Il commento del nostro amico Adriano al mio post “Carnevale e Quaresima” mi ha dato modo di approfondire l’argomento “ferratelle”. 🙂
Sono stata spesso in Abruzzo, soprattutto nella zona del Parco Nazionale che è stupenda e che io amo moltissimo.
Ci sono andata per la prima volta con mio marito e mia figlia nell’ormai lontano 1982; ci siamo fermati in un campeggio a Pescasseroli, avevamo la roulotte.

Da quella prima volta ci siamo tornati poi per diversi anni di seguito anche in camper che ci ha dato modo di vivere il Parco nella maniera più splendida.  E’ stato amore a prima vista.. 🙂

La Macchiarvana

Ci andavamo per le vacanze di Pasqua quando ancora c’era la neve e la Macchiarvana, e non solo, era un paradiso per noi che facevamo lo sci di Fondo.

Val Fondillo

La Val Fondillo, anche in estate, è un luogo di pace e serenità per chi ama fare escursioni nella natura e non ha nulla da invidiare ai pur stupendi sentieri e panorami delle Alpi.

A Pescasseroli abbiamo “scoperto” 😀 un sacco di dolcetti alle mandorle, buonissimi e ricordo anche di aver mangiato le “ferratelle” ma non sapevo come venissero fatte…fino ad ora, dopo aver letto il commento del nostro amico. 🙂

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Aggiungo altre mie foto anche se non di ottima qualità… 😦  il tempo lascia il segno…ma anche bei ricordi. 😉

La Macchiarvana

Val Fondillo

Forca d'Acero

La Camosciara

Opi

Lago di Barrea

Su Wikipedia ho anche trovato queste notizie sulla tradizione delle Ferratelle :

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La ferratella o cancella o pizzella è un dolce tipico abruzzese creato con pasta da biscotto cotto tramite una doppia piastra arroventata sul fuoco, che stringendo la pasta sopra e sotto, dà al dolce la forma caratteristica di cialda percorsa da nervature. Tra le varie varianti di disegno, la trama a rombi, o cancello, dà origine al nome ferratelle. Preferibilmente di forma rettangolare, ma alla festa di San Valentino vengono preparate anche a forma di cuore.
In alcuni casi questo dolce viene arrotolato come un cannolo con ripieno di marmellata, tradizionalmente d’uva, ma anche con crema pasticcera o cioccolata. La variante con due cialde sovrapposte farcite prende il nome di coperchiola, dalla copertura della prima cialda con la seconda, il coperchio. Viene preparato perlopiù in inverno, a Pasqua e in occasione delle feste patronali, rivestendo un ruolo centrale nei palmentieri, particolare dono preparato in onore del santo patrono.

La piastra usata per cuocere questo dolce, detto “lu ferre”, veniva portato in dote dalla donna, infatti, nella parte centrale, recava incise le iniziali della futura sposa.

In Molise le ferratelle sono chiamate anche cancelle. Sono fatte risalire ad un dolce degli antichi Romani detto Crustulum. Anch’esse, come le ferratelle abruzzesi, sono prodotte mediante uno stampo di acciaio  o ghisa che imprime la propria forma ai dolci, spesso con scalanature incrociate che ricordano certi cancelli, da cui il nome. Fino agli anni sessanta erano servite ai matrimoni.

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