domenica, 5 agosto 2007


Per la fonte… http://lmquettier.free.fr/

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Ecco qua un pallone di calcio che in realtà può diventare un collage su delle foto a vostro piacimento. Potrebbe a prima vista sembrare complicato, invece è facile anche se ripetitivo dato che per ogni immagine vanno ripetute sempre le stesse operazioni.

pallone-jpeg-finale-con-def.jpg pallone-madrid.jpg

Occorre per realizzarlo:

  • Photofiltre, che trovate così come la traduzione in italiano nel sito ufficiale
  • Il pallone che trovate qua e sul quale lavorerete. pallone-football.jpg
  • 13 immagini diverse a vostra scelta per riempire i vari esagoni del pallone

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Ricordate…. per ogni dubbio guardate in TUTORIALS PER CASO. Nell’introduzione e sotto l’elenco dei tutorials trovate tante spiegazioni utili per usare al meglio Photofiltre, così come il modo di scaricare e installare plugins, unfreez, caratteri nuovi e tante altre cose che vi possono aiutare per la realizzazione dei tutorials….

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Ed ora procediamo alla realizzazione del vostro pallone:

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1. Aprite in photofiltre il vostro pallone: File – Apri (FILE – OPEN) (imm. 1) e duplicatelo cliccando su Immagine – Duplica (IMAGE – DUPLICATE) (imm. 2). Lavorerete sul duplicato per non rischiare per qualche motivo di perderlo o modificarlo involontariamente.

balon-1.jpg balon-2.jpg

2. Aprite la prima delle vostre immagini che volete incollare nel pallone: File – Apri (FILE – OPEN) e controllando che sia attiva (guardare che sopra sia blu come indicato dalla freccia nell’immagine 3) ciccate su Modifica e Copia (EDIT – COPY) (imm.3)

balon-3-a.jpg

3. Toccate ora l’immagine del pallone per farla diventare attiva, andate alla barra di selezione a destra, cliccate sulla bacchetta magica (cerchiata in bianco nell’imm. 4) e poi toccate l’esagono che riempirete per primo nel vostro pallone. Vi appariruna selezione attorno a quell’esagono come appare indicata in giallo nell’ immagine 4.

balon-4a.jpg

4. Cliccate ora su Filtro (FILTRE) e nel menù che vi appare, in fondo, su PLUGIN e nel successivo su incollare dentro (PASTE INSIDE). (imm.5).

balon-5a.jpg

5. Ecco i parametri che dovrete mettere nella finestra che vi appare (imm. 6): selezionare nessuno (NONE) nell’adattamento WRAP, selezionate INTERIOR in ANTIALIASING e mantenere il riquadro (KEEP WITH CROP) nelle proporzioni (ASPECT RATIO). Nessuna trasparenza. Controllate l’anteprima e se vi sembra a posto confermate con OK.

balon-6.jpg

6. Cliccate su Filtro – Creativo – Contorno Progressivo (FILTRE – STYLIZE – PROGRESSIVE CONTOUR) (imm. 7).

balon-7a.jpg

7. Nella finestra successiva: COLORE: NERO, DESELEZIONATE esterno (OUTSIDE), larghezza (WIDTH) = 3, opacità (OPACITY) = 70 e negli effetti selezionate Sfoca (BLUR). Controllate l’anteprima, vi dovrebbe apparire un ombreggiatura scura nel contorno interno della foto. Confermate con Ok (imm. 8).

balon-8a.jpg

8. Cliccate ora sul menù Selezione e poi su Nascondi selezione (SELECTION – HIDE SELECTION) (imm.9)

balon-9a.jpg
9. La vostra prima immagine nel pallone è completata. Ora procederete nello stesso modo per tutte quante le altre (dai punti 2 al 8 ) fino a completarlo.
10. Dopo aver riempito tutto il pallone con le vostre immagini andrete a cliccare sulla bacchetta magica e poi toccherete con essa la parte esterna del vostro pallone (bianca) (imm. 10).

balon-10a.jpg

11. Cliccate nel menù selezione e invertite la selezione (SELECTION – INVERT) (imm. 11).

balon-11a.jpg

12. Ora filtro, deformazione, e cliccate sulla lente/ sferica per darle sfericità (FILTRE – DEFORM – SPHERIZE/LENS) (imm. 12).

