martedì, 25 settembre 2007


Si sa, a volte la vita riserva delle stupende sorprese e…quando meno te lo aspetti…!

Ecco, noi eravamo ” tre amiche…al bar”… 😀 come dissi una volta, ma poi come succede spesso…quel “bar” dei nostri incontri cambia genere di avventori ; gente più giovane forse, più rumorosa e con altre idee, altre aspirazioni, altri…sogni….!

Quindi poco a poco…i nostri “incontri” lì, a quel “bar”, si sono diradati anche perchè…mica si può stare sempre al “bar”, ovvio ! 😮

Sol ed io, più vicine perchè del “continente”, 🙂 abbiamo messo sù addirittura un “baretto” in società… 😀 pur di stare assieme e farci due chiacchiere tra un sorso ed un altrooo…!

Ma la nostra amica “isolana” …dato che il ponte sullo stretto non lo hanno ancora fatto… 😦 è rimasta un pò…”isolata”

e…avevamo quasi perso le sue tracceeee…e anche la speranza di vederla arrivare al “nostro bar”….lei, che un giorno ha detto….vado a comprare le sigarette…torno subito…! 😀

Ma oggi…ecco la stupenda sorpresa….! Ci siamo “incrociate” tutte e tre in quel “vecchio bar”..! 😀

Ed ora sappiamo che tra poco o fra tanto…non ci è dato sapere…ci ritroveremo assieme tutte e tre, ancora una volta.

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Beh…siamo ormai in autunno o almeno una volta era così…! 😮 Ma ora, possiamo esserne sicuri..!? Tutto potrebbe cambiare all’improvviso…e non ci stupiremmo forse se, invece del cadere delle foglie, vedessimo spuntare le margherite sui prati. 😀

Una volta si mettevano via i costumi da mare, gli asciugamani, le…pinne…e gli…occhiali…!

Ma ora, il nostro “posto al sole” forse è meglio tenercelo…non si sa mai..! 😀

E poi…soprattutto gli occhiali da sole…fanno così…trendy….! 😮

E c’è sempre tempo per… … 😀

Leggenda.

Gengis Khan ed il suo falco.

Una mattina, il grande condottiero mongolo Gengis Khan e la sua corte partirono per una battuta di caccia.
I compagni portarono archi e frecce; lui, invece, teneva sul braccio il suo falco preferito – migliore e più preciso di qualsiasi dardo, giacchè poteva levarsi alto nel cielo e scorgere tutto ciò che un essere umano non avrebbe mai potuto vedere.
Ma, nonostante l’entusiasmo che animava il gruppo, non riuscirono a catturare nemmeno una preda. Mentre facevano ritorno all’accampamento, Gengis Khan – deluso – si separò dalla comitiva, scegliendo di procedere da solo, per non scaricare la propria frustazione sui compagni.

Si erano trattenuti nella foresta più di quanto avessero previsto, e il grande condottiero era terribilmente stanco ed assetato. A causa della calura estiva, i torrenti erano in secca, e questo gli rendeva impossibile dissetarsi. Finalmente, gli apparve una sorta di miracolo: un filo d’acqua che scendeva da una roccia proprio di fronte a lui.

Subito allontanò il falco dal braccio, prese il piccolo calice d’argento che portava sempre con se e lo riempì lentamente. Quando stava per portarlo alle labbra, il falco spiccò il volo e glielo strappò dalle mani, facendolo rotolare lontano.

Gensis Khan s’infuriò, ma quello era il suo animale preferito, e forse aveva una gran sete pure lui. Così raccolse il calice, lo ripulì dal terriccio e lo riempì di nuovo. Quando fu mezzo pieno, il falco scagliò un altro attacco, facendo rovesciare il liquido.

Gengis Khan adorava quell’animale, ma sapeva di non poter permettere che gli mancasse di rispetto, in nessuna circostanza: qualcuno avrebbe potuto assistere a quella scena da lontano, una persona che in seguito si sarebbe magari presa la briga di raccontare ai suoi guerrieri che il grande conquistatore non era in grado di domare neppure un uccello.

Allora sguainò la spada che portava alla cintura, afferrò il calice e ricominciò a riempirlo, con un occhio alla fonte e l’altro al falco. Quando l’acqua raggiunse quasi l’orlo del bicchiere, mentre si accingeva a bere, il falco si levò in volo e si diresse verso di lui. Con un colpo secco, Gensis Khan gli trafisse il petto.

Adesso il filo d’acqua si era prosciugato. Deciso a placare la sua sete, il grande condottiero si arrampicò sulla roccia in cerca della fonte. Con grande sorpresa, scoprì una pozza d’acqua, ma dentro di essa vide un serpente morto, uno dei più velenosi di quella zona. Se avesse bevuto, in quel momento non sarebbe più stato nel mondo dei vivi.

Gensis Khan tornò all’accampamento con il falco morto tra le braccia. Ordinò una scultura in oro dell’uccello e, su una delle ali, fece incidere queste parole:

” Anche quando un amico fa qualche cosa che non ti piace, continua ad essergli amico.”

Sull’altra, dispose che fosse scritto:

” Qualsiasi azione motivata dalla furia è un’azione votata al fallimento.”

Da: ” Sono come il fiume che scorre” di P. Coelho


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Succede tutti i giorni in ogni parte del mondo: quaggiù il sole tramonta, e si fa buio agli occhi, là invece il sole si leva e tutto indora con i suoi raggi

(Jeremias Gotthelf)

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Tramonto in spiaggia, Ilfracombe inghilterra

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Aurora Boreale

🙂 Anche se è piuttosto tardi sono passata un attimo e col mio

 

…. vi  lascio il mio pensiero ed augurio di oggi…