novembre 2007


A tutti è dovuto il mattino, ad alcuni la notte. A solo pochi eletti la luce dell’aurora.

Morning is due to all -To some – the Night -To an imperial few -The Auroral Light –

(Emily Dickinson)

.

800px-aurora_near_abisko_sweden_2.jpg

.

Aurore boréale

.

Northern Lights

sunset-ridotta.jpg

Quando rinunci ai tuoi desideri,
quando lasci che altri infrangano sul nascere i tuoi sogni, 
è la tua stessa luce che neghi:
e la luce non dev’essere offuscata dall’amarezza.
Altrimenti come farà a illuminare la tua vita,
come farà a illuminare quella degli altri ?

.
(Mark Fisher)

Beh…si avvicina il Natale e a me piace ricordare un pò tutto quello che ci collega a questo periodo dell’anno… e l’Aurora Boreale è appunto un fenomeno che io collego inevitabilmente a Babbo Natale… 🙂

Andando in giro per la rete si trovano cose molto interessanti… 😮

Fonte : http://www.santatelevision.com

.

Le aurore boreali sono fenomeni tipici delle regioni artiche ed antartiche che si manifestano nel cielo nelle notti invernali. Esse mantengono un certo mistero sulla loro esistenza, cosi´ come molte spiegazioni scientifiche.

.

Filmato sull’Aurora Boreale

.

Le Aurore Boreali rosse

.

Fuochi d’artificio naturali

.

Ma la parte più bella per me è sempre la leggenda… 🙂

.

.

LE TEMUTE E RISPETTATE AURORE BOREALI

.

Nelle generazioni, le popolazioni del nord hanno tramandato la leggenda di come le aurore boreali ebbero origine. Tanto tempo fa, una volpe dalla rossa pelliccia correva sopra creste rocciose in un posto lontano del nord. A forza di correre si era stancata, perchè gli enormi cumuli di neve la facevano affondare. La volpe dovette far riposare la sua coda perché era troppo debole per tenerla coraggiosamente in alto. In seguito, poiché la volpe stava correndo sulle croste rocciose, la sua coda colpí la neve, formando cosí, migliaglia di piccoli bagliori che fluttuarono nel cielo notturno e che portarono ad un uno spettacolo di forme e colori.

Le leggende sulle aurore boreali sono molte. Le aurore boreali sono sempre stata rispettate e temute. In Finlandia la gente credeva che fosse pericoloso pronunciare il loro nome in finlandese “revontuli”, a voce alta. Secondo una vecchia credenza, ridere mentre avveniva questo fenomeno notturno poteva essere persino mortale!

É risaputo che le renne si radunano in grandi gruppi quando appaiono le aurore boreali e persino i lupi si spaventano e diventano quieti sotto il loro incantesimo. Per i cacciatori, il barlume dell´aurora boreale era la promessa di una vitta bella e ricca. Si diceva persino alle loro mogli di non parlare e di restare a casa, perché non si sapeva cosa poteva accadere se qualcuno diceva la cosa sbagliata quando si manifestavano le aurore boreali.

Nonostante il timoroso rispetto che il popolo finlandese nutriva per l´aurora boreale, il popolo Sámi, gli abitanti originari della Lapponia, credevano di avere una sorta di potere su queste. Si credeva che se qualcuno fischiava durante le aurore boreali, tale suono le portava verso di se. E se c´era bisogno di previsioni del tempo, eventi importanti, fortuna nella caccia o in guerra, le risposte erano leggibili in quella mostra ricca di colore. In qualunque luogo nel mondo nel quale sono visibili le aurore boreali, possiamo trovare tipologie simili di leggende che le riguardano.

