dicembre 2007


🙂 …a questo punto è arrivata l’ora…

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Essendo stata interpellata dalla mia amica Luna sul sorteggio di Natale della Lotteria spagnola di quest’anno dopo che lo aveva letto in La Nochebuena se viene, la Nochebuena se va 1… non ho saputo rinunciare ai miei racconti sugli aggiornamenti del passato 22 ma sopratutto sui ricordi di una vita e così dopo aver fatto da sonnifero alla mia amica 🙂 mi sono messa a scrivere queste righe 😮 … Difficilmente a qualcuno interesserà perché credo sia difficile che un italiano trovi qualcosa di bello, poetico ed unico in un sorteggio della lotteria, ma per noi è lo scoccare del Natale ogni anno e sopratutto, per noi non giovanissimi, rappresenta il ricordo di una delle nostre più care tradizioni… 🙂

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Già da molto prima che inizi il sorteggio, c’è la coda per entrare. In questo giorno la lotteria ed i bambini di San Ildefonso sono gli autentici protagonisti, passando sopra ad ogni politico e a qualsiasi evento del giorno… Infatti, sono presenti a questo sorteggio tutte le radio e tv così come un gran numero di fotografi e giornalisti di ogni testata… e tanto pubblico che vuole assistere… E non pensate che sia un pubblico qualsiasi… tanti cercano di richiamare lo sguardo della dea bendata nei modi più strani come potete vedere qua sotto cliccandoci per ingrandire… 😀

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Come dicevo, i bambini, autentici protagonisti della giornata in Spagna, fanno il loro ingresso in sala accolti come stars…. Si sistemano davanti a tutti schierati in alto e iniziano i clicks dei fotografi e le riprese delle telecamere mentre il pubblico li applaude.

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Sono agitatissimi e tutti quanti temono che la pallina col numero cada loro di mano… anche se, a dire il vero, seppur succedesse, servirebbe solo a ricevere un caloroso applauso da parte di tutti… ma loro ci tengono ad essere perfetti e, tutti quanti, a “cantare” il gordo ed i premi maggiori ed essere loro quelli che portano la fortuna …

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Una volta, tutti i sorteggi della lotteria erano fatti col sistema tradizionale e con i numeri e premi cantati ed i bambini erano continuamente in allenamento dovendo fare ogni settimana minimo un sorteggio. Ora, rimasto ormai solo per questo sorteggio il sistema tradizionale, iniziano a prepararsi con 3 mesi di anticipo. Nel collegio di San Ildefonso con le palline dei numeri e dei premi e con tutto l’occorrente per 3 mesi si simulano i sorteggi con i bambini che cantano i numeri a coppie. Ovviamente il pericolo è sempre in agguato, il mal di gola e la febbre che, quando ormai non rimane tempo per farsi sostituire, potrebbe rendere problematico tutto….

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Ma veniamo a quest’anno, alla cronaca di quel giorno. “El gordo” (il primo premio) è stato il 6381 a cui corrispondevano 3 milioni di euro. Lo hanno cantato Raúl Barrak y Alvaro López Guerrero che avevano già cantato prima, pure loro, il secondo premio.

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Si vincevano 3 milioni di euro per serie… perchè in Spagna raramente una sola persona acquista un numero. I numeri sono divisi in serie e decimi, che a loro volta vengono divisi in partecipazioni…. così alla fine, come questo anno, il premio si divide fra tantissime persone in ben 11 provincie diverse di Spagna…. I premi sono tanti, 13 premi che vanno dai 3 milioni del gordo ai 50.000 euro, ai quali si aggiungono 1.774 premi da 1.000 euro conosciuti con il nome di “pedrea”… A questi si aggiungono premi ai numeri anteriori e posteriori al primo e secondo, che terminano come il gordo, ecc… Un’ enorme quantità di soldi si distribuiscono in Spagna quel giorno con grande gioia per tutti….

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Ci sono una infinità di aneddoti di tutti i tipi… da quel burlone che appena estratto “el gordo” si alzò in sala dicendo “miiiioooo” che uscì correndo seguito da tutti i giornalisti e fotografi per poi perdersi chissà dove, a quei due fidanzati che quest’anno avendo vinto hanno deciso d’ìnvitare al loro matrimonio i bambini di San Ildefonso, al pensionato che per paura di provocare un malore dando l’annuncio della vincita alla moglie dichiarava di non voler tornare a casa 😀 .

