martedì, 30 marzo 2010


E’ inutile dire che ieri sera guardando Paolo Limiti che ci faceva ripercorrere le tappe della carriera di Mina…i ricordi si sono fatti avanti.

Certo, nostalgia per tanti bei momenti segnati dalle bellissime canzoni di Mina che ci hanno fatto sognare…ma anche divertire e ne è un esempio questo duetto con Celentano…

Mina e Adriano Celentano ” Che t’aggia di”

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Molto bella e davvero appropriata la citazione finale di Limiti della poesia di Prevert… ascoltando il “racconto” che lui ci ha fatto di Mina. 🙂

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m’ama
Non è colpa mia
Se non e sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c’e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s’amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare…
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi.

Jacques Prévert

Domenica 28, giornata del Fai, siamo andati a vedere per la prima volta lo splendido castello della Manta a Manta in provincia di Cuneo. La temperatura ed il sole splendido invitavano a stare fuori e si poteva se avanzava tempo fare un giretto per Saluzzo.

Per strada il sole é scomparso lasciando il posto alle nuvole ed abbiamo incominciato a temere che la nostra gita finisse sotto la pioggia. Ma per fortuna, appena trovato il parcheggio, cosa quasi irrealizzabile in una Manta affollatissima,  le nuvole hanno lasciato di nuovo, poco a poco, il posto ad un bellissimo sole.

Il parcheggio lo avevamo trovato ormai quasi fuori  Manta e così la strada da percorrere era assai lunga. Ci siamo avviati decisi, ma arrivati alla ripida salita della collina dove sorge il  castello il fiato si faceva corto, le gambe venivano meno e, complice la temperatura, ci scioglievamo nel sudore… Non è stato tanto facile arrivare in cima soprattutto grazie ai postumi di un trasloco che si facevano sentire…

Arrivati al castello, stanchi, sudati e senza fiato, ci siamo informati subito se bisognava prenotare la visita al castello. Purtroppo non c’era posto fino alle 18,30. Fatto il biglietto ci siamo guardati attorno cercando un posto dove poter riprendere fiato.

Un bel prato verde alberato, dove avevano allestito un bar con tavolini e sedie dove poter riposarsi, ci attendeva.  Un piattino di affettati e pizzette,  la stanchezza accumulata, la temperatura, il sole e lo splendido panorama con la bianche montagne che ci guardavano ha fatto diventare l’attesa gradevolissima. Ci siamo alzati giusto per la visita del castello. 😆

Il Castello, donato al Fai da Elisabetta De Rege Provana nel 1984, ha subito molte modifiche nei tempi e la fortezza del XIII secolo costruita sulla roccia é diventata un maniero signorile con splendidi affreschi nel suo interno come gli eroi ed eroine che assieme alla “Fontana della giovinezza” decorano la stanza baronale o gli affreschi che si alternano agli stucchi nella Sala delle Grottesche. Anche l’adiacente chiesa castellana presenta nel suo interno bellissimi affreschi nell’abside ed affreschi e stucchi, come nel castello, nella cappella funeraria di Michelantonio.

Il pozzo, nell’interno della cucina, che garantiva l’acqua corrente al castello è una delle cose che più hanno richiamato la mia attenzione.

Finita la visita pian pianino ci siamo avventurati sulla lunga discesa e strada per raggiungere la nostra macchina e ci abbiamo impiegato così tanto tempo che arrivando al parcheggio l’unica macchina rimasta era la nostra!. 😀 Anche se la temperatura era deliziosa, ci siamo seduti e chiusi molto volentieri in macchina per affrontare il ritorno a casa. 😀

Le foto che abbiamo fatto le ho messe in un video, che potete vedere qui a seguito 🙂