novembre 2010


Pochi sanno che la tradizione di addobbare l’abete é nata in Egitto. In quei luoghi infatti l’albero era costituito da una piccola piramide di legno, costruita ad imitazione dei giganteschi monumenti come simbolo culturale e propiziatorio. Dalla terra dei faraoni, dunque un viaggiatore portò questa idea in Europa e, parte delle popolazioni germaniche, scandinave e russe lo adottarono per celebrare il solstizio d’inverno, il ritorno di quel sole e di quel calore di cui il clima d’Egitto era simbolo.

Alla piramide infatti era sovrapposta la ” ruota solare” e più tardi furono infilate sulle cime di quella figura geometrica, bastoncini che venivano incendiati; se il fuoco raggiungeva la piramide stessa, l’anno sarebbe stato non soltanto sereno, ma fortunatissimo. Fu Martin Lutero, dicono alcuni, ad introdurre l’abete sostituendolo al simulacro egizio di cui ricordava la forma. Le sue fronde sempre verdi potevano essere anche in pieno inverno presagio di primavera. Le candeline poi, furono inventate dai luterani, in sostituzione dei bastoncini di legno. Le candeline hanno questo significato: la loro luce rappresenta la vita e la fede. Attorno all’albero di Natale sono nate le leggende più gentili e fantasiose.

Tra queste ve ne racconterò una: C’era una volta nell’antica Germania un boscaiolo. Tornando a casa una notte d’inverno, gelida ma serena, l’uomo fu colpito da un meraviglioso spettacolo di stelle che brillavano attraverso i rami di un abete carico di neve e di ghiaccio. Per spiegare alla moglie lo splendore che aveva visto, il boscaiolo tagliò un piccolo abete, lo portò a casa e lo adornò di candeline accese e di allegri festoni. Le candeline somigliavano alle stelle che aveva visto brillare, e i festoni alla neve e ai ghiaccioli che pendevano dai rami. Altri videro l’albero e piacque tanto a tutti, specialmente ai bambini, che presto l’usanza dell’abete con le candeline si diffuse in ogni casa.


Da: www.ilpaesedeibambinichesorridono.it

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(by Sol)

Sull’onda della fiction “La baronessa di Carini” , ritrasmessa da Rai1, rieccomi a scrivere ancora di castelli e fantasmi… 🙂

Sicilia … un fantasma, una canzone e una poesia

La baronessa di Carini

La Sicilia fu terra di baroni, che esercitarono il loro potere su borghi di poveri contadini.

Angherie e abusi si esercitarono anche a danno dei parenti del barone di turno, il quale aveva per sola legge la sua volontà.

Castello di Mussomeli

Degli antichi signori e dei loro soprusi rimangono leggende e Castelli, segnati da simboli di varie civiltà. A Carini, in provincia di Palermo, sono i resti di una fortezza di età normanna, passata nel Quattrocento ai Baroni La Grua Talamanca, discendenti di un casato di origine catalana che nel 1622 ebbero il titolo di Principi di Carini.

Nel 1503 il Barone Vincenzo La Grua uccise la figlia, per arbitrio e gelosia. L’accusava di una o più storie d’amore che il signore non condivideva.

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La storia è quasi uguale a tanti altri racconti d’amore e di morte, che le leggende ambientano nei saloni e nelle segrete di molti Castelli d’Europa, ma qui ci sono più toni di poetica melanconia.

La tragica e ingiusta morte della Baronessa di Carini ispirò pietà, nel popolo e tra i letterati.

Un anonimo scrittore compose un poema, nello stesso secolo che i fatti erano accaduti.

Fu ripubblicato a Palermo, alla fine dell’Ottocento, e da qui – non si sa come – s’inserì nel filone della canzone napoletana.

‘Fenesta ca lucive e mo non luce’ è il titolo del brano canoro di Napoli, un componimento che si disse però musicato dal più lirico compositore siciliano: Vincenzo Bellini.

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‘Chiagneva sempe ca durmeva sola,

Mo dorme co li muorte accompagnata’

E’ questo il triste finale della canzone, ma la leggenda dice che la Baronessa di Carini gira ancora, di notte, nei meandri dell’antico Castello e vaga inquieta alla ricerca della sua giovinezza perduta.

Fonte: www.leonardoderasmo.com

(by Sol)

Era la vigilia di Natale dell’anno 1611. La duchessa di Brieg, una nobildonna tedesca nota per la sua inventiva, si aggirava per le scale del suo castello. Tutto era pronto per la notte santa ; i trofei di sempreverdi da appendere alle pareti, le candele da accendere a mezzanotte, il gran ceppo da mettere nel camino. Eppure la duchessa non era contenta. C’era un angolo che le sembrava spoglio. Allora si avvolse le spalle in uno scialle ed uscì nel parco; era sicura che la natura generosa le avrebbe offerto qualcosa.


