sabato, 25 agosto 2007


lisola che non c'è ridotta

Seconda stella a destra

questo è il cammino

e poi dritto fino al mattino,

poi la strada la trovi da te,

porta all’isola che non c’è.

(Edoardo Bennato – L’isola che non c’è)

con una favolosa musica targata anni 60′..ovvio 🙂

Come dire…eravamo e siamo ancora…favolosiii !… 😀

Los Indios Tabajaras – Maria Elena


“Poi stima il mio ingegno e le mie capacità più del mio cuore, che pure è il mio unico orgoglio, la sola sorgente di tutto, di ogni mia forza, di ogni felicità, di ogni sventura. Sì, quello ch’io so chiunque lo può imparare… ma il mio cuore non l’ho che io.”…

Johann Wolfgang Goethe
Riferimento: da “I dolori del giovane Werther”

giardino2.gif

(viene da qui…)

Allora, eravamo rimaste al Festival di San Remo di quel lontano 64′ 😮 in compagnia di Gigliola Cinquetti e Bobby Solo… 🙂

Come vi dicevo…è stato un Festival che rimarrà nei ricordi di tanti di noi…perchè veramente ha segnato la fine di un’era musicale..anche qui.

Già I BEATLES… stavano calamitando i giovani e la “rivoluzione” dei “capelloni” era alle porte…

Obladi Oblada

Ma i “grandi” tenevano ancora duro e non amavano per niente questo clima di rivolta giovanile già nell’aria… 😮

Quindi, come non preferire questa ragazzina che cercava l’amore romantico…!? E infondo anche “noi” giovani ci credevamo…ahhh…se ci credevamo… 🙂

Gigliola Cinquetti “Non ho l’età”

C’era però, come ho detto, anche un certo Bobby Solo…per l’anagrafe Roberto Satti. Romano, un pò “bulletto”, ciuffo alla Presley che idolatrava e a cui si ispirava nelle tonalità basse… 😮

Bobby Solo cantò ” Una lacrima sul viso“…e sui giovani la presa fu immediata… per la verità per me fu subito “amore”… 😀

Sanremo 64 Bobby solo

Ma ecco il giallo…: nella serata finale Bobby Solo si prese una terribile faringite…e quindi cantò in Playback 😮 ma ci pensate..? Era il primo Playback nella storia di San Remo e fece scalpore…! Si scatenarono tuoni e fulmini…e addio vittoria per Bobby che fu subito squalificato, come fosse uno sportivo pescato a “dopparsi” ! 😮

A vendere di più comunque fu lui…e ricordo che per comprare il disco ho dovuto fare una coda lunghissimaaa…e addirittura solo per prenotarmi…perchè il negozio di dischi aveva esaurito le scorte dopo pochissimi giorni… 😮

Per finire con questo Festival di…”rottura”… post-1329-1169481499.gif della tradizione “melodica”…c’è da dire che insieme a Bobby Solo, furono LITTLE TONY-GENE PITNEY a vendere di più con ” Quando vedrai la mia ragazza“, che fu davvero un hit per tutta l’estate.

Little Tony “Quando vedrai la mia ragazza”

bar356.gif

Gene Pitney

 

(Spunti per il testo presi da Publiweb)

(continua qua…)



La vita è quello che ti capita mentre stai facendo altri progetti.
John Lennon

b101101-big.jpg

Guernica di Picasso

Era il tempo in cui dei e uomini e spiriti e animali, si dividevano equamente i regni del cielo e della terra e sopra i rami di Yggdrasil il frassino, nidificava l’aquila.
In quel tempo, dunque, negli abissi verdi e profondi che dell’Oceano viveva il re del mare, con la sua regina ed una schiera di splendidi figli, sani e vigorosi e belli e forti, tanto da riempire di orgoglio il cuore del padre con la loro esistenza.

Nulla era paragonabile alla splendente gioventù dei maschi che gareggiavano fra loro, lottando per gioco fra la schiuma biancastra dei cavalloni. Nessun essere vivente eguagliava la grazia soave delle fanciulle, che danzavano sulla quieta superficie delle acque.
Il re del mare viveva appagato e lieto nel suo regno d’acque e silenzi, in quel tempo sereno, e gli abissi profondi lo nascondevano all’invidia di uomini e dei.

Venne, però il tempo della sofferenza, quando la buona regina morì come ognuno muore, e il mare si fece di lacrime per il dolore del suo re e dei suoi figli. Pianse a lungo il re del mare, piansero i giovani e le fanciulle, poi fu necessario trovare al vedovo una nuova sposa, perché non rimanesse senza una regina. Fu scelta, allora, una donna fra coloro che abitavano la superficie, una donna di grande bellezza, esperta nel parlare con gli spiriti della terra, delle acque e del cielo.

In un primo tempo la donna del popolo degli umani fu conquistata dai bei figli del re del mare e, per amore del marito, li accudì e si preoccupò del loro benessere. Quando, però si accorse di portare un figlio dentro il grembo, prese a malvolere i giovani figliastri, poiché desiderava che solamente il suo fra tutti i figli del re del mare, ereditasse il regno degli abissi profondi.

Strega potente qual era avvolse i figliastri con una malia, mutò il loro aspetto cambiando in pinne le loro braccia, unendo in una coda le loro gambe. Fece bruna e soffice pelliccia della serica pelle delle fanciulle, diede zanne possenti ai maschi e, perché non potessero lagnarsi con il padre del torto subito, rese inarticolati lamenti le loro parole; solo gli occhi, quelli, li lasciò immutati: bruni e dolcissimi e dolenti.
Li cacciò, poi dagli abissi verso la superficie, condannandoli a dover respirare l’aria degli umani per poter sopravvivere ed andò a dire al re del mare che i figli erano morti, così come la madre.

Ancor oggi i figli del re del mare corrono fra le onde lottando per gioco e le sue figlie nuotano con impareggiabile grazia sui fondali e nelle notti di luna piena vengono sulla riva delle isole a nordovest e si spogliano della loro morbida, bruna pelle per danzare nella luce biancastra.

b100689-big.jpg