marzo 2010


Vi ricordo che nella Gallery di Pasqua potrete trovare tante nostre cards, questi sfondi ed altri fatti senza nessuna pretesa..ma solo per divertirci e divertirvi. 🙂

Annunci

E’ inutile dire che ieri sera guardando Paolo Limiti che ci faceva ripercorrere le tappe della carriera di Mina…i ricordi si sono fatti avanti.

Certo, nostalgia per tanti bei momenti segnati dalle bellissime canzoni di Mina che ci hanno fatto sognare…ma anche divertire e ne è un esempio questo duetto con Celentano…

Mina e Adriano Celentano ” Che t’aggia di”

.

Molto bella e davvero appropriata la citazione finale di Limiti della poesia di Prevert… ascoltando il “racconto” che lui ci ha fatto di Mina. 🙂

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m’ama
Non è colpa mia
Se non e sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c’e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s’amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare…
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi.

Jacques Prévert

Domenica 28, giornata del Fai, siamo andati a vedere per la prima volta lo splendido castello della Manta a Manta in provincia di Cuneo. La temperatura ed il sole splendido invitavano a stare fuori e si poteva se avanzava tempo fare un giretto per Saluzzo.

Per strada il sole é scomparso lasciando il posto alle nuvole ed abbiamo incominciato a temere che la nostra gita finisse sotto la pioggia. Ma per fortuna, appena trovato il parcheggio, cosa quasi irrealizzabile in una Manta affollatissima,  le nuvole hanno lasciato di nuovo, poco a poco, il posto ad un bellissimo sole.

Il parcheggio lo avevamo trovato ormai quasi fuori  Manta e così la strada da percorrere era assai lunga. Ci siamo avviati decisi, ma arrivati alla ripida salita della collina dove sorge il  castello il fiato si faceva corto, le gambe venivano meno e, complice la temperatura, ci scioglievamo nel sudore… Non è stato tanto facile arrivare in cima soprattutto grazie ai postumi di un trasloco che si facevano sentire…

Arrivati al castello, stanchi, sudati e senza fiato, ci siamo informati subito se bisognava prenotare la visita al castello. Purtroppo non c’era posto fino alle 18,30. Fatto il biglietto ci siamo guardati attorno cercando un posto dove poter riprendere fiato.

Un bel prato verde alberato, dove avevano allestito un bar con tavolini e sedie dove poter riposarsi, ci attendeva.  Un piattino di affettati e pizzette,  la stanchezza accumulata, la temperatura, il sole e lo splendido panorama con la bianche montagne che ci guardavano ha fatto diventare l’attesa gradevolissima. Ci siamo alzati giusto per la visita del castello. 😆

Il Castello, donato al Fai da Elisabetta De Rege Provana nel 1984, ha subito molte modifiche nei tempi e la fortezza del XIII secolo costruita sulla roccia é diventata un maniero signorile con splendidi affreschi nel suo interno come gli eroi ed eroine che assieme alla “Fontana della giovinezza” decorano la stanza baronale o gli affreschi che si alternano agli stucchi nella Sala delle Grottesche. Anche l’adiacente chiesa castellana presenta nel suo interno bellissimi affreschi nell’abside ed affreschi e stucchi, come nel castello, nella cappella funeraria di Michelantonio.

Il pozzo, nell’interno della cucina, che garantiva l’acqua corrente al castello è una delle cose che più hanno richiamato la mia attenzione.

Finita la visita pian pianino ci siamo avventurati sulla lunga discesa e strada per raggiungere la nostra macchina e ci abbiamo impiegato così tanto tempo che arrivando al parcheggio l’unica macchina rimasta era la nostra!. 😀 Anche se la temperatura era deliziosa, ci siamo seduti e chiusi molto volentieri in macchina per affrontare il ritorno a casa. 😀

Le foto che abbiamo fatto le ho messe in un video, che potete vedere qui a seguito 🙂

Altra tappa del nostro viaggio attorno alla…Pasqua 🙂

Anche questa volta è un viaggio virtuale, ma forse un pò meno… 😮

Naturalmente non sono andata in Svezia, Svezia 😀 … mi sono fermata all’ Ikea 😆

Avevo letto che nel pomeriggio ci sarebbe stata una dimostrazione su come preparare lo Smörgåsbord, il tradizionale buffet di Pasqua e poi i bambini (e non solo… :D) avrebbero potuto colorare le loro uova di Pasqua

Immersa nella tradizione svedese…vi auguro quindi 🙂

In Svezia l’uovo, simbolo di vita e resurrezione, è presente in tutti gli alimenti e nei giochi di Pasqua.
E la domenica di Pasqua, si festeggia con un grande pasto mattiniero con uova sode con il guscio colorato, pane,dolci e caffè.
Ogni famiglia partecipa a feste per la colorazione delle uova. I concorsi di decorazione dell’uovo di Pasqua sono l’attività preferita dei ragazzi e ragazze più giovani.

