dicembre 2007


San Silvestro

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La data del Capodanno

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Il capodanno legale è fissato oggi alla mezzanotte del 1° gennaio. Ma, fino a qualche secolo fa, le date del Capodanno variavano secondo gli stati e in Italia addirittura da città a città.
A Firenze, per esempio, vigeva fino al 1749 lo stile dell’Incarnazione, ovvero il Capodanno al 25 marzo, che prevalse anche in Roma fino al XVII secolo.
A Venezia si usò per gli atti pubblici e ufficiali lo stile veneto, 1° marzo, fino al 1797.
A Milano lo stile della Natività, 25 dicembre, fino al 1797 .
In Sicilia, fino al XVI secolo, convivevano lo stile fiorentino e quello della Natività.
A Bari, fino al XVI secolo, lo stile bizantino fissava il Capodanno al 1° settembre.

D’altronde nell’antica Roma la tradizione del Capodanno al 1° gennaio si era consolidata già all’inizio dell’Impero, come testimonia Ovidio nei Fasti, dove immagina che in quel giorno gli appaia il dio Giano, ovvero Ianus.

Gennaio -Ianuarius in latino, era dedicato infatti al dio bifronte Ianus «che guarda indietro e avanti, alla fine dell’ anno trascorso e all’inizio del prossimo».
Lo si rappresentava con due volti, l’uno barbuto e vecchio, l’altro giovane.
La sua funzione era di presiedere agli inizi, alle soglie, ai passaggi da un periodo temporale a un altro, compreso quello fra pace e guerra.

A Giano era dunque dedicato il mese che aveva sostituito marzo
come inizio dell’ anno.
A lui il sacerdote offriva farro mescolato a sale e una focaccia di cacio grattugiato, farina, uova e olio cotti al forno, forse per propiziare l’influenza benefica del dio sulla natura e sui futuri raccolti.
Quel giorno i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi in un candido vaso miele con datteri e fichi rugosi accompagnati da ramoscelli di alloro come augurio di fortuna e felicità.

Oggi la giornata di Capodanno è dedicata al riposo dopo la notte di San Silvestro, né ci si scambiano doni perché l’usanza è stata spostata al Natale.
Ci si limita a mangiare lenticchie a pranzo, se non lo si è fatto a mezzanotte, perché si dice che propizino la prosperità economica nell’anno che comincia.
Ma forse non si ricorda che una volta gli Ebrei ne mangiavano quando erano in lutto, in ricordo di Esaù che per un piatto di questi legumi aveva perso ciò che aveva di più prezioso: la primogenitura.

Un ‘ultima annotazione può riguardare la figura di San Silvestro, la cui ricorrenza, non a caso, cade il 31 dicembre.
Questi è stato Papa dal 314 al 335 in un lungo pontificato molto importante nella storia della Chiesa, perché seguì immediatamente l’editto di Milano con il quale l’Impero accettava la religione cristiana.
Secondo alcune fonti, Silvestro avrebbe battezzato l’imperatore Costantino, chiudendo così simbolicamente l’era pagana e aprendo quella cristiana.
Per questo motivo verrebbe festeggiato, con la funzione di un Giano cristiano, l’ultimo giorno dell’anno.

Tratto da : http://www.reportonline.it

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Un amico è colui a cui puoi rivelare

il contenuto del tuo cuore,

ogni grano e granello,

sapendo che le mani più gentili

li passeranno al setaccio

e che solo le cose di valore verranno conservate,

tutto il resto verrà scartato

con un soffio gentile.

(Proverbio arabo)

Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo è un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non è indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un giorno.

(Racconto di Natale di Hirokazu Ogura)

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La felicità è conoscere e meravigliarsi.

(Jacques Cousteau)

Finora vi ho accenato brevemente alle caratteristiche che rendono diverso il Natale in Spagna … E ho anche messo foto dell’illuminazione di Madrid perchè, dovendo scegliere, potevo non scegliere la mia città adorata? Ma ovviamente erano le luci dell’anno scorso…e volete che non vi aggiorni sulle ultime diavolerie luminose escogitate dai madrileni? Nooooo, ovviamente! 😀 ….

Madrid è bella tutto l’anno, ma a Natale cerca sempre di vestire i suoi panni migliori. Le varie amministrazioni comunali cercano ogni volta di stupire e creare un evento di ciò che ogni anno avviene tradizionalmente. Quest’anno otto nuovi disegners si uniscono a quelli dell’anno scorso per creare, inspirandosi a Madrid, un Natale diverso, tanto colorato ed un tantino insolito. Quasi nove milioni di lampadine, 900.000 più dell’anno scorso occuperanno 150 spazi tra vie, piazze o edifici, illuminando il Natale madrileno che grazie all’uso delle tecnologie di avanguardia per il risparmio energetico ridurranno il consumo di un 8% rispetto all’anno scorso.

