Beh…non ci crederete.. ma fino a qualche giorno fa non mi ero mai chiesta quale fosse l’origine dei Coriandoli.tw001xil-cake-walk-posters1post-1329-1172698247.gif

Sarà perchè da sempre collego il Carnevale ai coriandoli che si lanciano durante le sfilate delle Maschere o dei Carri Allegorici o alle feste, che non ho mai pensato che magari, un tempo, i coriandoli non si usassero o che almeno non fossero così come sono ora.

Durante le sfilate dei Carri Allegorici si usa per esempio lanciare anche caramelle e cioccolatini…ma senza i coriandoli che Carnevale sarebbe?

Allora oggi ho girovagato un pò sul Web ed ecco che ho trovato…

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La storia dei coriandoli.

Durante le sfilate di carrozze, tipiche di molte città, venivano gettati sulla folla mascherata granoturco ed arance, fiori, gusci d’uovo ripieni di essenze profumate, monete..
A partire dal XVI secolo, con i frutti del coriandolo, rivestiti di zucchero, si iniziarono a produrre dei confettini profumati, fatti apposta per essere lanciati dall’ alto dei carri mascherati o da balconi e finestre.
Questa usanza, piuttosto costosa, cadde in disuso. I confetti bianchi vennero gradualmente sostituiti da piccole pallottole, di identico aspetto, ma fatte di gesso.
Pare che a Milano, nel XIX secolo, si cominciò a tirare qualcosa di diverso: minuscoli dischetti di carta bianca che al minimo refolo di vento si sollevavano in aria, come se una nevicata ricoprisse i carri che sfilavano.
Narra la leggenda che la geniale trovata fosse dell’ingegner Enrico Mangili, che aveva pensato di usare i dischetti di scarto dei fogli bucherellati che si usavano come lettiere per i bachi da seta. Presto la folla li cominciò a chiamare con il nome con cui ancora oggi li conosciamo: coriandoli.
I coriandoli cominciarono ad essere prodotti a livello industriale e non più come materiale di scarto, utilizzando anche carta colorata.

Da : http://www.storiadiunlustro.blogspot.com

Ho poi anche letto che lo stesso Mangili, non pago, prendendo ispirazione dai nastri di carta su cui arrivavano i messaggi del telegrafo, inventò anche le stelle filanti.

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Ad onor del vero, c’è un’altra versione che attribuisce l’invenzione dei coriandoli di carta ad Ettore Fenderi di Vittorio Veneto che…

” da ragazzino, nel lontano 1876, quando il carnevale impazzava per le vie cittadine e lungo il Corso si svolgeva la sfilata dei carri e delle maschere e dalle finestre delle case era consuetudine gettare sul corteo confetti e petali di rose,  lui, privo di denaro e quindi nell’impossibilità di acquistare confetti o altro, ebbe la bella idea di tagliuzzare belle carte colorate e di gettare i… “coriandoli” sulle teste delle mascherine sottostanti. Fu una trovata travolgente imitata subito da tanti presenti…” 🙂

Da : http://www.unafinestrasutrieste.it

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