Aracne è una figura mitologica narrata da Ovidio nelle “Metamorfosi”, ma che pare sia d’origine greca.

Aracne abitava a Colofone, nella Lidia. Suo padre, Idomeneo, lavorava come tintore. La ragazza era abilissima nel tessere, tanto che la gente diceva che avesse imparato da Pallade Atena, mentre lei affermava il contrario, ovvero che la dea avesse imparato da lei. Ne era tanto sicura, che sfidò la dea a gareggiare con lei.

Una vecchia si presentò ad Aracne, suggerendole di ritirare quanto aveva detto, per evitare l’ira della dea. Quando lei rispose sgarbatamente, la vecchia uscì dal suo travestimento rivelandosi come la dea Atena: la gara ebbe così inizio. Aracne scelse come tema della sua tela gli amori degli dei; il suo lavoro era perfetto, ironicamente descriveva le astuzie usate dagli dei per raggiungere i loro fini. Atena si adirò, stracciò la tela e colpì Aracne con la sua spola.

Aracne, in preda alla disperazione, si impiccò; ma la dea non era soddisfatta e trasformò la ragazza in un ragno, costringendola e filare e tessere per tutta la vita.

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Le filatrici (La favola di Aracne)
Diego Velázquez, 1657 ca.
Madrid, Museo del Prado