(viene da qui…)

hola-de-nuevo.gif

Finalmente siamo arrivati alla fine delle trappole in cui gli italiani che parlano spagnolo possono cadere e non avendone trovate che cinque ancora, oggi abbiamo una pillola ridotta per finire…contenti, vero? 🙂

Ad essere sinceri, quando noi ci mettiamo d’impegno, sembra che lo facciamo quasi apposta a confondervi : sarà forse per una strana casualità ma per noi il “timo” è una truffa, ma poi chiamiamo “trufa” il preziosissimo e profumato tartufo unsure.gif… sarà dovuto al caro prezzo? 🙂 Scherzo, ovvio…ma cercando una gif di cane da tartufo che non ho trovato mi sono invece imbattuta in un università molto curiosa che si trova qua nei miei paraggi, esattamente a Roddi (Cn) Eccovi il logo logo.jpg dell’ Università dei cani da tartufo! Bellissimo vero? 🙂

.

Ma ora lasciamo imparare ai cani come trovare i tartufi e vediamo le ultime parole rimaste…. (come sempre lo spagnolo in rosso e la pronuncia in verde)

.

timo (tímo ) …………………. truffa
(timo = tomillo (tomíglio )

.

trufa (trúfa ) …………… tartufo
(truffa = estafa, timo (estáfa, tímo )

.

viso (bíso ) …………………. apparenza
(viso = cara, rostro (kára, róstro )

.

mozo (mózo ) ……………….. garzone, giovane
(mozzo = grumete (gruméte )

.

suceso (suzéso ) ……………….. avvenimento
(successo = éxito ( éksito )

.

E con questo, vi saluto …. 🙂 ¡Hasta la pròxima!

23_49_61.gif

.

C’era una volta un vecchio e sua moglie. Erano stati molto felici durante tutta la loro vita, ma rimpiangevano di non aver avuto dei figli. Un bel giorno d’inverno la coppia vide alcuni bambini che giocavano nella neve e si divertivano e il dispiacere non avere dei figli propri cominciò ad acuirsi ancora di più. Così il marito propose alla moglie di fare una ragazza di neve e di foggiarla come la figlia che avrebbero voluto avere. Così presero della neve e a poco a poco le dettero la forma e anche gli abiti di una splendida fanciulla. Non appena ebbero finito, le labbra della ragazza diventarono rosse e gli occhi cominciarono ad aprirsi. Sorrise leggermente alla coppia di anziani, si scrollò di dosso i fiocchi di neve e uscì come da un guscio di neve, una splendida ragazza. I due furono sopraffatti dalla gioia, la portarono nella loro casa e la chiamarono Snegurochka, che vuol dire fatta di neve. La fanciulla cominciò a crescere molto in fretta, non di giorno in giorno, ma di ora in ora. Si trasformò nella figlia che avevano sempre voluto avere……. era diligente, brava, bella……la figlia che tutti sognerebbero di avere. Le piaceva anche cantare e la sua voce melodiosa sembrava come quella di un angelo. Snegurochka amava molto stare all’aria aperta, soprattutto quando si levava la brezza fresca dai monti e le piacevano tutte le creature della foresta. L’inverno passò rapidamente e al suo posto venne la primavera con le sue brezze tiepide……. La ragazza smise di sorridere e si chiuse in un grave silenzio e malinconia. Che cosa sta succedendo, si chiedeva gli anziani genitori. ” Stai male?” “No mamma, no papà, sto bene” rispondeva la ragazza, ma non smentiva che c’era qualcosa di sbagliato. Quando l’ultima neve si sciolse, i fiori cominciarono a sbocciare, gli uccelli a cantare, la ragazza divenne ancora più triste. Si nascondeva dal sole non appena poteva.

Un giorno delle nuvole nere comparvero all’orizzonte portando con sé delle forti raffiche di vento e grandine. La ragazza subito si rallegrò, guardando i chicchi di grandine, grossi come perle. Però molto presto la grandine si sciolse e la ragazza cominciò a piangere.