balon-12a.jpg

13. E nella finestra successiva: SFONDO: BIANCO e nella quantità io ho messo 5. Ma se guardando l’anteprima vi sembra troppo bombato il pallone mettete un valore inferiore (imm.13). Controllata l’anteprima confermate con Ok.

balon-13a.jpg

14. Dovrete deselezionarlo ora: Selezione – Nascondi Selezione (SELECTION – HIDE SELECTION) (imm. 14).

balon-14.jpg

15. Ora se volete potete salvarlo come immagine jpeg ma se volete rendere il fondo bianco attorno al pallone trasparente dovrete cliccare con la bacchetta magica sulla parte esterna al vostro pallone (bianca) (imm. 15)

balon-15.jpg

16. Cliccate nel menù immagine ed in trasparenza automatica e in interno alla selezione (IMAGE – AUTOMATIC TRANSPARENCY – INSIDE SELECTION) (imm. 16) e così diventerà trasparente la parte attorno al pallone (imm.17). Salvate come gif (FILE – SAVE AS…)

balon-16.jpg balon-17.jpg

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Troverete altri esempi di palloni in Gallery 4(varie) , così come tanti altri spunti nelle altre Gallery ed altri tutorials nella sezione ELENCO TUTORIALS.

onda che sovrasta ridotta

Benchè l’onda delle parole ci sovrasti sempre,
le nostre profondità sono sempre silenti.

(Kahlil Gibran – Sabbia e schiuma)

buonanotte-allargata-1-ridotta.jpg

“Chi non s’aspetta l’impossibile non lo raggiungerà mai”

(anonimo)

fiori.jpg

E CRESCENDO IMPARI…….

E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
La felicità non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,…
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…,
la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose….
…e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

( Anonimo )

foglia.jpg

… leggenda di un paessaggio ormai cambiato….

lago-gemelli-1-ridotta.jpg

Quando i Laghi Gemelli erano proprio gemelli, cioè due limpidi specchi d’acqua circondati da una corona di montagne, appena separati da una stretta lingua di terra, e non erano ancora stati fusi in un solo bacino dalle impellenti esigenze del progresso, attorno alla loro origine sorse una leggenda che per la verità è assai triste, ma forse rispecchia la realtà dei tempi in cui è scaturita dalla fantasia popolare. Si racconta che la figlia di un ricco possidente di Branzi era innamorata di un pastore della Valle Taleggio, dal quale era teneramente ricambiata.

Il loro amore era però risolutamente ostacolato dalla famiglia della ragazza che avrebbe preferito per lei un partito migliore di quanto non costituisse quel modesto pastore, costretto ogni anno ad andare in cerca di lavoro, accudendo a pecore e capre che si faceva affidare da allevatori della zona per portarle a pascolare sulle montagne dell’alta Valle Brembana. La ragazza era stata da tempo promessa dal padre a un proprietario di fucine della Val Fondra, piuttosto attempato e per nulla piacente, ma assai ricco e influente nella vita politica ed economica della zona. Come si sa, in queste faccende nemmeno le lacrime più strazianti e le suppliche più insistenti possono sortire un qualche effetto, e così l’infelice ragazza, dopo aver inutilmente dato fondo a tutte le sue risorse di convincimento, dovette prendere atto, con il più grande sconforto, che il suo destino era segnato e la condannava a passare il resto della sua vita accanto ad un uomo che non amava e non avrebbe mai amato.

Così, mentre si avvicinava il giorno delle nozze, fissate in tutta fretta, proprio per togliere di mezzo ogni possibile interferenza nei programmi prestabiliti, l’infelice ragazza trascinava stancamente le sue giornate, monotone e senza speranza, tutta sola, chiusa nella sua cameretta, con le mani abbandonate in grembo e gli occhi persi nello spazio indefinito, sospirando l’amore impossibile per il suo bel pastorello. Costui nel frattempo si trovava sui monti col suo gregge ed era ben consapevole dei progetti che riguardavano la sua amata, dai quali era stato drasticamente escluso con la perentoria minaccia di non farsi più vedere dalle parti di Branzi, se ci teneva alla sua vita. Ma come accade sovente, specie nelle leggende, la ragazza non si rassegnava a perdere il suo amore, così cominciò a non mangiare più e a dar segni di squilibrio mentale, al punto da sembrare uscita di senno. Il padre ricorse a ogni mezzo per riavere la figlia in buona salute, interpellò tutti i medici della valle e scese fino a Bergamo per consultarsi con i luminari di allora, ma non ottenne nessun risultato.

