Si, ormai siamo nel clima natalizio….lo si vede per strada con le luci e nei negozi…tutti con addobbi luccicanti, lo si vede dai primi Babbo Natale che timidamente spuntano dai balconi delle case… 🙂

Ed ecco che siamo presi da sentimenti contrastanti…noi grandi, perchè per i bambini non c’è che gioia ed allegria comunque, per fortuna.

Quando non siamo trascinati dal vortice degli acquisti… e abbiamo tempo di riflettere un pò…cerchiamo ancora di vedere il Natale con gli stessi occhi di quando eravamo piccoli…almeno a me fa così… 😮 natale366.gif e a volte ci si riesce ed ecco che ci sembra che una renna di pelouche ci faccia l’occhiolino tra una palla ed una stella… 🙂 , ma a volte siamo assaliti da un velo di tristezza, perchè guardando gli alberi pieni di lucette e di fili dorati…andiamo indietro nel tempo…ed improvvisamente quasi sentiamo materializzarsi il peso degli anni…e la renna non ci fa più l’occhiolino…

Però io, sotto sotto, cerco sempre di vedere stelline dorate…ed un cielo azzurro…come le carte per lo sfondo del Presepe… 🙂

Comunque, dietro a questi pensieri, ecco cosa ho trovato sul web…

Beh…vorrei dedicare quanto segue a tutti coloro che sono colpiti dalla…

.
DEPRESSIONE DA NATALE..! rolleyes.gif

E’ un dedicato a tutti coloro che non hanno paura di un pò di TRISTEZZA …. cool.gif

.

Depressione da Natale: non sentitevi in colpa
Stefano Pallanti

Natale: di nuovo? Di già? Questa ricorrenza arriva come tutti gli anni d’improvviso ed in noi si fa strada un turbamento astratto. Non è come nell’infanzia quando, almeno ci sembra adesso di ricordare, la gioia cresceva, giorno dopo giorno, da adulti invece è diverso. E’ un peccato! E infatti lo viviamo davvero come una colpa. Colpa, sì, perché sappiamo bene che dovremmo invece sentirci più felici.

Essere infelici a Natale ci pare disonesto, ingiusto, un tradimento dei sentimenti comuni: una bestemmia. Ci dispiace rovinare la festa agli altri, ma spesso non riusciamo a nascondere questo stato d’animo. Negli altri giorni i sentimenti tristi sembrano meno continui e tollerabili.

Diceva Giorgio Manganelli ‘L’infelicità del Natale è un’infelicità elusiva, viscida, serpentesca, e insieme calamitosa’, e vediamo tutte le imperfezioni dei rapporti umani, ne soffriamo di più, perché ci sembrano più che mai incompleti. La festa suprema è il momento della suprema vergogna. E prima tra tutte quella dei nostri sentimenti, miseri, sbilenchi. E mai come in questi momenti l’essenza dei nostri sentimenti amorosi, che avevamo serbato per ricorrenze speciali come le buone bottiglie, si disperde e soccombe tra i miasmi del disamore del mondo. E’ proprio il contrasto con l’ideale perfetto della ‘felicità natalizia’ che rende in questi giorni più aspra la pena. Tranquilli, non si tratta di una faccenda privata, poichè riguarda tante persone, basta domandarlo un po’ in giro, e poi perché, anche se lo abbiamo scordato, il Natale è intrinsecamente triste, seppure travestito di letizia.

Fine dell’anno e fine del Tempo coincidevano nelle culture arcaiche ed insieme erano una metafora della fine dell’esistenza. I Saturnali, celebrati in questa stagione, erano, nella Roma pagana, la festa delle ‘Larvae’, cioè dei morti per cause violente, non sepolti. Le giornate più brevi dell’inverno erano la notte dell’anno e ne segnavano la rinascita, rinnovavano l’alleanza tra i vivi, i bambini neonati ed i morti, ed ancora oggi molti dei simboli delle festività ci riportano questi significati.

La morte, a quel tempo, era il contrario della vita: l’altro mondo. Nel mondo dei consumi è qualcosa di peggio: il nulla. Per questo l’abete per noi diventa solo un frivolo addobbo, mentre nel nord Europa questo ‘sempreverde’ veniva impiegato ugualmente sia per i matrimoni che per i funerali. Ceri rossi, luminarie, falò, gli stessi doni scambiati come ‘ex voto’, alludono alla comunicazione tra oltretomba e realtà materiale.

