tuoi cari perduti attraverso il telefono

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The Wind Phone – By Laura Imai Messina (traduzione)

Per migliaia di anni ci sono stati luoghi poco conosciuti in angoli lontani della terra in cui gli umani hanno avuto paura di entrare – portali tra il regno dei vivi e il regno dei morti. Molti di loro sono in caverne, buchi nel terreno o in cima alle montagne, come ad Aomori dove le sciamane cieche comunicano con gli spiriti dei defunti. Questi luoghi sono spesso nascosti alla vista e spaventosi da avvicinare. È quasi come se ci dicessero: “devi scavare nell’oscurità, attraverso la paura, e solo allora il divino si rivelerà”.

Ma oggi nel nord-est del Giappone, c’è una frontiera tra la vita e la morte che non fa così paura. Arroccato su una ripida collina in un rigoglioso giardino dove le stagioni scorrono in tutta la loro vivacità c’è il Bell Gardia. È lì che sto andando mio marito oggi. A Kujira-yama, la Montagna della Balena, per incontrare Sasaki Itaru, il custode di uno dei più potenti siti di resilienza del mondo.
Il Wind Phone non è una destinazione turistica. Non cercarlo su una mappa. Non cercare di trovare Kujira-yama a meno che tu non abbia intenzione di sollevare quel pesante ricevitore e parlare con qualcuno che hai perso.
Non andare lì con una fotocamera al collo, non tirare fuori il telefono, invece tieni il cuore vicino. Accarezzalo mentre procedi lungo il sentiero che porta alla cabina telefonica; rassicuralo che è tutto OK. Lascia che si apra.
Ci sono posti nel mondo che devono continuare ad esistere, al di là della nostra esperienza di essi. Come la foresta amazzonica, o Selinunte in Sicilia, o le sculture dell’Isola di Pasqua. Luoghi che devono rimanere, sia che li visitiamo nella nostra vita o meno. Bell Gardia è uno di quei posti.

Personalmente ho provato una profonda esitazione all’idea di andarci. Ho giustificato il fatto di non andarci per anni dicendo che avevo troppo lavoro, era troppo lontano da Tōkyō, che l’area danneggiata dal disastro del 2011 era troppo difficile da raggiungere. Ho persino incolpato le gravidanze, l’allattamento al seno e i bambini piccoli che correvano in giro. La verità è che avevo paura di prendere qualcosa, di rubare tempo e spazio a qualcuno che ne aveva bisogno più di me.
Mentre scrivevo il mio libro, The Phone Box at the Edge of the World, ho capito quanto sia importante scrivere sulla speranza. Compito della letteratura è suggerire nuovi modi di essere nel mondo, collegare il qui al là. Per me il Wind Phone è principalmente questo: una metafora che suggerisce quanto sia prezioso tenersi stretti alla gioia oltre che al dolore. Che anche quando ci troviamo di fronte alle sottrazioni, alle cose che la vita ci toglie, dobbiamo aprirci anche noi alle tante aggiunte che può offrire.
Sasaki Itaru e sua moglie gestiscono da soli il giardino di Bell Gardia. Se vuoi sostenere l’esistenza di questo meraviglioso luogo e della fondazione benefica da cui dipende la Wind Phone, che organizza anche tante attività durante tutto l’anno a sostegno del territorio e di chi lo abita, dai un’occhiata al sito ufficiale.

The Wind Phone

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Il tempo si misura in ore, la vita in emozioni

È tempo di attivarsi!!

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da Luna e Sol…

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Ed eccoci qua, siamo ormai a Ferragosto 😮 e non so se capita a tutti, ma a me dopo tutto questo tempo trascorso rinchiusi e isolati che sembrava non andar avanti, mi sembra quasi impossibile che siamo gia a Ferragosto 😮

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Ormai possiamo uscire, girare, festeggiare la nostra ritrovata libertà ma, mentre il virus continuerà a girare fra di noi, non potremo tornare alla vita di prima e non saremo quelli di prima.