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Ma per oggi finisco qua… e se volete sentire come cambia la “nenia” dai numeri cantati di seguito premiati con ” 1000 euuuurooos” a quando vedono sotto gli occhi che è arrivato “el gordo”…. potete guardare l’inizio di questo piccolo video del natale 2006….

San Silvestro

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La data del Capodanno

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Il capodanno legale è fissato oggi alla mezzanotte del 1° gennaio. Ma, fino a qualche secolo fa, le date del Capodanno variavano secondo gli stati e in Italia addirittura da città a città.
A Firenze, per esempio, vigeva fino al 1749 lo stile dell’Incarnazione, ovvero il Capodanno al 25 marzo, che prevalse anche in Roma fino al XVII secolo.
A Venezia si usò per gli atti pubblici e ufficiali lo stile veneto, 1° marzo, fino al 1797.
A Milano lo stile della Natività, 25 dicembre, fino al 1797 .
In Sicilia, fino al XVI secolo, convivevano lo stile fiorentino e quello della Natività.
A Bari, fino al XVI secolo, lo stile bizantino fissava il Capodanno al 1° settembre.

D’altronde nell’antica Roma la tradizione del Capodanno al 1° gennaio si era consolidata già all’inizio dell’Impero, come testimonia Ovidio nei Fasti, dove immagina che in quel giorno gli appaia il dio Giano, ovvero Ianus.

Gennaio -Ianuarius in latino, era dedicato infatti al dio bifronte Ianus «che guarda indietro e avanti, alla fine dell’ anno trascorso e all’inizio del prossimo».
Lo si rappresentava con due volti, l’uno barbuto e vecchio, l’altro giovane.
La sua funzione era di presiedere agli inizi, alle soglie, ai passaggi da un periodo temporale a un altro, compreso quello fra pace e guerra.

A Giano era dunque dedicato il mese che aveva sostituito marzo
come inizio dell’ anno.
A lui il sacerdote offriva farro mescolato a sale e una focaccia di cacio grattugiato, farina, uova e olio cotti al forno, forse per propiziare l’influenza benefica del dio sulla natura e sui futuri raccolti.
Quel giorno i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi in un candido vaso miele con datteri e fichi rugosi accompagnati da ramoscelli di alloro come augurio di fortuna e felicità.

Oggi la giornata di Capodanno è dedicata al riposo dopo la notte di San Silvestro, né ci si scambiano doni perché l’usanza è stata spostata al Natale.
Ci si limita a mangiare lenticchie a pranzo, se non lo si è fatto a mezzanotte, perché si dice che propizino la prosperità economica nell’anno che comincia.
Ma forse non si ricorda che una volta gli Ebrei ne mangiavano quando erano in lutto, in ricordo di Esaù che per un piatto di questi legumi aveva perso ciò che aveva di più prezioso: la primogenitura.

Un ‘ultima annotazione può riguardare la figura di San Silvestro, la cui ricorrenza, non a caso, cade il 31 dicembre.
Questi è stato Papa dal 314 al 335 in un lungo pontificato molto importante nella storia della Chiesa, perché seguì immediatamente l’editto di Milano con il quale l’Impero accettava la religione cristiana.
Secondo alcune fonti, Silvestro avrebbe battezzato l’imperatore Costantino, chiudendo così simbolicamente l’era pagana e aprendo quella cristiana.
Per questo motivo verrebbe festeggiato, con la funzione di un Giano cristiano, l’ultimo giorno dell’anno.

Tratto da : http://www.reportonline.it

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Un amico è colui a cui puoi rivelare

il contenuto del tuo cuore,

ogni grano e granello,

sapendo che le mani più gentili

li passeranno al setaccio

e che solo le cose di valore verranno conservate,

tutto il resto verrà scartato

con un soffio gentile.

(Proverbio arabo)

Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo è un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non è indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un giorno.

(Racconto di Natale di Hirokazu Ogura)

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