agosto 2011


Nostalgia!

Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato

niente per me, per l’angoscia della fuga

del tempo e la malattia del mistero della vita.

Volti che vedevo abitualmente nelle mie strade abituali:

se non li vedo più mi rattristo, eppure non mi sono stati niente,

se non il simbolo di tutta la vita. […]

Domani anch’io scomparirò.

Domani anch’io – l’anima che sento e pensa,

l’universo che io sono per me stesso

– sì, domani anch’io sarò soltanto uno che ha smesso di passare

in queste strade, uno che altri evocherebbero vagamente

con un ‘che ne sarà stato di lui?’

E tutto quanto ora faccio, quanto ora sento

e vivo non sarà niente di più che un passante in meno nella quotidianeità delle strade di una città qualsiasi.

(Fernando Pessoa)

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… Ho visto lo spot di questo video sul tg1 e ho voluto saperne di più 😀 e sarà forse per il troppo caldo che c’è anche qui ora, ma mi ha fatto morire dalle risate. Sono tutti bravissimi in questa parodia, tanto tamarra quanto esilarante, della ben nota canzone di Alexandra Stan – Mr Saxo Beat,la ragazza però  è davvero irresistibileeee!!! 😆

(Ostia Beach-Max animazione)

Si dice che il primo amore non si scordi mai…ed io credo che sia così anche per la “prima” musica veramente importante per noi, quella musica che ci ha dato una sensazione indimenticabile…in un momento indimenticabile della nostra vita.

La musica mi ha sempre accompagnato nella vita, avevo più di 8 anni 🙂  quando sono arrivati loro, i Beatles, con la loro musica nuova e trascinante che doveva segnare poi un’epoca…ed è stata la musica dei miei 20 anni.

Riascoltarla ora è per me come fare un tuffo indietro a quando iniziavo a guardare il mondo con gli occhi di una ragazza di provincia che vede aprirsi davanti a se strade da seguire e da condividere.

(The Beatles-Why music metters)

Ma la mia “prima” musica in assoluto importante per me, è stata quella di Louis Armstrong, perchè è stata la musica che ha accompagnato il mio “primo” ed anche unico amore 🙂  (da “monogama” assoluta, me lo sono tenuto ben stretto… 😀 )

Era il periodo delle prime discoteche…quando ancora la musica non era così ossessionante e si riusciva anche a parlare (poco.. 😉 ) e Louis Armstrong ci faceva vedere un mondo…meraviglioso.

(Louis Armstrong-Music Matters)

… un passo dopo l’altro, non esiste “prima” e non esiste

“dopo”…

(meditazione Zen in movimento)

da Luna:

A Ferragosto, si sa, i vacanzieri hanno una voglia sfrenata soprattutto di mare e di sole e mai come quest’anno i vacanzieri del nord ne hanno davvero bisogno… 🙂 e allora eccoli tutti “stipati come sardine” sulla riviera romagnola…che promette sole, mare e divertimento. 😀

I “veri” ferragostai poi, non si fermerebbero davanti a niente e a nessuno e “colonizzerebbero” magari per un giorno anche un’oasi nel deserto… 🙂

Ma infondo, davanti ad uno specchio d’acqua e sopratutto a Ferragosto, non ci sentiamo un pò tutte delle “sirenette” ? 😀

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da Sol:

Sirenetta? 😮  Ma io quest’anno se mai davanti ad uno specchio d’acqua mi sentirei un po’ una…  palombara perchè il tempo attorno a me giustificherebbe solo il bagno nella mia vasca   o al massimo, fornita di una buona dose di coraggio, un ingresso nello specchio d’acqua coperta di tutto punto.   Chi come me, passa ferragosto a casa qua a nord, non si sogna grandi cose…  magari un gelato, un po’ di sole e perchè no un pochetto almeno di sudore e qualche sbuffo cercando fresco all’ombra o vicino ad un ventilatore, ma sicuramente non si aspetta una giornata che pare di fine autunno  già da stamane presto e che per ora ci ha allietato con uno spettacolo di luci e suoni non proprio ferragostano  e ancora meno di trovarsi ad agosto di notte con finestre e porte chiuse e una notte si e l’altra pure dover ricorrere al pigiama con maniche lunghe ed a una copertina per non sentir… i brividi a letto 😮

  e la chiamano estaaateeee…..

Luna e Sol (che sono già arrivate all’oasi) 😉 augurano a tutti voi…

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Ho letto su tg1 on line che proprio il 6 agosto del 1991 è apparso on line il primo sito web che aveva per indirizzo le 3 “W” (World wide web).

Certo io non avrei mai immaginato che questa semplice lettera dell’ alfabeto potesse diventare una delle più scritte, anzi digitate, da me che allora non avevo familiarità col pc e tantomeno col web. 🙂  

Non avrei mai immaginato che bastasse solo scrivere “www”…perchè si aprisse davanti a me il “mondo” anche se racchiuso in uno schermo…e che il web sarebbe poi diventato la mia “casa”. 😀

Certo, più si è giovani e più il mondo chiuso in un pc non basta, anzi dovrebbe proprio essere normale che lo si viva in prima persona e che non ci si abitui a vederlo solo seduti davanti ad un pc, ma poi più passano gli anni e più si “ringrazia” questa piccola “w” che basta ripetere 3 volte per avere il mondo a portata di… “mouse” . 🙂

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(cliccare nella foto sotto per leggere l’articolo)

Ho sempre pensato che i tacchi a spillo ben si adattano ad essere un’arma impropria, e infatti… c’è chi ha messo in pratica il mio pensiero. 😮

Leggere QUI l’articolo, da tg1 on line.

