martedì, 11 settembre 2007


Là fuori, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso.
Ci incontreremo lì.

Mevlana Jelaluddin Rumi, XIII secolo.
Tratto da: “Sono come il fiume che scorre” di P. Coelho

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Coyote stava passeggiando con il suo amico Coniglio. Era da poco finito l’inverno e i due si stavano godendo il tiepido sole primaverile. Coyote, che indossava ancora una pesante coperta, aveva caldo e voleva liberarsene. Così, quando vide una grande roccia tonda, pensò di approfittarne per mostrarsi generoso. Si sfilò la coperta e la gettò sulla roccia, dicendo: «Ecco ti qualcosa per proteggerti dal freddo, amica roccia!»Coniglio rimase stupito da quel gesto e lo mise in guardia: «Questa è una roccia magica. Ciò che le dai non potrai più riprenderlo!» Poco dopo dalle montagne prese a soffiare un vento gelido. Le nubi oscurarono il cielo, la pioggia e la grandine presero a cadere con violenza. I due amici si ripararono in una grotta e, ben presto, Coyote sentì freddo. Allora ricordò la coperta che tanto sconsideratamente aveva ceduto alla roccia, e decise di andare a riprendersela. Tornò indietro e strappò via la coperta dalla roccia. <<A che ti serve una coperta?» disse. «Sei lì da un’eternità e non ne hai mai avuto bisogno! Adesso serve a me!». Si voltò per andarsene, quando udì un gran frastuono dietro di sé.

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Era la roccia che aveva cominciato a rotolare, ben decisa a riprendersi la coperta. Coyote corse alla grotta e gridò: «Scappiamo, amico coniglio! C’è una roccia che ci vuole ridurre a tappetini!» E infatti la roccia ruzzolava minacciosa verso di loro. Coniglio si arrampicò su una collina, mentre Coyote si rifugiava nella foresta. Ma la roccia non si fermò. Travolse alberi giganteschi come se fossero fuscelli. Superò fiumi, balze e praterie, sempre dietro al povero Coyote che correva a più non posso e, intanto, gridava e chiedeva aiuto ai vari animali. Accorse un’intera mandria di bufali, ma furono tutti travolti. Poi ci provarono gli orsi, ma anche loro dovettero ritirarsi. Coyote era proprio in un brutto guaio, finché un piccolo uccello si fece avanti. «Ti aiuterò io, Coyote» disse. «Lascia che la roccia mi travolga». E infatti, appena la roccia gli fu sopra, l’uccellino gridò: «Cip! Cip!» Subito la roccia si frantumò in tanti pezzi, che si sparsero ovunque: così nacquero le Montagne Rocciose. Quella volta Coyote se la cavò, ma non diede mai più la sua coperta a una roccia!