Puerta_del_primer_ministroVicino a Cordova (Córdoba per gli spagnoli), ai piedi delle montagne della Sierra Morena, ci sono i resti della meravigliosa città di Madinat-al-Zahra (Medina Azahara) fatta costruire da Abd al-Rahman III come simbolo dell’indipendenza dai califfati orientali di Damasco e Egitto. Autoproclamatosi nel 929 “califa”, massima autorità politica e religiosa e principe dei credenti, crea il “califado di Cordoba” inizio di un periodo di gran splendore per la Spagna musulmana. La rappresentazione chiara e visibile del prestigio del nuovo potere che detiene è questa città che sorge nello sfarzo ed il lusso.

Lavorarono 10.000 persone al giorno per creare in 25 anni di costruzione una imponente urbanizazione Medina_Al_Azhra_arcoche, servendosi delle condizioni naturali del territorio, si sviluppò in 3 terrazze. La parte più alta destinata a residenza del “Califa” e luogo di rappresentanza, la media a sede del governo e giardini e quella più bassa con la Moschea e la città con mercati, giardini, orti e tutto quanto serviva alla vita di una gran città.

Fra le tante meraviglie di questa città c’era il Salone dei califfi che dai racconti dell’epoca aveva il  soffitto  d’oro e marmo di diversi colori, solidi ma trasparenti così come le pareti.  Nel centro c’era una gran pila piena di mercurio. Ci si immetteva nel salone da otto porte ad ogni lato, ornate con oro ed ebano su pilastri di marmi e cristalli. Quando il sole entrava nella sala da queste porte il riflesso nelle pareti e soffitto era tale che accecava  e a questo si univa la voglia di stupire del “califa” che con un solo gesto ad un schiavo faceva mettere in movimento il mercurio contenuto nella pila e d’un tratto sembrava che tutta la stanza fosse attraversata dai raggi del sole e tremasse e girasse… all’inseguimento del sole 😮

(bellissima elaborazione 3d di rojunson)

Questa città, distrutta a 75 anni dalla sua costruzione, è rimasta ancorata alle leggende , ai racconti ed a Granpórtico_Alcazarquell’ ambiente magico di città delle Mille ed un notte… Numerose sono le leggende su questa città; una è quella che ci racconta del tunnel che collegava Medina Azahara alla Moschea di Cordova che usava il “califa” per andare in preghiera….

Le mie preferite sono quelle  che ci raccontano della nascita di questa città come una città nata dall’amore di Abd al-Rahman verso la sua favorita Azahara. In una di queste si dice che fu per lei che fece costruire questa splendida città che avrebbe portato il nome della sua amata diventando appunto ” la città di al-Zahra”…

Abd al-Rahman andato a Granada a vedere il sultano conobbe le sue tre bellissime figlie: Azahara, Yasmine e Zineb. Subito fra Azahara ed il califa nacque un grande amore e quando Abd al-Rahman ritornò a Cordova  portò con se la sua innamorata.  Per dimostrare l’amore che nutriva per lei ordinò la costruzione di una città contattando per la sua realizzazione i migliori architetti ed artigiani, fece arrivare i materiali più preziosi, fece creare splendidi giardini con fiori e piante  da tutto il mondo, li riempì di uccelli e frutti esotici. I tessuti più pregiati ed i mobili più lussuosi ornavano le stanze di Azahara, tutto sembrava poco per lei.

Ma lei aveva un’ aria sempre più triste e  nessun regalo riusciva a strapparle un sorriso.  Il “califa” sconcertato  chiese il motivo di tanta tristezza e come poteva porvi rimedio ma Azahara rispose che almendros en florniente avrebbe potuto farle ritornare il sorriso perché non c’era modo di farle vedere la neve della sua adorata Sierra Nevada. “Io farò nevicare per te a Cordova” disse Abd al-Rahman senza esitare un secondo.

Inmediatamente mandó ad abbattere un bosco situato di fronte alla medina e a ripiantarlo di mandorli vicinissimi gli uni agli altri in modo che ogni primavera, quando i mandorli fiorivano , la neve appariva a Cordova solo per la sua amata Azahara….

Dopo la distruzione, Medina Azahara rimase nel più totale abbandono e molte delle sue decorazioni finirono per essere usate nella costruzione dei bei palazzi di Cordova o in aste all’estero. Solo nel 1910 iniziò il lungo lavoro per ritornare a portare alla luce i resti di questa splendida città, lavoro che continua ancora ora. La parte attualmente emersa e ristaurata è soltanto il 10 % della totale estensione della città per cui, molto tempo ci vorrà ancora per poter vedere apparire dalla terra che la copre la totalità di Medina Azahara.

Sito ufficiale del Conjunto arqueologico Madinat al -Zahra