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Cosi, il nostro augurio é che sia per tutti una giornata speciale e con brindisi e gelatone ve lo auguriamo, ma non scordatevi di mantenere la distanza sociale, non vogliamo invitare il virus al nostro brindisi di auguri…vero? 😮

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Ed eccoci arrivati alla corsa per i brevetti del vaccino per il Covid 19! 😳 Ma spero che qualcuno si ricordi quanto sia importante mettere invece qualsiasi scoperta a disposizione della comunità scientifica gratuitamente. Già due grandi scienziate, anche se distanti nel tempo, Marie Curie e più di un secolo dopo Ilaria Capua, hanno preso la decisione di non brevettare le loro scoperte per metterle a conoscenza di tutto il mondo scientifico e non a vantaggio solo di pochi. Che dire? Che le donne sono un passo più avanti?😉

www.instagram.com/p/CDwh4D5FRyu/

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Siete pronti per le vacanze?  noi si, prontissime… infatti eccoci qua

ma per stare più sicure e tranquille e goderci il mare anche se le distanze si riducono, ci siamo munite di mascherine abbinate al costume, che fanno…tendenza 😆

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“Non bisogna confondere la libertà con il diritto di far ammalare gli altri. Imparare a convivere con il virus non vuol dire comportarsi come se non ci fosse più”..

25 aprile 2020

Ecco, queste sono le parole dette dal Presidente Mattarella alla Cerimonia del Ventaglio.

Parole pacate e sagge che spero facciano riflettere tutti noi! E di saggezza oggi ne abbiamo tanto bisogno!

Oggi che siamo un po’ tutti confusi e pieni di timori e cerchiamo solo sicurezze e risposte certe ai nostri dubbi soprattutto dalla scienza ma in questa nuova pandemia non c’è niente di certo ancora ma molto da capire.

Che incantano…anche stando sul balcone di casa. 😁

Luminescent
La fame è fameee!!! 😉

Buona lettura! 😊

Parole da ascoltare! 😊

Un’estateee al mareee…voglia di cantareee!!
voglia di ballareee! Ma…
Ricordiamocelo!!! 🦠

Ci siamooo!! È luglio che per noi è sinonimo di vacanze, o per meglio dire lo era, perché quest’anno c’è un’aria molto diversa. 🙄 Si, perché se noi abbiamo voglia di vacanza, il virus 🦠 non la pensa allo stesso modo!

Mi viene da piangereee!

Sembra che si stia rimboccando le maniche (anche lui ha caldo 🥵) e non allenti molto la presa mentre noi invece stiamo allentando la guardia! 😬 Fa caldo! E, se tenere la mascherina 😷 è un sacrificio😩, allora perché stiamo tutti appiccicati in barba al distanziamento? E cantiamo e balliamo senza freni e anche senza senso? Non sarebbe meglio stare un po’ distanti per respirare meglio e magari non farci una doccia di goccioline virali?

Tieni il virus a distanza!

E comunque tutto si può fare… divertirsi, andare al mare, in montagna, al lago, rilassarsi almeno un po’ insomma, ed usufruire delle tante bellezze che la nostra Italia ci offre anche vicino casa o addirittura restando nelle nostre città, purché sia il buon senso e la nostra intelligenza a guidarci!

Io sono intelligente!
C’è sempre un Robinson Crosue in noi! 😀

Attenti al lupo! Ops…volevo dire VIRUS!!!🦠

Questo virus ci ha insegnato, forse, quanto la scienza sia importante ma anche quanta diffidenza ci sia verso di essa. Io penso che, se vogliamo aiutare la scienza ad aiutarci, il modo migliore sia imparare a conoscerla sempre meglio.

Eccomi tornata nel mio angolo Zen. 🧘 E devo dire che mi ci voleva perché dopo questa terribile onda anomala che si è abbattuta su tutti noi fragili abitanti di questo ancor più fragile mondo, un angolo meditativo mi è sembrato il posto migliore per fare un po’ mente locale prima di abituarmi a questa nuova normalità.