Bene, allora il nostro turbamento ora ci sembra meno infondato. Chi in questi giorni di ‘letizia forzata’ è un po’ malinconico recupera intero lo Spirito delle feste.

Qualcuno però va oltre e finisce per passare dall’infelicità, sentimento comunque normale, alla depressione clinica.

La psichiatria, che si è occupata del fenomeno dell’infelicità natalizia, ci fornisce alcune indicazioni utili. La prima è che il Natale viene considerato nella lista degli eventi stressanti come un furto o un lutto (non per i bambini però!).

Per chi soffre o è vulnerabile alla depressione – almeno una persona su cinque – il Natale è un evento davvero perturbante.

Sin dal primo famoso articolo apparso nel 1981 sugli Archives of General Psychiatry, dal titolo significativo di ‘Christmas and psychopathology’, si è descritto il cosiddetto ‘Christmas Effect’, che provoca un aumento dei ricoveri e delle richieste di aiuto per motivi psicopatologici. In particolare disturbi depressivi e disturbi alimentari psicogeni soprattutto per donne ed anziani.

.

I sintomi

Soffrite di ‘Holiday season depression’ (la Depressione delle festività)?

Se riconoscete almeno 4 di questi otto sintomi, probabilmente sì:

· Tristezza persistente, ansia, ma soprattutto senso di “vuoto”

· Pessimismo, sfiducia nel futuro

· Sensi di colpa, sentirsi incapace ad esempio di preparare il pranzo di Natale

· Abulia, incapacità di divertirsi e di condividere la gioia con gli altri

· Soffrire per coloro che mancano e non riuscire a godere della presenza e dell’affetto di chi ci è vicino

· Incapacità di trovare un’idea per un dono

· Aumentata litigiosità per motivi futili, facilità al pianto

· Mal di testa, mancanza di appetito o dolori fisici persistenti

Talora queste sensazioni accompagnano tutto il periodo, per poi lasciarci in pace finite le festività, altre volte proseguono anche dopo ed anzi possono anche aggravarsi.

.

E’ possibile difendersi dalla depressione da feste?

– Combattere i sentimentalismi razionalizzando, in modo da non aspettarsi niente di particolare dal Natale: è la disillusione delle nostre aspettative infantili che più ci fa disperare.

– Moderazione nel mangiare e bere e anche nelle spese. Molte persone non possono spendere quanto vorrebbero per i regali, o spendono più di quanto realmente possono. Questo è un fattore potenzialmente depressivo.

– Non stravolgete i vostri ritmi. Non cercate di fare più cose di quelle che potete fare, tenete il vostro ritmo. Prendere il proprio tempo, organizzarsi delle pause per recuperare e rilassarsi. Se possibile, condividere il proprio carico con qualcun altro. Se ci si sente stressati o sovraccarichi, cercare familiari o amici che aiutino a prendere uno stacco.

– Evitate il ‘Post Cristhmas let-down’, cioè le crisi del dopo Natale con programmi adeguati: non rimanete privi di progetti, può favorire la melanconia.

Comunque se a Natale si è un po’ felici (ma vale anche per tutti gli altri giorni dell’anno), è meglio; ma chi si sente infelice pensi che è uno dei tanti, che non hanno paura di un po’ di tristezza in una societa’ che, ci pare, sempre piu’ “Depressofoba”, ovvero paurosa non solo della malattia depressiva (il che sarebbe giustificato) ma anche intollerante di ogni tristezza .

.

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole di fumo
del focolare

(Giuseppe Ungaretti)
.

NATALE È…

Natale è amore,
Natale è bontà,
Natale è colore e felicità.
Natale è neve,
Natale è profumo,
Natale è delizia,
Natale è dolcezza,
Natale è luce,
Natale è regalo,
Natale è l’abete addobbato,
Natale è il fuoco della candela,
Natale è gioia,
Natale è verità.
Natale è tante cose e anche di più.
Natale è un sentimento che vaga nel blu.

Aurora Virgilia Omeri

.

2089118452_8ce437e975.jpg