…e nel cortile, sotto i portici, quasi illeggibili al buio, c’erano scritte queste parole….

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Dopo lungo errare,

quando il freddo avanza

e l’ombra sembra vincere la luce,

d’improvviso l’epifania di un giardino luminoso,

raccolto nella dimensione segreta di una festa fiabesca.

Sarà come perdersi nella regione serena dei sogni,

assorti nella contemplazione di visioni estatiche,

arresi allo stupore di sensi inesplorati,

che solo il silenzio, mistica nudità,

nella latenza di parole convenienti,

ha facoltà di svelare.

Perdersi per ritrovarsi,

il distacco e l’abbandono come rivelazione.

Sognare è percorrere il tempo interiore del sentire e del pensare,

un tempo ignoto che plasma e (ri)modella la realtà,

alla luce del fluire delle emozioni.

Nei sogni esiliamo le attese,

ai sogni rimettiamo progetti,

nelle pesanti valigie dell’inconscio

stipiamo illusioni, desideri, paure e incertezze,

per dischiuderci al destino,

per domandare pienezza di senso.

Sognare è consegnare la vita al suo compimento,

affacciarsi alla soglia del mistero,

permeare l’invalicabile condizione umana.

E’ nel sogno lo snodo dell’essere,

l’avviso di verità che inseguiamo.

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