Siamo passati attraverso la fase 1, il lockdown, tutti dentro e tutto sommato, dopo il primo smarrimento, ci siamo adeguati alle nuove regole e ci siamo sentiti abbastanza sicuri e speranzosi.

Poi è arrivata la fase 2, un po’ dentro e un po’ fuori😳 ed ecco le prime insicurezze. Stare distanziati, mascherine si o mascherine no? 😷🤔

Ora siamo alla fase 3, tutti fuori🤭 con mascherine😷 e a distanza perché il virus subdolamente circola in mezzo a noi pronto a ripartire se noi, tutti noi, non adottiamo un comportamento responsabile.

ho buone gambe… 😦

Ma essere responsabili non vuol dire essere pessimisti, anzi. Sarà la nostra positività a farci riprendere prima e meglio e vedere il futuro anche con un po’ di ironia.😁

E per tornare al mio angolino meditativo, ecco una storiella Zen:

La pietra miracolosa – Storiella Zen

rubino

Un giorno un uomo venne a conoscenza dell’esistenza di una pietra dal potere miracoloso: una pietra color ocra che era in grado di trasformare qualunque metallo in oro! Visto che la notizia veniva da fonte attendibile, decise di mettersi in viaggio.

Si cinse di una catena di ferro e si incamminò. Ogni volta che vedeva una pietra color ocra, la raccoglieva e la batteva sulla catena che gli cingeva la vita, ma non accadeva nulla. Il ferro rimaneva ferro.

Di certo non sarebbe stata una ricerca facile, ma non disperava. Passarono i giorni, poi le settimane, i mesi e così via. Dopo alcuni anni, era ancora alla ricerca della pietra miracolosa, raccoglieva, batteva e buttava via.

Mentre percorreva una strada della periferia di un paese, un ragazzo lo salutò cordialmente e gli chiese dove avesse acquistato quella bella catena d’oro che portava alla cintura. L’uomo confuso abbassò gli occhi sulla catena di ferro che portava in vita e … si, la catena di ferro era diventata d’oro! Ma lui non si era accorto di quale tra i tanti sassi
che aveva provato era stato quello che aveva prodotto l’alchimia!

Ho ripreso a praticare Taichi 👍😊
Al tempo del Covid 19 🦠😷

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Cara Luna, ti ringrazio di cuore per i tuoi bellissimi auguri. Sono riusciti, mentre sorridevo guardandoli, a farmi scordare che un altro anno pessera sulle mie spalle 😮

Così persino il ringraziamento che avevo appena preparato mi sembrava poco adatto… la signora, non giovanissima, che goffamente ballava ringraziando contenta era si gioiosa, ma il peso dell’età si sentiva cosi come quello del momento che viviamo, mentre io, conquistata dal “musetto” della tua entusiasta protagonista, mi sentivo per un momento “giovane” 😮 e con gran forza per afrontare il “domani”

E cosi, in un attimo, buttata la cartolina appena fatta, mi ci sono “camuffata” da lei. Ovviamente, data la mia eta, l’energica “danza” nonostante i miei enormi sforzi non e cosi armoniosa, ne vigorosa, ma non importa, cio che conta e la sferzata di gioia ed energia che mi ha trasmeso…

Perche, in questi tempi cosi problematici, posso dire con gioia che un traguardo l’ho raggiunto, sono arrivata indenne ad un altro compleanno!! 😆 e per questo ringrazio e sono felice sperando sia il primo traguardo raggiunto di tanti altri… 🙂

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Carissima Sol, questa pandemia ha cambiato tante cose anche del nostro quotidiano e chissà quante ne cambierà ancora. 😳 Ma ad ogni evento, anche catastrofico, c’è sempre un “dopo”, un cambiamento che magari ci darà nuove opportunità perché il virus non potrà mai fermare il tempo. Ricorda quindi: “non contare i giorni, fa sì che siano i giorni a contare. 😊

Anche con la mascherina…😁

Come ogni anno, da 20 anni, il 23 maggio è il giorno dedicato alle tartarughe.