Ecco qui sotto alcune foto, scattate in questo mio viaggio svedese all’Ikea 🙂  , di uova colorate da bambini e mamme e papà…che si divertivano molto…

Ho anche gustato dei piatti svedesi tipici del buffet di Pasqua…buoni davverooo..!!!!! e complimenti al cuoco. 😀   

La maggior parte delle celebrazioni pasquali avvengono durante la settimana santa che precede la domenica di Pasqua.
Il Giovedì Santo (o in alcune regioni il sabato) le bambine si vestono da Streghe di Pasqua, con grembiuli e scialli scuri, labbra e guance rosse, (spesso portano con se una scopa che simboleggia “il mezzo di trasporto” per andare a BLÅKULLA, dove le streghe del Medioevo incontravano Satana!!!)  e vanno di porta in porta offrendo disegni fatti a mano, generalmente a scuola, in cambio di dolci. Questa tradizione risale al medioevo e deriva da una vecchia credenza svedese che narra come le streghe fossero più potenti e distruttive durante la settimana santa.

L’origine della tradizione risale all’epoca dei processi alle streghe, nel Medioevo.

La vigilia viene celebrata accendendo dei falò.

Si dice che l’origine della brace pasquale fosse di spaventare le streghe che andavano a “Blåkulla”.  Anche i fuochi d’artificio fanno parte della tradizione.

Durante il giorno delle Palme vengono benedetti i gattici, rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto.

 

Fonte per notizie e foto :

http://blog.mammenellarete.it/slider/la-pasqua-in-svezia/

http://pasqua.arimini.it/sve-dan.php

La Violetta e la Farfalla

Trilussa

Una vorta, ‘na Farfalla
mezza nera e mezza gialla,
se posò su la Viola
senza manco salutalla,
senza dije ‘na parola.
La Viola, dispiacente
d’esse tanto trascurata,
je lo disse chiaramente:
– Quanto sei maleducata!
M’hai pijato gnente gnente
Per un piede d’insalata? 
Io so’ er fiore più grazzioso,
più odoroso de ‘sto monno,
so’ ciumaca e nun ce poso,
so’ carina e m’annisconno.
Nun m’importa de ‘sta accanto
a l’ortica e a la cicoria:
nun me preme, io nun ciò boria:
so’ modesta e me ne vanto!
Se so’ fresca, per un sòrdo
vado in mano a le signore;
appassita, so’ un ricordo;
secca, curo er raffreddore…
Prima o poi so’ sempre quella,
sempre bella, sempre bona:
piacio all’ommini e a le donne,
a qualunque sia persona.
Tu, d’artronne, sei ‘na bestia,
nun capischi certe cose… –
La Farfalla j’arispose:
– Accidenti, che modestia!

Oltre a divertirmi a preparare qualche nuova card che troverete nella nostra Gallery di Pasqua, ho gironzolato un pò sul web ed ho trovato notizie di tradizioni davvero interessanti che si tramandano a Pasqua in paesi più o meno vicini a noi.

Per ora mi sono fermata in Gran Bretagna e quindi… 🙂

Nel Regno Unito, una delle cerimonie più vive è quella del Giovedì Santo, giorno dedicato all’attività caritativa e si svolge secondo un rituale tradizionale.

A Londra, l’uso del Royal Maundy Gifts, è ricordato nell’abazia di Westminster dove vengono donate ai poveri borse di denaro. Le borse, vengono distribuite dal sovrano su di un vassoio d’argento, dopo la cerimonia religiosa.

.

Per saperne di più… andate a questo link (in inglese)

http://www.yeomenoftheguard.com/maundy_service.htm

Il Venerdì Santo vive ancora l’usanza degli hot-cross buns dolci, di antichissima tradizione, che un tempo si usavano mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” si conservano quasi duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns.

Ora la casa della vedova è un pub, appunto “The widow’s son”

e a Pasqua il proprietario prepara le focaccine e le vende ai clienti devolvendo parte del ricavato alla Società Britannica dei Marinai.

Questi dolcetti sono delle brioches fatte con la cannella e uvetta sulla cui superficie vi è una croce di glassa, a ricordare la passione di Cristo.

Si tratta di una ricetta antichissima a cui nei secoli sono state attribuite una serie di proprietà magico-terapeutiche (i buns sfornati di Venerdi Santo –che secondo la leggenda non ammuffivano- appesi al soffitto della cucina venivano conservati come porta-fortuna fino alla Pasqua seguente e ridotti in polvere venivano usati per curare ogni genere di malanno).

Rete appesa al soffito del pub con gli hot cross buns degli anni precedenti.

.