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E a propsito di “tacchi”, ho trovato un post davvero interessante e che mi ha divertito :D… a me che dall’ultima volta che ho messo scarpe col tacco alto saranno passati 30 anni e più…ma ricordo ancora il “dolore” che mi facevano tanto che alla fine ho dovuto togliermi le scarpe e per fortuna che era ormai sera e camminare a piedi nudi nel parco (del ristorante)… è stato bellissimooo!!! 😆

Dedicato a chi adora i tacchi alti… 🙂

Il tacco alto è una delle più belle invenzioni dell’umanità. Ti solleva da terra e dai comuni mortali, ti regala uno splendido stacco di coscia – anche laddove ne fossi carente – ti rende più magra e “vestibile”. I pantaloni stretti stanno meglio, le gonne fanno ululare i passanti, il mondo da lassù sembra un formicaio e ci sorride. Il tacco alto, come ogni cosa che sa di peccato, va giudicato non per quello che è, ma per l’uso che se ne fa. Se gli ortopedici sono categorici – l’ideale è il tacco solido, alto circa 3 centimetri, quello da suora, per capirci – la moda chiede le nostre teste, o meglio, i nostri piedi. E noi glieli lasciamo. L’uso non quotidiano di tacchi, anche abbastanza alti, è uno sfizio che il corpo ci perdona. D’altronde le ballerine, tanto di moda e tanto apparentemente candide e innocenti coi loro fiocchetti e i loro colori pastello, non sono poi cosi innocue. Il piede che poggia sul piatto e l’infradito rasoterra non sono migliori del tacco a livello di salute e in molti casi segano la gamba o non ci rendono affatto più belle. Il tacco alto, a piccole dosi, è concesso. E può essere sfoggiato in tutta sicurezza dopo aver sbirciato il manuale ufficiale dello stiletto, How to walk in high heels, scritto dall’inglese scritto da Camilla Morton.

Tacchi alti: camminare come una foca e altri problemi

Come ogni cosa dall’effetto immediatamente miracoloso (vedi botox, silicone, push up) il tacco alto mostra l’altro lato della medaglia nel modo peggiore. Quando si portano tacchi molto alti si rischia spesso di sembrare delle foche imbalsamate sulle punte. Ho visto decine di giovani fanciulle – ma anche meno giovani – che cercano di sedurre camminando a giganti falcate incapaci di gestire i trampoli su cui poggiano, avanzando come orsi goffi o scivolando qua e là per la strada. Il risultato è tutt’altro che affascinante. Parliamoci chiaro: portare gli stiletti è questione di stile. Ma lo stile, con un po’ di impegno, si impara. Step numero uno: fate una decina di camminate prova in casa e sui terreni accidentati con il vostro nuovo tacco. Lo diceva sempre la mamma: mai e poi mai uscire per la prima volta con un paio di scarpe nuove, senza averle provate. Soprattutto se sono delle altissime Jean Paul Gaultier. Quindi, prima di uscire informatevi della qualità del territorio che andrete a calpestare. Ghiaccio e pavimenti extra lisci potrebbero rappresentare trappole mortali, e non solo per la vostra apparenza. Per finire un consiglio di buon senso. A meno che non siate Gisele Bundchen mai superare gli 11 centimetri. Oltre quella misura potreste finire voi a fare da pavimento per i tacchi altrui.

Esercizi di stile e strategie salva piedi

Se avete deciso che il tacco alto è il vostro stile(tto) di vita, nonostante i rischi dai bruttissimi nomi qui sopra elencati, tutto quello che posso dirvi è: vi comprendo. Per rendere meno dolorosa l’ascesa ai cieli tramite zeppa ecco perciò qualche piccolo consiglio. Quando camminate coi tacchi cercate di appoggiare prima il tallone e lanciate le punte in avanti. Nel frattempo potete oscillare le braccia per darvi equilibrio, cercando di tenere le gambe dritte, chiuse e parallele e di mantenere una camminata fluida ed elegante. Nella borsetta non fate mancare una spruzzata di borotalco portatile e quei miracolosi cuscinetti gel invisibili e anti-vesciche. Non appena possibile – in macchina, a casa, sotto al tavolo del ricevimento, di nascosto – togliete le imbracature da vertigine e lasciate liberi i vostri piedi per un po’ (la cosa potrebbe anche risultare molto sexy…). Quando siete a casa non perdete l’occasione per un pediluvio ristoratore con bicarbonato – se non siete abbronzate – o sale marino e oli essenziali a base di erbe calmanti come la calendula o la lavanda. Lasciate i piedi in acqua per venti minuti, alternando getti freddi e caldi. Dopo il bagnetto coccolate le vostre preziose estremità con un massaggio circolare – dita e pianta – e una crema nutriente e riparatrice. Potete anche scegliere un gel rinfrescante effetto anti fatica da stendere su tutte le gambe. E a seguire una bella passeggiata sull’erba, per far sentire ai vostri piedi che la terra non è poi così lontana…

Da: http://www.pianetadonna.it/bellezza/tacchi-alti-gioie-e-dolori-delle-vertigini.html

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