giovedì, 20 settembre 2007


Note per lettori: sia Rossa che Boccioleto sono due paesini dell’alta Valsesia.

Di Rossa è la leggenda, che mi è stata raccontata dal gentile maestro elementare di Boccioleto, – o forse è storia – di una fanciulla dall’aggraziato nome di Erbarosa, che a Rossa aveva trascorso la sua breve vita.

La storia, che forse è favola, di Erbarosa, è avara di particolari, ruvida ed aspra come le scabre montagne dove la protagonista ha vissuto.
Possiamo solo supplire con l’immaginazione, per riempire di dolcezza e poesia i pochi spazi che la leggenda concede.

Era giovane Erbarosa, dice il racconto. Ma doveva anche essere bella, se a due uomini di quelle aspre, impassibili montagne si infiammarono i cuori, fino a battersi per lei.
Bella, certamente, della severa bellezza della catena montuosa dove il dramma si svolse. Probabilmente era anche agile, flessuosa e sottile come uno dei camosci che ancora popolano i luoghi dove è vissuta, a furia di camminare su e giù per quegli aspri sentieri. Forse tenera e già predestinata al sacrificio come i caprioli dai grandi occhi umidi e dall’approccio gentile.

Io la immagino con lunghi capelli un poco arruffati dal vento che soffia sulla brughiera, un po’ brusca e silenziosa come la gente di montagna abituata ai lunghi silenzi solitari, profumata del buon profumo dell’erba degli alpeggi, come invita a supporre il suo nome inconsueto e aggraziato.

Mi è stato detto che in quelle regioni, forse adesso, forse tempo fa, in un certo, indefinito periodo dell’anno c’è un’erba che diventa rosa, forse al tramonto, e forse profuma, e forse è solo leggenda. Ma una mia amica, che è nata qui ed ha percorso i selvaggi sentieri della brughiera, mi assicura che esiste un’erba che si chiama proprio così, ed è conosciuta col nome di “erba brusca” ed è un’erba che si può mangiare, dal lieve sapore acido, e toglie anche la sete, nelle lunghe passeggiate a mezzo tra le montagne, ed in giugno, al tempo di San Giovanni, produce un’infiorescenza rosa, assai gradevole a vedersi per le lunghe distese dei prati…..

La storia racconta che la giovane Erbarosa, ormai ragazza da marito, fece quello che usavano fare in quei tempi le ragazze di Rossa, e cioè presentare all’uscita dalla Messa, su all’oratorio del Sasso, una grossa focaccia, che doveva essere messa all’incanto e poi sarebbe stata vinta dall’innamorato, il quale, offrendo più di tutti gli altri, si aggiudicava la focaccia e la fanciulla, rendendo così pubblico il fidanzamento.

L’oratorio del Sasso è situato su una grossa sporgenza rocciosa dalla quale puntava, e punta tuttora, il campanile verso il cielo terso delle montagne. Svolgendosi però in un piccolo paese, neanche tanto ricco, anche di trovate romantiche, erano beni molto pratici quelli messi all’asta…. piccoli beni di gente che viveva di quello che la montagna forniva : focacce, pani cotti nel forno, torte di mirtilli…..

Andò dunque Erbarosa all’asta che doveva siglare il suo destino, ci andò con tutti i suoi sogni intatti, tersa come l’acqua della piccola cascata che canta lì dappresso, giovane come il mattino.
Ma troppo bella, forse, perché questa volta non andò come tutte le altre, e due uomini si accanirono a gareggiare per la fanciulla dal nome profumato. Dalle poste sempre più alte passarono alle parole brusche, ed infine vennero alle mani.

Imbarazzata, probabilmente, lei così riservata, giovane, imprudente, generosa, Erbarosa, che a uno dei due doveva aver già donato il suo cuore, e forse temendo per lui, si gettò tra i contendenti nell’ansia di dividerli e tutti e tre, trascinati ciascuno dal proprio impeto, precipitarono nel burrone. Così finisce la storia, ed anche la loro breve vita.

Storia ? Leggenda ? Vero è che nella mulattiera più sotto, ai piedi del dirupo, in un sasso sono piantate tre anonime croci, che forse alla leggenda hanno dato origine, o forse sono messe a ricordo delle tre giovani vite spezzate. Vero è, mi diceva il signor …. maestro elementare di Boccioleto, che mi ha raccontato questa storia, che nei libri comunali di Rossa, in un anno imprecisato del 1800, risultano morti lo stesso giorno due uomini ed una donna, tutti e tre troppo giovani per morire.

by Rossana

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Fai ciò che puoi, con ciò che hai, dove sei.
Theodor Roosevelt

Siete passati di qua in 10.044.. a-exclaim1.gif e per tutti voi….

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LUNA …. SOL

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Ecco, sono riuscita finalmente a provare i tuoi Floaties Sol 🙂 e già che c’ero ho fatto una scritta moooltooo…personalizzataaaa…! 😉

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