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Eccoci ora a parlare di: PANTALONE, PULCINELLA e CAPITAN SPAVENTA.

PANTALONE

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E’  una maschera veneziana; vive nel Veneto.

Veste sempre molto semplicemente: ai piedi porta le pantofole; ha un camicione e una calzamaglia rossi con un colletto bianco e sopra indossa un mantello nero.

Porta una maschera in faccia e una cinta alla vita.

In testa ha una cuffia aderente che sembra un tutt’uno con la maschera.

Pantalone ha un carattere particolare: è nervoso e “rompiscatole” perché è il vecchio brontolone e testardo.

Lui spende poco, è attaccato al suo denaro.

Qualche volta la gente lo lascia perdere perché si lamenta sempre.

Impersona un vecchio mercante veneziano avaro e brontolone.

Crede solo nel denaro e nel commercio: autoritario e bizzarro è però facilmente raggirato dalla moglie e dalle figlie.

VIVA VIVA CARNEVALE

Su bambini facciamo festa,
è tornato il Carnevale!
Musica, balli, tanta allegria,
siamo felici in compagnia.
Pulcinella, Arlecchino,
Colombina e Brighella
cantano felici:
la vita è bella.
Le vetrine sono addobbate
con le maschere colorate,
stelle filanti,
coriandoli al vento,
ogni bimbo
è felice e contento,
e col cuore vuole cantare:
viva, viva il Carnevale.

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PULCINELLA

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Figura buffa e goffa; un gran naso, mascherina nera, gobba, cappello a punta, camiciotto e pantaloni bianchi.

E’ una delle maschere italiane più popolari.

Probabilmente originario di Napoli: anche il suo nome sembra che derivi dal napoletano “polece” (pulce).

E’ una figura essenzialmente popolare.

Impertinente, pazzerello, chiacchierone, rappresenta la personificazione del dolce far niente.

Le sue più grandi aspirazioni sono il mangiare e bere.

Pur essendo spesso fatto oggetto di pesanti bastonate, egli riesce simpatico anche ai potenti che prende in giro e inganna con amabile furbizia.

Pulcinella porta il cappello a pan di zucchero, una maschera nera con il naso adunco, cioè grosso e curvo; poi indossa un camiciotto e i calzoni molto larghi e bianchi.

Porta con sé un mandolino, sa cantare dolcemente.

Le sue scarpe sono nere e lunghe con dei calzini rosa scuro.

Ha l’abitudine di ubriacarsi e di mangiare in abbondanza; è un bastonatore, cioè picchia con il suo bastone.

E’ anche buono, ma egoista, ovvero pensa solo per sé.

LA TARANTELLA DI PULCINELLA

Cala la sera, si ripete la scena
E Pulcinella tornando per cena
Trova ritte alla sua destra
Due cameriere con la minestra.
Mentre la moglie conversa in salotto
con la signora del piano di sotto.

I figli son già tutti nel letto,
Pulcinella sale sul tetto
E non sapendo più cosa fare
“O sole mio!” si mette a cantare.
– Mio marito è un maleducato
ignorante, volgare e stonato:
sono stufa di questa canzone
voglio la radio, la televisione,
e a quel pesce dovrà domandare
anche una villa sulla riva del mare –

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CAPITAN SPAVENTA

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Il suo nome per intero è Capitano Rodomonte Spaventa, anche chiamato Capitan Fracassa.

Capitan Spaventa è una maschera tradizionale italiana della regione Liguria del XI secolo.

Ha un vestito a strisce colorate, gialle e arancioni, un cappello a larghe tese abbellito con piume colorate, ricchi stivali e una spada lunghissima che trascina facendo molto rumore.

Ha baffi ed pizzo castano.

E’ uno spadaccino temerario che combatte più con la lingua che con la spada (cioè parla e discute molto).

Era solito prendere in giro gli ufficiali di quel tempo.

CARNEVALE AL CASTELLO
Le maschere di giovedì grasso
sono sempre a far chiasso
nel castello di Re Sciupone
che ha cento stanze e un salone.
Con la faccia di cartapesta
le maschere han l’intenzione
d’improvvisare una festa.
S’inizia una festa coi fiocchi,
un divertente festa coi fiocchi,
un divertente festone.
S’illumina tutta la sala.
per un veglione di gala.

Da :http://www.primocircolopotenza.it

…continua qua…

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