sabato, 5 gennaio 2008


Filastrocca della Befana

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte…
Vien dal cielo con la scopa
e sui tetti pian si posa,
e poi scende svelta svelta
dai camini con la cesta.

La befana è una vecchietta
un po’ brutta poveretta,
ma ai bambini poco importa
se la cesta é piena piena
tutta piena di
bamboline per riempire le calzine.

La befana con la cesta
cerca, cerca la calzina
e soltanto ai bimbi buoni
lei ci mette tanti regalini
ma a chi é stato un po’ birbone,
lei la colma con carbone.

La befana é già sul tetto
presto bimbi tutti a letto!
Lasciamo sola la vecchietta
a riempire la calzetta,
che domani di buon mattino
scopriremo il regalino!

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Ecco…ora le feste sono davvero finite…perchè si sa…questa vecchina se le porta via….ma non senza lasciarci un DOLCE vjk.gif ricordo…! 🙂

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E’ tardissimo… o prestissimo….ma io sto andando a letto ora, per cui… 🙂

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Un’altra tradizione del Natale è costituita dal lungo cammino e dall’arrivo dei Re Magi alla nascita di Gesù. In realtà i Re Magi non erano re, ma sacerdoti che, alla corte di Babilonia, studiavano il cielo e le stelle al fine di predire e di trarre presagi.
Una stella più lucente delle altre attira l’attenzione dei Magi, abitanti dell’Estremo Oriente.
Essi erano uomini non ignari dell’ arte di osservare le stelle e la loro luminosità, per questo compresero l’importanza del segno.

Certamente operava nei loro cuori la divina ispirazione… Essi partirono.
Ed ecco che la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra…».

Secondo quanto riportato dal Vangelo apocrifo armeno i nomi dei magi erano: Gasparre, Melchiorre e Baldassarre

I magi rappresentavano le tre razze umane, la semita, la giapetica e la camitica. Melchiorre rappresentava l’Asia, Baldassarre l’Africa e Gasparre l’Europa. Erano inoltre il simbolo del dono portato al Signore da tre parti del mondo. Anche le loro diverse età rappresentavano i diversi periodi della vita dell’uomo; la giovinezza, la maturità e la vecchiaia.

Nel Vangelo di Matteo, come negli apocrifi e nelle leggende orientali sui Magi, si narra che i re portarono al Cristo tre doni: oro incenso e mirra.
Che cosa simboleggiano?
I doni portati al Signore erano un simbolo di perfezione: l’oro rappresentava la regalità, ed era un dono riservato ai re; l’incenso rappresentava la divinità, il soprannaturale; la mirra rappresentava l’umanità, l’essere uomo, era la sostanza utilizzata per cospargere i corpi prima della sepoltura.

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I RE MAGI
Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.

O nova meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.

Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre
Gaspare e Melchiorre,
con mirra, incenso ed oro.

di Gabriele D’Annunzio

Da : http://www.qualcosadime.net

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La stella di Natale

Era pieno inverno.

Soffiava il vento della steppa.

E tremava il neonato nella grotta

sul crinale della collina.

Il fiato del bue lo riscaldava.

Animali domestici stavano nella grotta,

sulla mangiatoia aleggiava un tiepido vapore.

E lì accanto, mai scorta fino allora,

più discreta d’un lucignolo

alla finestra d’un capanno,

riluceva una stella sulla via di Betlemme.

Una gran folla si assiepava presso la collina.

Albeggiava. Comparivano i tronchi dei cedri.

E a loro: “Chi siete?” chiese Maria.

Noi, stirpe pastori e messaggeri del cielo,

siamo qui per cantare lodi a voi due.

“Non si può, tutti insieme.

attendete sulla soglia”

Albeggia. Dalla volta celeste l’alba scacciava,

come granelli di polvere, le ultime stelle.

E dalla gran folla solo i Magi

Maria lasciò entrare nella grotta.

I Magi, nell’ombra, in quella stalla buia

bisbigliavano, trovando a fatica le parole.

A un tratto qualcuno, nell’oscurità,

con la mano trasse un po’ a sinistra

dalla mangiatoia uno dei tre Magi;

e quello si volse: dalla soglia, come fosse in visita,

alla Vergine guardava la stella di Natale.

Boris Pasternak (1890-1960)

Da : http://www.ilvolodeigabbiani.it.

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ANDREA MANTEGNA -Adorazione dei Magi