INGREDIENTI (dosi per 12 buns)

* 180 ml latte
* 1 bustina da 7 g di lievito di birra secco (o 21 g di lievito fresco)
* Mezzo cucchiaio di zucchero

* 500 g di farina (possibilmente una farina di forza)
* 50 g zucchero di canna fino
* 1 cucchiaino di cannella in polvere
* Un pizzico di chiodi di garofano in polvere
* Un pizzico di noce moscata
* Mezzo cucchiaino di sale
* La scorza grattugiata di un limone
* 50 g burro ammorbidito a temperatura ambiente
* 2 uova
* Una manciata di uva sultanina

Per lucidare i buns:

* 1 uovo
* Un cucchiaio di latte

Per la glassa

* 60 g. di zucchero a velo
* 1 cucchiaio di latte

***

Riscaldare il latte e quando è tiepido unire il lievito, il mezzo cucchiaio di zucchero e lasciar riposare per 10 minuti.

Nel frattempo in una ciotola mescolare farina, zucchero di canna, spezie sale e scorza di limone.

Trascorsi i dieci minuti aggiungere alla farina il latte lievitato. Aggiungere gradualmente le uova, lasciando incorporare bene ogni uovo all’impasto prima di aggiungere l’altro.
Infine unire il burro e lavorare bene il tutto fino ad avere un impasto liscio ed elastico. Per ultima unire l’uva sultanina.

Mettere l’impasto in una ciotola leggermente unta, coprire con della pellicola trasparente e lasciar lievitare in luogo tiepido per 1-2 ore o fin quando l’impasto raddoppia.

Trascorso questo tempo “sgonfiare” la pasta lievitata e dividerla in 12 pezzi uguali. Riporre i buns ben distanziati su di una teglia foderata di carta forno e lasciarli lievitare ancora per 30 minuti fino al raddoppio.

Pre-riscaldare il forno a 200?C.

Spennellare i buns con l’uovo sbattuto insieme al latte. Con un coltello leggermente imburrato incidere una croce sulla superficie di ogni bun ed infornare il tutto per circa 15-20 minuti (o fino a quando sono cotti e belli dorati).

Per la croce di glassa mescolare lo zucchero a velo col cucchiaio di latte fino ad avere una glassa consistente. Con la tasca da pasticcere disegnare una croce di glassa sul taglio di ogni bun, lasciar asciugare e servire.

Per la ricetta : http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=36872

Altre versioni degli Hot cross burns – (da Wikipedia)

Nel Stati Uniti, gli Hot cross buns a volte includono cedro candito in aggiunta all’ uvetta o ribes.

Sia in Australia che in Nuova Zelanda recentemente è diventata popolare una versione al cioccolato del panino. In genere contengono la stessa miscela di spezie, ma vengono utilizate le gocce di cioccolato al posto dei ribes. Ciò è dovuto alla stretta associazione tra Pasqua e cioccolato, o semplicemente per l’amore del cioccolato in generale.

Hot Cross cecoslovacco, chiamato Mazanec

Nel Repubblica Ceca, Mazanec è un dolce simile o pane dolce mangiato a Pasqua. E’ spesso segnato da una croce sulla parte superiore.

.

C’è anche una filastrocca intitolata Hot Cross Buns che i bambini anglosassoni imparano a memoria nel periodo pasquale e durante la primavera che fa più o meno così:
Hot cross buns!
Hot cross buns!
One a penny,
Two a penny,
Hot cross buns!
If you have no daughters,
Give them to your sons;
One a penny,
Two a penny,
Hot cross buns!

In fine, un’altra usanza è quella di far rotolare le uova colorate su di un prato o lungo una strada, fino a quando tutti i gusci non siano stati spezzati.

Nel Regno Unito la tradizione di far rotolare le uova decorate giù per una collina erbosa risale a centinaia di anni fa ed è conosciuta come “pace- egging”, dall’inglese antico Pasch che significa Easter (Pasqua).

E nel Lancashire c’è una competizione annuale molto famosa delle “uova che rotolano” nel Avenham Park a Preston.

C’è una vecchia leggenda del Lancashire che dice che i gusci rotti delle uova devono essere schiacciati per benino dopo finita la corsa o essi saranno rubati ed usati come barche dalle streghe.

Ma la Egg rolling, o la Easter egg roll è una gioco tradizionale che si fa con le uova a Pasqua.  Nazioni differenti hanno differenti versioni del gioco, generalmente fatto con uova sode decorate.

Anche negli Stati Uniti, la Easter Egg Roll è un evento annuale, e si tiene sul  White House lawn ogni  Easter Monday per i bambini ed i loro genitori.

Dolley Madison, la moglie del  Presidente James Madison, diede inizio all’evento nel 1814 e centinaia di bambini portarono le loro uova decorate per unirsi al gioco.

Egg roll on the White House lawn, 1929

.

The 2007 White House Easter Egg Roll.

.

Washington 2009

Il tempo è passato…ma 70 anni non si direbbero proprio ! 🙂

Beh…è che sono un pò di parte, 😮 le tue canzoni sono state la colonna sonora dei miei 20 anni… 😀

E mi hanno sempre accompagnato… finchè ieri è diventato oggi. 🙂

Non credere – Mina (cantata in “Ieri e oggi” del 1969) 😀

Pagina successiva »