E così fu; vide infatti un piccolo abete e subito pensò che in quell’angolo vuoto sarebbe stato benissimo, così vivo e verde. Chiamò un giardiniere, gli ordinò di scalzare la pianta con tutte le radici e la fece mettere in un grosso vaso pieno di terra. Poco dopo l’abete spargeva il suo buon profumo nel gran salone delle feste. La duchessa era molto soddisfatta, anche se non sapeva di aver inventato il primo albero di Natale.

 Da: www.ilpaesedeibambinichesorridono.it


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Babbo Natale non è sempre stato così come lo conosciamo adesso.

Il primo “donatore di regali” di cui si ha memoria fu San Nicola nel 300 d.c. a Myra (l’attuale Turchia). Nato da una ricca famiglia rimase orfano quando i genitori morirono di peste. Fu allevato da un monastero e all’età di 17 anni divenne uno dei più giovani preti dell’epoca. Molte storie vengono ancora raccontate sulla sua generosità, soprattutto perchè regalò a poco a poco tutta la sua ricchezza ai bambini poveri della sua città natale. Le leggende raccontano che era solito donare grandi sacchi di oro o addirittura gettarli dalla finestra nella strada sottostante dove venivano raccolti dai poveri del quartiere. Qualche anno più tardi divenne arcivescovo, ma un arcivescovo senza i paramenti ufficiali: solo una lunga barba bianca e un cappello rosso in testa.

Dopo la sua morte fu fatto Santo.In quei periodi la Chiesa Cattolica festeggiava la nascita di Cristo e San Nicola fu inserito in calendario. Quando ci fu lo scisma tra la Chiesa Cattolica e quella Protestante quest’ultimi non desiderarono più festeggiare San Nicola quale esempio di generosità e carità cristiana, troppo legato alla Chiesa Cattolica, così ogni nazione inventò il proprio “Babbo Natale”. Per i francesi era “Pere Noel”, in Inghilterra “Father Christmas” (sempre dipinto con ramoscelli di agrifoglio, edera e vischio) e la Germania aveva “Weihnachtsmann” (l’uomo del natale).Quando i comunisti presero il potere in Russia e rifiutarono la Chiesa Cattolica vollero avere anch’essi il loro “Babbo Natale” e lo chiamarono “Il Grande Padre del Gelo”, ma invece del consueto abito rosso lo vestirono di blu. Per gli Olandesi fu “Sinterklaas” che a causa di una cattiva pronuncia da parte degli americani divenne “Santa Claus”.Tutte queste figure natalizie si differenziavano fondamentalmente per il colore delle proprie vesti, chi blu, chi nero, chi rosso; ma le uniche cose che avevano in comune erano la lunga barba bianca e il loro regalare doni. Babbo Natale, così come lo conosciamo noi, risale all’anno 1823, quando Clement C. Moore scrisse “A Visit from St. Nicholas” (Una visita da San Nicola) dove lo descrive come un “vecchio elfo paffuto e grassottelo”.L’ultima e più importante incarnazione di Babbo Natale la si ha dal 1931 al 1966 quando Haddon Sundblom disegnò la famosa immagine di Babbo Natale per la pubblicità della Coca Cola. Questo è il Babbo Natale che anche noi conosciamo, con la sua lunga barba bianca, il suo inconfondibile abito rosso, degli stivali, la cinta di cuoio e un immancabile sacco carico di doni.

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Da : www.ilpaesedeibambinichesorridono.it

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(cliccare sulla palla per aprirla e vederla luccicare) 🙂

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Il Natale è nell’aria… … 🙂 , anche se alcuni diranno che è ancora presto!

Ma andate nei centri commerciali… 😀 e capirete che ci siamo già e, anzi, ci dobbiamo sbrigare se vogliamo usufruire appieno delle…occasioni.

Tutti gli addobbi, babbi, pupazzi di neve, rennine…sono in grande spolvero… 😀 

Insomma…la corsa agli acquisti è già iniziata e chi resta indietro… è perduto ! 😆

Per questo abbiamo fatto la  nostra anteprima, per farvi entrare con i nostri lavoretti in questa magica atmosfera…che forse vi preparerà ad un altrettanto magico Natale. 🙂

Per scaricare cards, gifs o qualunque cosa, dovete aprire le miniature e poi col solito sistema, “tasto destro del mouse e salva con nome”…altrimenti le gifs o le cards non si vedranno nè ingrandite nè in movimento.

Per chi avesse problemi a scaricare le nostre immagini con Firefox se aperte procedere così : Aprite la miniatura, e con il puntatore su di essa cliccate col tasto destro del mouse e successivamente su “Visualizza informazione immagine” e nella finestra che vi si apre cliccate su “Salva con nome” che trovate in basso a destra.

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Potete trovare tutti i nostri lavoretti natalizi cliccando a questi links : Natale cards 1-gallery; Natale cards 2-gallery; Natale cards 3-gallery.

Per le cornici natalizie… e non solo 🙂 provate qui : Cornici 1-gallery; Cornici 2-gallery; Cornici 3-gallery.

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