venerdì, 17 agosto 2007


E’ nel momento in cui dubiti di volare che perdi per sempre la facoltà di farlo.

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Siamo qui, nell’oscurità, sospesi tra la poesia delle lucciole e il fuoco divampante delle stelle.

(Susanna Tamaro – Più fuoco, più vento)

Il diavolo era geloso per essersi visto costruire su Mont St.-Michel la magnifica abbazia che viene a giusto considerata la meraviglia dell’occidente; egli infatti sosteneva che il monte era di sua proprietà e che tutte le costruzioni su di esso dovessero appartenergli per legge, ma San Michele era di diverso avviso. La discussione verteva principalmente su chi dei due dovesse battezzare il monte ma, non riuscendo a mettersi d’ accordo, decisero di fare la prova di chi tra loro fosse il più potente e convennero che colui il quale, spiccando un balzo, avesse ricoperto la distanza maggiore sarebbe stato dichiarato vincitore ed avrebbe quindi dato il nome al monte.
Entrambi si lanciarono: il diavolo cadde nel Couesnon (il fiume che segna il confine tra Bretagna e Normandia le cui acque si perdono nelle sabbie mobili della baia di Mont St.-Michel) mentre San Michele, sostenuto dalle sue grandi ali, andò ad atterrare su Mont Dol la cui piramide si innalza come un tumulo in mezzo alla pianura, proprio di fronte a Mont St.-Michel.
E su di una roccia, vicino alla chiesa di Mont Dol, si vedono ancora oggi l’ impronta del piede dell’ Arcangelo Michele ed il segno lasciato dagli artigli di Satana nel disperato tentativo di aggrapparsi.