Ci sono 25 abeti artificiali giganteschi (uno di ben 48 metri!!) e ben 23 “ciliegi in fior” creati con lampadine bianche, rosa e blu, c’è persino un albero dei desideri installato nel Parco del Retiro che crescerà coi desideri espressi dai madrileni in palloncini che andranno a riempirlo al suo interno facendolo crescere. I palloncini saranno liberati, si spera propiziando il raggiungimento di questi desideri, il 6 gennaio. Gli auguri dell’Amministrazione comunale sono dati sotto forma di spettacolo di luci e suoni sul ex Palacio de Comunicaciones, oggi sede del nuovo Municipio come ormai è tradizione la notte del 23 dicembre.

E per vedere le luci di Natale di una città grande come Madrid quest’anno è nata una nuova linea di autobus che porterà chiunque lo voglia e non abbia paura del freddo a fare un giro fra le luci natalizie nel caos del traffico madrileno.

Assieme al gran presepe comunale ed ai tantissimi presepi che si trovano un po’ ovunque quest’anno c’è una novità molto particolare… Il più gran presepe al mondo fatto in ghiaccio e neve. Forma parte di una mostra di sculture sul ghiaccio allestita a Madrid in questi giorni, e logicamente fra le sculture anche dei monumenti di Madrid gli artisti del ghiaccio hanno fatto un enorme e bellissimo presepe….

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E per completare le notizie eccovi qua un giro virtuale sulle luci di Madrid….. 🙂


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Sempre è viva la fede nel cuori degli uomini….Disse il sacerdote vedendo la chiesa piena.

Erano operai del quartiere più povero di Rio de Janeiro, riuniti quella notte con un unico obbiettivo comune: la messa di Natale. Si sentì molto confortato. Con passo degno, arrivò al centro dell’altare.

a,b,c, c, …..

Era, sembrava, un bambino colui che disturbava la solennità dell’ufficio. Gli assistenti si girarono indietro, disturbati.

a, b, c, d,…

-Fermati! – disse il prete.

Il bambino sembrava svegliarsi da un trance. Lanciò uno sguardo impaurito attorno, ed il suo viso divenne rosso dalla vergogna.

-Cosa fai? Non vedi che disturbi le nostre preghiere?
Il bambino abbassò la testa e le lacrime scesero sulle sue guance…

-Dov’è tua madre? -Insistette il sacerdote- Non ti ha insegnato a seguire la messa?

Con la testa bassa il bambino rispose:
-Perdonami padre, ma io non ho imparato a pregare. Sono cresciuto per strada senza padre ne madre. Oggi, com’è Natale, avevo bisogno di parlare con Dio. Ma non so che lingua Lui capisca, per quello dico solo le lettere che io conosco. Ho pensato che, lì in alto, Lui potrebbe prendere queste lettere e formare le parole e le frasi che gli piacciano.

Il bambino si alzò.

-Me ne vado -disse-. Non voglio disturbare le persone che sanno così bene comunicare con Dio.

-Vieni con me -gli rispose il sacerdote. Prese per mano il bambino e lo condusse all’altare. Dopo si diresse ai fedeli.

Questa notte, prima della messa, faremmo una preghiera speciale. Lasceremo che Dio scriva ciò che desideri sentire. Ogni lettera corrisponderà ad un momento dell’anno, in cui riusciremo a fare una azione, lottare con coraggio per realizzare un sogno o dire una preghiera senza parole. E gli chiederemo che metta ordine alle lettere della nostra vita. Chiederemo nel nostro cuore che queste lettere le permettano di creare le parole e le frasi che Lui gradisce.

Ad occhi chiusi, il sacerdote si mise a recitare l’alfabeto.
E così fece tutta la chiesa:
a, b, c, d,….

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(Paulo Coelho)

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AUGURI DI NATALE
di Alberto Presutti

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Tra poco sarà Natale
e una cometa di ricordi
mi porta via
mentre la vita
mi spoglia a poco a poco
della mia giovinezza e idealita’,
e vorrei portare a ritroso
le lancette dell’orologio
quando acerbo bambino
credevo a Babbo Natale
e non ero il solo…
vorrei tornare fanciullo
per un’unica notte.
Quella di NATALE!

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BABBO NATALE stanco

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