Ecco alcune curiosità (più o meno note) 🙂 :

Le tartarughe sono sulla terra da più di 200 milioni di anni, nel tardo Triassico dell’era mesozoica.

Tuttavia, i ritrovamenti di resti fossili di un rettile sudafricano – l’Eunotosaurus africanus , con la sua gabbia toracica semirigida, ha dimostrato che l’evoluzione del guscio della tartaruga è iniziato addirittura prima.

La tartaruga gigante può vivere fino a 200 anni. Lo scorso anno una tartaruga gigante, un esemplare di Chelonoidis phantasticus, è ricomparsa dopo più di un secolo nelle Galapagos, facendo così ritenere che la specie non sia estinta anche se in numero molto ridotto. 

Il carapace della tartaruga sembra una corazza unica, compatta, fatta in un unico blocco: si tratta invece di una struttura anatomica assai complessa, che col passare degli anni si è trasformata ed evoluta, per arrivare a quello che è oggi. Il guscio è infatti costituito da circa 50 ossa, comprese costole e vertebre. 

Ogni scaglia che compone la parte superiore del guscio si chiama scuto, e attraverso l’osservazione di questa superficie è possibile studiare le fasi di crescita della tartaruga.

Il detto “essere lento come una tartaruga” non corrisponde proprio alla realtà. La tartaruga infatti non è l’animale più lento al mondo, la battono la lumaca e il bradipo. Le tartarughe di terra possono camminare a una velocità che può raggiungere i 100 metri all’ora.

E, riguardo a questa ultima curiosità, posso affermare infatti di essere sempre abbastanza sorpresa nel vedere con quale velocità Ruga, la mia tartaruga, si muove in giardino soprattutto quando è l’ora del pranzo. 😀

Aggiungi un posto a tavola…

Nascondino

Oggi sembra essere tornata di moda la frase “tana libera tutti” che, in questa versione moderna, ci fa pensare soltanto ad una libertà perduta.

A me ricorda invece uno dei periodi più belli della mia infanzia quando l’essere liberi per noi bambini significava solamente vivere.

Sono nata in un piccolo paese dove allora si trascorreva la vita quasi sempre all’aperto e non solo in estate quando la scuola era chiusa.

All’aperto si potevano fare tantissimi giochi ma “nascondino” era il mio preferito. 😀

Jan Verhas – À cache-cache

Questo gioco ha origini lontanissime e addirittura  Polluce, intorno al II secolo narra di un gioco all’aperto della Magna Grecia chiamato apodidraskinda, dal greco dialettale apodrason-skaso-kripdo = fuggire scappare nascondersi.

Il gioco attuale, è comunque un’eredità del XVII secolo, quando lo si giocava tra i nobili come una delle poche forme di socializzazione e di corteggiamento tra giovani aristocratici, diffuso inizialmente in Italia, Francia e Spagna, quindi in tutta Europa.

Le regole sono abbastanza semplici (le metto solo per quei “pochi” 😀 che non ci hanno mai giocato da bambini e non sapranno mai cosa si sono persi) 😦 : il luogo di partenza del gioco è detto “tana” ( noi, all’aperto, usavamo il tronco di un albero)

ricordo ancora i segni della corteccia sulla fronte quando si contava e sulla mano quando si faceva “tana” 🙂

