lunedì, 9 luglio 2007


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Essendo stata a Madrid non ho saputo resistere a fare una prova con qualche foto dei curiosi tipi che si trovano in giro per le strade della Madrid asburgica…. Eccovi qualcuno fotografato da me nei giorni scorsi… dai suonatori di strada, all’uomo di gesso, alla donna di terracotta della Plaza Mayor al suonatore di bicchieri, al fauno violinista…e tanti altri piazzati ovunque lungo questa zona di Madrid….

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Ancora pensieri da.. orsetto..! 😀 471.gif

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La pagina bianca

Il tuo destino è una pagina bianca, scrivila con la mano del cuore. Getta via la pala con la quale ti stai scavando la fossa ed usa le tue mani per costruire le fondamenta del tuo domani.

Mostrami il domani disse una donna ad una zingara che stringeva al petto un piccolo gattino nero.

Apri pure la tua mano donna e ti dirò domani cosa vedranno i tuoi occhi.

La donna aprì la mano, sudaticcia per la tensione e la zingara senza farci caso la prese aprendola come si fa con un libro, e disse:

Donna di te posso dire che hai tanto sbagliato, ma se non smetterai di indugiare sui tuoi errori, il tuo domani sarà più buio dei tuoi passi pregressi.

Cosa vedi, dimmi, cosa vedi.

Disse la donna quasi in preda ad una crisi isterica.

Vedo che il tuo domani è nelle tue mani.

Appunto leggi dimmi cosa dicono.

Ma la zingara le richiuse la mano allontanandola da se e disse:

Ho visto quello che ti ho appena detto, il tuo futuro è nelle tue mani, ma finché camminerai sulla strada dell’errore il tuo domani sarà il risultato del tuo cammino, se semini pioggia raccogli tempesta, ricordalo, ma se …

…cambierai strada vedrai sorgere il sole della felicità. Sai come si dice chi ben comincia e a metà dell’opera, e la tua opera ultima sarà la tua vita.

Zingara che risposta è questa, avrei saputo darmela io stessa.

E la zingara:

Non sono un ipocrita tieniti pure i tuoi soldi, da te non voglio niente, ma sappi che una menzogna in questo momento della tua vita avrebbe aggiunto solo cenere sulla cenere, pertanto apri gli occhi e renditi conto, che la vita non sarà mai come tu la vorresti se non lavorerai in quel senso, nessun miracolo ti salverà dai tuoi errori.

Maledetta megera, sei falsa ed ipocrita, tieni pure questi quattro pidocchi, e muori delle tue malefiche parole.

La zingara passò sui pochi spiccioli che la donna le aveva gettato in faccia, e nell’andare via disse:

Il tuo destino è una pagina bianca, scrivila con la mano del cuore. Getta via la pala con la quale ti stai scavando la fossa, ed usa le tue mani per costruire le fondamenta del tuo domani.

Le parole della zingara l’avevano messa in allarme, si sa che le zingare sanno buttare il malocchio e quella notte la donna non dormì all’eco di quelle parole …

…e l’indomani più velenosa di una serpe raggiunse l’angolo di strada dove la zingara era solita chiedere la carità, non trovandola. Avrebbe voluto vendicarsi di quella infame strega. Chiese un po’ in giro della vecchia zingara che orbitava per quella via, e nessuno seppe dirle nulla, anzi le parve quasi di scorgere sorpresa sui volti dei commercianti che avevano i negozi proprio su quella strada.
La cosa la insospettì, voleva cantargliene di santa ragione, la doveva trovare per umiliarla, così come lei aveva fatto il giorno prima. Si fermò allora dalla signora Gina fioraia del quartiere da una vita, che a detta di tutti era ben informata su ogni cosa, e le chiese della vecchia zingara che chiedeva la carità all’angolo, e la signora Gina sorpresa disse:

Come fa a conoscere la vecchia zingara, è una storia di tanto tempo fa?

Come?

Disse la donna.

Di tanto tempo fa, se solo ieri pomeriggio mi ha letto la mano.

La fioraia la guardò con l’aria di chi è molto più che sorpresa ed incominciò a raccontare:

Si chiamava Andra aveva all’incirca una sessantina d’anni, quando è morta, ma questo accadeva più di venti anni fa. Ancora mi ricordo di lei, per pochi spiccioli leggeva la …

…mano a quell’angolo di strada, morì investita da una macchina per salvare un cucciolo di gatto.

Piuttosto mi dica non si sarà mica confusa, con la strada.

La donna in quel momento era più che confusa, non sapeva proprio che pensare, aveva parlato con una zingara morta più di venti anni prima.
Passarono giorni e giorni e la donna non riuscì a riprendersi da quella sgradevole sensazione di paura. Erano le tre del pomeriggio, un ora tranquilla in cui la gente era chiusa in casa, quando fece di nuovo capolino a quell’angolo di strada, e sorpresa delle sorprese rivide la vecchia zingara, seduta in terra con il suo piccolo gatto nero sulle ginocchia.
La donna si guardò intorno e vide che la strada era deserta, si avvicinò alla zingara inginocchiandosi e le chiese:

Chi sei, sto impazzendo!

