giovedì, 8 novembre 2007


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Non tutti quelli che vagano sono persi

(J.R.R. Tolkien)

(viene da qui…)

hola-de-nuevo.gif

Oggi parliamo di una “leonesa“, ma non temete questa non è così gatto3.gif e non fa paura, o almeno… blink1.gif non dovrebbe, perchè anche se forse non l’avete mai sentita nominare c’è in Spagna una bellissima città che si chiama Leòn (leone appunto) e contrariamente ad ogni logica “leonesa” non è la femmina del leone in spagnolo ma soltanto l’abitante femmina di questa città e la leonessa in spagnolo si chiama “pantera“…. smile.gif

E parlando di Leon, come non fare un acenno alla sua meravigliosa cattedrale gotica con le incredibili vetrate?… Impossibile non dirvi che meritano proprio la pena di essere viste come la Casa de Botines di Gaudì e…..ops, ma scusate…quasi per caso mi trovo qua un collage appena sfornato blink1.gif laugh.gif… lo volete vedere? smile.gif

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Ed ora vediamo le nostre parole di oggi….

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leonesa ( leonésa ) …………… donna di León (città spagnola)
(leonessa = leona (leóna )

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posada (posáda ) …………… locanda
(posata = cubierto (cubiérto )

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puño (púgno ) ………………. polsino
(pugno = puñetazo (pugnetázo )

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fecha ( fécia ) ………………… data
(feccia = hez (ez )

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corte (kórte ) …………………. taglio
(corte = corral, palacio real (korrál, palázio reál )

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aburrir (aburrír ) = annoiare
(aborrire = aborrecer (aborrezér )
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Guardando le foto di Leon ho fatto tardi, ora devo correre…. Alla prossima!…

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(continua qua…)

Racconto di Grazia Deledda

Autunno nella tanca


L’autunno era straordinariamente mite e dolce nella tanca. Il cielo s’era rasserenato, assumendo quella dolcezza tenera, inesprimibile, del cielo dell’autunno sardo.
Negli orizzonti lontani, negli sfondi un po’ lattiginosi, pareva ci fosse il mare; in certe sere l’orizzonte diventava tutto d’un roseo latteo madreperlaceo, con qualche nuvola d’un azzurro pallido che sembrava una vela navigante. Sulle chiarità del cielo il bosco si disegnava con una tinta cupa e umida: le foglie non cadevano che dai cespugli, ma qualche quercia, smarrita nella vastità della tanca, cominciava ad indorarsi, e l’erba tenera e fitta cresceva ricoprendo le stoppie brune; qualche fiore selvatico, specialmente vicino all’acqua, apriva i melanconici petali violetti.
E il sole spandeva tepori grati in ogni cantuccio, sulle macchie, sui muri, sulle rocce; e in quella dolcezza di sole, sotto il tenero cielo, con i suoi prati d’erba breve e fina, la tanca sembrava sempre più vasta, sconfinata, con i limiti perduti in riva ai placidi mari dell’orizzonte.

Da : www.reportonline.it

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Foto Flickr