Dalla “tana” prestabilita, un giocatore scelto con una rituale “conta”, senza vedere (chiudendo gli occhi, preferibilmente con le palme delle mani e/o tenendo il viso contro un muro, ), conta fino ad arrivare ad un numero deciso precedentemente, in modo da dare tempo agli altri giocatori di allontanarsi e trovare un nascondiglio. Finito di contare, chi ha contato apre gli occhi gridando “Via!” o l’ultimo numero e comincia a cercare gli altri giocatori. Colui che ha contato, ogni volta che trova un giocatore nascosto deve correre fino alla “tana” e toccarla esclamando ad alta voce “tana per” (o “trovato”) e il nome di chi ha trovato, precisando bene il luogo (es. dietro l’albero, dietro il divano, sotto il tavolo…); in questo modo “elimina” quel giocatore, che rimarrà “prigioniero” alla “tana”. Il cercatore di turno continua la sua ricerca degli altri concorrenti nascosti; se però un giocatore raggiunge la tana prima di essere visto e quindi trovato da chi ha contato, la tocca, dichiara ad alta voce “tana” (o “salvi me”) ed è “libero”. Il giocatore cercatore di turno dovrà quindi cercare gli avversari ma anche stare attento a presidiare la “tana”, cercando di non allontanarsi troppo da essa, per evitare che qualcuno ”faccia tana”. Se l’ultimo giocatore nascosto riesce a raggiungere e a toccare la “tana”, potrà esclamare “tana libera-tutti”! o semplicemente “liberi tutti” (o “salvi tutti”), liberando così tutti i giocatori già catturati, e il giocatore che era alla ricerca in quel turno di gioco sarà obbligato ad accecarsi di nuovo, a contare e a cercare anche nel turno successivo.

Ricordo ancora quella sensazione di batticuore quando da dietro il tuo nascondiglio vedevi arrivare verso di te il compagno che ti stava cercando e temevi di essere scoperto e che ti facesse “tana”.

E poi l’adrenalina che ti faceva scattare, uscire dal nascondiglio e correre a più non posso a far tana prima di essere visto dal cercatore e poi, se eri l’ultimo a non essere ancora stato scoperto, la felicità e anche l’orgoglio di poter gridare: ” tana libera per tutti” e liberare così tutti i giocatori precedentemente catturati. 🙂

Si, questo era un gioco ed ora che purtroppo la realtà supera qualsiasi fantasia (e siamo anche diventati “grandi”) dobbiamo essere consapevoli che ognuno di noi è responsabile e dovrà fare la propria parte per essere liberi da questo virus e non potrà esserci nessuno a gridare: Tana libera per tutti.

consapevoli di essere singoli fiocchi di neve…responsabili

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da Luna e Sol

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Siamo ormai nella fase 2 e mi sembra di essere in una specie di “ terra di mezzo”. 🙄 Da una parte ci sono gli “ alieni” 😳 quelle presenze silenziose e senza volto😷 che ti passano accanto. Se però le incroci e le guardi negli occhi puoi vederci anche un sorriso e questo ti rassicura.

Dall’altra parte c’è la natura con il suo splendore di sempre, la sua resilienza che se ne infischia del virus e ci regala la bellezza superba e quasi sfrontata delle rose rosse.

Venite in giardino, vorrei che le mie rose vi vedessero.
(Richard Brinsley Sheridan)

O quella meno appariscente delle rose bianche.

A single rose can be my garden; a single friend, my world.
Una sola rosa può essere nel mio giardino. Un solo amico, il mio mondo.
(Leo Buscaglia)

Ci sono poi i fiori di campo più timidi si ma i più resilienti.

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È bello sentire che la vita riprende (e lo si capisce dal rumore che sento in strada proprio ora mentre sto scrivendo) ma il “silenzio” di questi mesi passati devo dire che un po’ mi manca ecco perché voglio pensare che se gli “ stolti”, che per altro Dante ha messo in tutti i “gironi infernali”, non riescono a rispettare le regole imposte per frenare il virus in questa fase, lo fanno perché non sanno“ ben dosare la ritrovata libertà”.

Dove sei
Libertà
Ubriaca di parate e di bandiere….
Chi dirà…
Che il silenzio in fondo è libertà…
Chi dirà…
Che di troppa libertà si muore…
Qui in città
Tutto va…
…Tutto va, se non si arrestano i motori. Mentre poi,
Libertà, non si respira mai!
Chi lo sa
Quanto costa fare andare il cuore…

Renato Zero da: “ Che bella libertà “