Non stai impazzendo, non ci è dato di capire proprio tutto, questo devi accettarlo, sono qui per te, qualcuno ti vuole dare un’altra opportunità.

Chi!!

Chiese la donna in lacrime.

Qualcuno che vede nel tuo cuore e che non ha perso la speranza di vederti felice. Cambia via, fa che questo piccolo miracolo rivoluzioni il tuo cuore afflitto.

La donna prese a piangere commossa e la …

…zingara l’abbraccio con tanto calore, e quando riaprì gli occhi si ritrovò sola.
Da quel giorno la vita della donna cambiò, incominciò a costruire il suo domani, senza attendere che avvenissero miracoli, aveva capito che l’unico miracolo in grado di cambiare una vita doveva avvenire nel cuore.

Miracoli? Vi chiederete, pensando di non averne mai visti?

I miracoli avvengono ogni giorno, ma finché li cercheremo attraverso gli occhi del mondo, non li troveremo. Proviamo invece a cercarli attraverso gli occhi del cuore e vedremo cambiare la nostra vita, e cambiando il nostro modo di vedere le cose, si modificherà anche il mondo che ci circonda. Quello sarà l’unico e solo miracolo che riusciremo a scorgere attraverso gli occhi del mondo.

Autore: Cleonice Parisi

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Il Golfo degli angeli
( Sardegna)

Gli Angeli, nei tempi lontani, chiesero a Dio un dono. Dio rispose che avrebbe dato loro in dono una terra dove gli uomini si amavano, si rispettavano, vivevano felici. ” So che esiste questa terra; cercatela, trovatela e sarà vostra ” aveva detto loro. Gli Angeli obbedirono; scesero dal cielo e si sparsero sulla Terra. Ma ovunque trovarono cattiverie, guerre odi. Stavano per ritornare, tristi, da Dio Padre, quando il loro sguardo cadde su una grande isola verde circondata da un mare tranquillo. Gli Angeli si avvicinarono rapidamente: non rumore di guerre e di distruzioni, non colonne di fumo si alzavano dalle colline fonte ove brucavano grandi greggi. E gli uomini aravano i campi non chiusi da segni di proprietà.

Quei primi abitatori della Sardegna, ignari delle ricchezze della loro terra, discendenti da eroi che avevano fuggito la tirannide e 1’ingiustizia, trascorrevano la loro vita in semplicità, contenti della pace e della bellezza dei luoghi. Gli Angeli salirono felici in Cielo. Riferirono al Signore ciò che avevano visto e Iddio mantenne la promessa. Gli Angeli, quindi, ridiscesero ancora sull’isola, e rimasero specialmente incantati davanti al grande golfo che si apriva, come un immenso fiore turchese, all’estremo limite meridionale della loro terra. Decisero, dunque. di stabilirsi lì: in quell’arco di mare così azzurro e bello che ricordava il Paradiso. Presto, però, Lucifero, invidioso di quegli Angeli felici, cercò di seminare, fra di essi, lotte e discordie, e siccome non vi riuscì tento di scacciare gli Angeli da quel loro secondo Paradiso.

Lottarono a lungo le forze del Bene e quelle del Male sulle scatenate acque del golfo. Ed ecco che alla fine, tra il lampeggiare delle folgori del demonio si levò in alto la spada scintillante dell’Arcangelo Gabriele. Fu il segno decisivo della vittoria Lucifero stesso fu sbalzato dal suo cavallo nero,dalle narici di fuoco. Allora prese la sella e, in un impeto di collera violenta, la lanciò nel Golfo, formando un promontorio che poi venne chiamato ” La Sella del Diavolo”. Sotto di esso, trovarono dapprima rifugio le pacifiche navi fenicie, poi quelle di guerra dei Cartaginesi. Poi quelle dei Romani, dei Vandali e dei Bizantini. In seguito quelle dei Pisani, dei Genovesi e degli Spagnoli. Ed infine, quelle degli Inglesi, dei Francesi e degli Americani. Così, oggi, gli Angeli se ne sono andati dal loro golfo incantato e lo guardano dall’alto, discendendovi, talvolta, lievi e silenziosi, all’oll’ora del tramonto, quando il cielo si colora d’oro e di porpora.

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PROVERBIOS Y CANTARES – XXIX

Caminante, son tus huellas
el camino, y nada mas;
caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino,
y al volver la vista atras
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante, no hay camino,
sino estelas en la mar.

(Antonio Machado)

 

Viandante , son le tue orme

La via, e nulla di più ;

viandante non c’è via,

la via si fa con l’andare ,

con l’andare si fa la via

e nel voltare indietro la vista

si vede il sentiero che mai

si tornerà a calcare.

Viandante , non c’è via

Ma scie sul mare.

Il vero addio è quando non c’è ritorno da un qualsiasi viaggio.

(Rachele Mancinelli )

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Beneee…Sol..finalmente sei tornataaaa. Sono davvero felice, stavo per cominciare a chiedermi…483936.gif 😀 Ho cercato di rendere più accogliente possibile questo posticino…ma non pensavo di restarci da sola…e poi tranquilla… per i tappeti…ho già chi me li lava…! 😀 cinderella4.gif