Venne l’estate e un gruppo di ragazze invitò Snegurochka per una passeggiata nel bosco. Non voleva andare con loro, ma i suoi genitori la obbligarono, dicendole che si sarebbe sicuramente divertita. Così andò con loro e raccolsero fiori cantarono, danzarono. Snegurochka però non era dello stesso umore e non si divertiva. Poi cominciò a scendere la notte e le ragazze accesero il fuoco con della legna che avevano trovato lungo la strada nel bosco. Continuavano a ridere e a cantare e Snegurochka le guardava, finché siccome si divertivano tanto, anche lei si unì a loro. Per la prima volta dalla fine dell’inverno Snegurochka sorrideva di nuovo e cantava e ballava con le altre. Poi una ad una le ragazze per divertirsi cominciarono a saltare sul fuoco. Anche Snegurochka ci provò, ma purtroppo il calore del fuoco le fuse i piedi, poi via via tutto il resto. Snegurochka si trasformò in una nuvola bianca, che si innalzò nel cielo e quasi con un sussurro salutò tutti e scomparve nell’immensità del cielo.

Paola

(libera traduzione dall’inglese Snowmaiden)

Tratto da : http://www.cozy-corner.com

.

Ma, nella tradizione russa, Snegurochka è la nipote di Ded Moroz (il Babbo Natale russo) ed è legata al Capodanno che è decisamente la festa più bella e significativa per il popolo russo.

Si tratta di una ricorrenza amata in particolar modo da tutti i bambini, i quali attendono appunto con trepidazione l’arrivo di Ded Moroz e di sua nipote Snegurochka perche’ portano con se’ i tanto sospirati regali… 🙂

.

ny2005-0061.jpg

Snegurochka (www.mazaika.com)

.

hny0063.jpg

Ded Moroz ( Babbo Natale russo) (www.mazaika.com)

tn_se11.jpg

THE SNOW MAIDEN

(altro…)

quando-gli-uccelli-ridotta.jpg

Gli uccelli che vivono sulla montagna dorata riflettono il colore dell’oro

(Proverbio tibetano)

Il buio che accese il Sole

di CLEONICE PARISI

Non credere che a un grande dolore corrisponda l’ira del cielo,
talvolta è il contrario,
si vogliono segnalare strade speciali a cuori meritevoli ma addormentati.

Quando un anima dorme,
a svegliarla non saranno i falsi credo del vivere,
che ne saprebbero solo prolungare il sonno all’infinito.

A risvegliare i cuori scende il semplice dolore.

Solo questo pungolo avvelenato,
risveglierà
il coraggioso condottiero addormentato nel tuo cuore.

Solo attraverso il suo risveglio saremo in grado di vivere davvero.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Prendi questa lampada.

Disse una vecchia donna, alla giovane Lima.

E sappi custodirne il tesoro, non esistono nel vivere preziosità uguali al suo inestimabile valore.

Lima raccolse la piccola lampada e ridendo disse:

Non sarà mica la lampada di Aladino, strofinandola viene fuori il genio?

La vecchia donna non ascoltò neppure la sua domanda, e dandole le spalle sparì come ingoiata dalla fitta nebbia del sottobosco, portando con se la vecchia lanterna che Lima portava con se.

Vecchina, vecchina, che fai, così mi lasci al buio?

Non vedo nulla, non puoi fare così, ti sei presa la mia lanterna accesa, per lasciarmi questa vecchia lampada spenta. Aspetta…

Disse urlando.

E la voce della vecchina ormai lontana sussurò:

Accendi la tua lampada.

Lima, cercò nelle tasche un cerino per accendere la sua lampada, il buio era talmente intenso da farle mancare il respiro, ma le sue tasche erano vuote ed un profondo sconforto la colse.
Immediatamente tre piccolissime lucine presero a girarle intorno, ed altrettante tante piccole voci incominciarono a parlarle:

Lima, ciao sono Sara.

Lima io sono Leda.

Ciao Lima, io mi chiamo Forny.

Erano talmente tante le voci che Lima invece di sentirsi rincuorata dalla compagnia e dalle lucine, prese a coprirsi le orecchie terrorizzata.

