marzo 2011


A tutti i gattofili e non… 🙂 ma soprattutto a mia figlia che “ha tentato” di addobbare l’albero di Natale con 2 gattine piccole che gironzolavano per la stanza. 😆

Per te, carissima amica, che sei preoccupata per qualche chilo di troppo che hai messo su… 😀

E l’ultima grande diva dell’epoca d’oro di  Hollywood se n’è andata oggi, ma i suoi meravigliosi occhi viola resteranno per sempre nei nostri ricordi.

Da Luna e Sol..

Oh Mein Papa – Eddie Calvert

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gattofrecciafinal Come d’abitudine eccovi il nostro slide con le  nuove cards che, assieme a molte altre, troverete nella nostra Gallery Festa del Papà

E’ tradizione mangiare i lupini a San Giuseppe, ma perchè? Mi sono sempre chiesta. Ci deve essere sotto una leggenda, ho pensato…e infatti eccola qui. 🙂

 
 
 
 

Armadio degli Argenti-fuga in egitto -Beato Angelico

 

“Si narra che la Sacra Famiglia, durante la fuga in Egitto, per eludere la milizie di Erode, si spostasse nottetempo e si riposasse al levar del sole.

In una di queste tappe diurne Giuseppe, la Madonna, il Bambinello e l’asinello che li trasportava cercarono rifugio in un campo di lupini, che allora erano erbe di considerevole altezza e producevano semi dolci, al pari di quelli delle fave.

I lupini di quel campo, però, erano secchi ed avevano i baccelli maturi.

Accadde allora che, quando i fuggitivi li attraversarono, i loro baccelli secchi cominciarono ad accartocciarsi per espellere i semi e, così facendo, produssero uno scoppiettio infernale. San Giuseppe, allora, temendo che tale fracasso potesse far scoprire il loro nascondimento, rigirò l’asino e riparò sotto altre copertura vegetali. Però, la Madonna, prima di lasciare la pianta ingrata, maledisse il Lupino, imponendogli di diventare quello che è al giorno d’oggi: un erba bassa e coi semi amarissimi.”

Il Lupino comune (Lupinus albus) è una pianta erbacea che da millenni è stata sottoposta a coltura.

La coltivazione di questa pianta è stata praticata per diversi scopi: alimento per gli umani,foraggio perle bestie, fertilizzante in agricoltura, combustibile domestico ed anche azione officinale.

I prodotti utili della pianta sono: i semi, l’intera parte aerea e le sue radici.

I semi del lupino, come detto nella leggenda della Sacra Famiglia, sono amarissimi perchè contengono particolari sostanze sgradevoli al palato.

Per renderli appetibili devono essere dolcificati (curati). Infatti i semi deamarificati del Lupino hanno costituito, per millenni, buoni piatti di legumi per le popolazioni umane più povere;essi presentano un contenuto proteico assai più elevato di quello degli altri legumi, secondo solo a quello della soia.

Oggi il loro consumo, più che come alimento, è un mangiare che si fa per sfizio, come ad esempio per le arachidi, e soprattutto appunto in concomitanza con la festa di San Giuseppe, andando magari nelle sagre di paese.

Si usa gustarli sgusciandoli con una leggera pressione delle dita, in modo da eliminarne la buccia esterna.

Anni fa, al mio paese c’era un bar dove si vendevano i lupini pronti per mangiare ed avvolti in un cartoccio.

Il processo di dolcificazione dei semi richiede tempo e una certa quantità di acqua corrente ed a noi dunque non resta che mangiarli belli e pronti.

 

La dolcificazione dei semi.

Vediamo come viene fatta la dolcificazione di questi semi. Innanzi tutto vanno tenuti ammollo in acqua fredda, per 24 ore; dopo di che passano nella “caldaia”; un pentolone dove cuociono immersi in acqua salata, finché il loro colorito passa dal bianco al rossiccio. Successivamente si dispongono in grandi cesti metallici, i quali restano immersi in acqua corrente per almeno 5 giorni. Infine si mettono a scolare in panieri di vimini, aggiungendovi una debole salatura.

Fonte:

 http://www.etnaviva.it/index.php?option=com_content&task=view&id=74&Itemid=46

Lupini come azione officinale.

A consacrarlo come potenziale alleato nella cura del diabete di tipo 2 è uno studio dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano, che ha scoperto gli effetti ‘insulino-mimetici’ di una proteina vegetale presente in abbondanza nei semi gialli.

Quanto alle proprietà anti-diabete, gli autori dello studio definiscono la conglutina-gamma del lupino “molto interessante per il potenziale trattamento del diabete di tipo 2 con dei vantaggi rispetto alla terapia tradizionale”. Non ultimo il fatto che si tratta di un derivato naturale, “potenzialmente scevro da effetti indesiderati”. Prossimo passo: approfondire le sue qualità in veste di composto insulino-sensibilizzante e aprire alla sua applicazione come farmaco, come integratore alimentare nell’obesità, e anche in altre condizioni insulino-resistenti come la sindrome metabolica.

Una ricetta.

PATE’ DI LUPINI (tipo hummus)

250 g di lupini sottovuoto

qualche foglia di menta fresca

1 piccolo spicchio d’aglio

150 ml circa di acqua

3-4 cucchiai di olio extravergine d’oliva

1 cucchiaio di tahin (pasta di grani di sesamo).

Scolare i lupini, sbucciarli e sciacquarli per fargli perdere un po’ di sale. Aggiungere la mentuccia, l’aglio, un po’ di acqua, il tahin e cominciare a frullare, aggiungendo man mano l’acqua necessaria. Quando il grosso sarà frullato, iniziare a versare l’olio a filo, sempre frullando, finché non si raggiungerà la densità desiderata. Essendo crudi, i lupini non diventeranno una purea omogenea come l’hummus, resteranno più grossolani. Può essere servito come antipasto spalmato su fette di pane tostato, oppure per accompagnare un buon piatto di crudités.

 

Fonte : http://www.petitchef.it/tags/ricette/lupini

Vorrei concludere questo mio breve “ricordo” del nostro Risorgimento citando una poesia che ho studiato sui banchi di scuola, “La spigolatrice di Sapri”. 🙂

La spigolatrice di Sapri è stata  scritta da Luigi Mercantini.

Composta alla fine del 1857, la poesia narra la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie.

Particolarmente conosciuto e citato Р̬ il ritornello Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti

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Ed una canzone “Addio mia bella addio”.

L’autore, C. A. Bosi, partecipò come volontario alla guerra e combattè valorosamente a Curtatone.

Addio mia bella addio – L.Barbarossa/R. Del Rosario

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