Finalmente un giorno si presentò nella casa della fanciulla un medico che all’apparenza non dava particolari garanzie di professionalità, in quanto oltre che assai giovane, era anche vestito in modo piuttosto dimesso e si esprimeva con un linguaggio non proprio all’altezza di un uomo di scienza. Ma pur di salvare la figlia, il padre accettò anche le prescrizioni di quel mediconzolo che, per la verità, si mostrava assai sollecito e puntuale nel recarsi tutti i giorni a visitare la giovane paziente. Nell’incredulità generale, la ragazza cominciò come per incanto a migliorare: tornò a sorridere e a parlare, riprese a mangiare con gusto e in fretta le suo gote ridivennero rosee e pienotte. Sembrava di nuovo innamorata della vita. Ormai anche il più distratto dei lettori avrà intuito la vera identità di quell’improbabile medico e si sarà fatta un’idea sulla natura delle cure a cui era sottoposta la ragazza.

Infatti egli altri non era se non il pastore che, approfittando dell’equivoco sulla sua identità, non passava giorno che non si incontrasse con la sua bella per trascorrere con lei momenti meravigliosi, coperti dalla scusa della riservatezza di una visita medica. Ma ovviamente il gioco non poteva protrarsi troppo a lungo e se i due innamorati fossero stati scoperti avrebbero pagato caro quell’inganno. D’altronde non erano per nulla disposti a lasciare che le cose tornassero come prima, così decisero di scappare per cercare di coronare il loro sogno d’amore lontano dalla valle. Una notte, dopo aver preparato un fagotto con poche cose, lasciarono di nascosto il paese e, per evitare il rischio di essere scoperti, preferirono non scendere verso il fondovalle, ma scelsero di seguire la strada più difficile delle montagne, che il pastore conosceva bene perché vi portava le sue bestie al pascolo. Di buona lena salirono lungo il sentiero della Val Borleggia e in fretta arrivarono al Piano delle Casere, ma quando si fermarono per riposare un attimo udirono il suono delle campane a martello proveniente dal campanile di Branzi: la loro fuga era stata scoperta e in paese si stavano organizzando per venire a riprenderli.

Più disperati che mai, ripresero il cammino quasi di corsa, ma raggiunte le pendici del monte Farno, la ragazza nel superare un tratto piuttosto impervio mise un piede in fallo e scivolò. Nella caduta batté la testa contro un sasso e rimase a terra svenuta. Il pastore, dopo aver cercato inutilmente di farla rinvenire, udendo in lontananza i richiami delle persone mandate alla loro ricerca, prese la ragazza tra le sue braccia e si mise a correre su per la montagna, incurante dei pericoli. Per il buio fitto il sentiero era quasi invisibile e così ad un certo punto, ormai allo stremo delle forze, il pastorello perse l’orientamento e si trovò a procedere in un luogo scosceso e impraticabile. Ancora qualche passo incerto e poi una scivolata sui sassi di un ghiaione. E i due poveri innamorati precipitarono, così stretti in un abbraccio estremo e disperato, fino al fondo di un precipizio. Nel luogo dove caddero i loro miseri corpi si aprirono due conche circolari dalle quali cominciarono a sgorgare due limpide polle d’acqua che, zampillando senza sosta, formarono due laghetti quasi della stessa forma e dimensione: i laghi gemelli. Ai giorni nostri la costruzione della diga ha decisamente trasformato il paesaggio, ma volendo stare nella leggenda si potrebbe affermare che finalmente i laghetti dei due innamorati si sono fusi in uno solo, a coronare per sempre il loro sogno d’amore.