Vedi si è spaventata.

Disse Sara a Leda.

Decidiamo chi di noi le parlerà, altrimenti invece di aiutarla finiremo per farla impazzire.

Sono d’accordo disse Forny, parlo io sono il più adatto.

No che dici, lei è una femminuccia le parlo io.

Disse Leda.

Basta urlò Sara, le parlo io fate troppa confusione finiremo solo per confonderla.

La piccola Lima con un occhio aperto e l’altro chiuso si guardava attorno mentre con le mani si copriva la testa confusa, proprio non riusciva a capire cosa stesse accadendo.

Lima non spaventarti, siamo qui per aiutarti!

Disse finalmente Sara, senza che le altre voci la coprissero.

Chi siete, vedo solo delle piccole luci?

Noi siamo quelle luci che vedi, ma non spaventarti siamo qui per mostrarti la via, seguici non te ne pentirai.

Io ho paura, non sono dove mi trovo, avevo una lanterna ma una brutta strega me l’ha portata via con l’inganno, lasciandomi al suo posto questa vecchia lampada spenta.

Me la fai vedere?

Disse Sara curiosa.

Certo!

Rispose Lima mentre la tirava fuori con grossa difficoltà dalla tasca del suo vestito.

OHHHHHHHHH, dissero ammirate le piccole lucine.

Ma tu….

Disse Sara fermandosi immediatamente, zittita dalle altre due lucine.

Non puoi, stai zitta, sai cosa significa?

E Sara si ammutolì definitivamente.

Dimmi Sara, ti prego dimmi, ha qualche senso quello che mi è accaduto?

Sara era alquanto titubante, si innalzò in volo alta sino al cielo dove a causa delle fitta coltre di nube non si vedevano ne stelle ne luna, e ritornò indietro dopo appena un secondo.

Ebbene disse tutta allegra, ho avuto una concessione posso parlare.

Ohohohoho!!!

Dissero in coro Forny e Leda.

Si tratta di un antica lampada, un tempo era custodita da un uomo molto prezioso, ed accesa emana una luce che non ha eguali. Ti è stata concessa una preziosità senza pari.

Che farmene lucine, se non posso accenderla, che luce può fare una lampada spenta?

Lima seguici ti porteremo sino alla casa del falegname, lì troverai un bel camino dove il fuoco è sempre acceso, e potrai accedere la tua lampada magica.

Si – disse contenta Lima – non vedo l’ora di vederla accesa.

La strana comitiva incominciò il suo cammino, e Lima nel tragitto vide alla luce di quelle sue piccolissime amiche, un poco del suo amato mondo che sino ad allora era stato avvolto dalle tenebre.
E giunti nei pressi della casa del falegname, scorse una flebile luce uscire da una finestra mentre tutto intorno era buio pesto.
La porta si aprì e dentro Lima non trovò niente e nessuno ma solo il camino acceso. Prese un piccolo pezzo di legno usandolo come fiammifero e accese la sua lampada, qualcosa di meraviglioso prese ad accadere, la piccola lampada nell’accendersi non illuminò solo la stanza, ma accese a giorno il cielo di Lima, e fu allora che la giovane riconobbe in quella modesta dimora un castello e in quel mondo di luce tutti i suoi sogni.

Non creder che a un grande dolore corrisponda l’ira del cielo, talvolta è il contrario, si vogliono segnalare strade speciali a cuori meritevoli ma addormentati.
Quando un anima dorme, a svegliarla non saranno i falsi credo del vivere che ne saprebbero solo prolungare il sonno all’infinito, a risvegliare i cuori scende il semplice dolore. Solo questo pungolo avvelenato risveglierà il coraggioso condottiero che dorme nel tuo cuore. Solo attraverso il suo risveglio saremo in grado di vivere davvero.

.

2050188345_0b6dc02800.jpg

Pagina successiva »