settembre 2012


20120923-164405.jpg

20120920-113455.jpg

Capita che ricevi un mms con dei bei tramonti marini infuocati e mentre ammiri sognante ciò che altri occhi in quel momento stanno vedendo immersi nella grandiosa bellezza di quell’attimo, tu ti senta lo spettatore che dalla sua finestra lontana riesce a vederlo mentre ti tornano alla memoria i versi di una canzone che tante volte hai cantato e non puoi far altro che pensare a tradurre quelle sensazioni  confezionando la finestra dalla quale ti affacci sul tramonto e trascrivendo quei versi che non riesci ora a toglierti dalla testa… 🙂

.

… a tus atardeceres rojos

se acostumbraron mis ojos

como el recodo al camino….

(…ai tuoi tramonti rossi

si abituarono i miei occhi

come la curva al sentiero…)  da Mediterraneo (Joan Manuel Serrat)

.

La foto del tramonto sull’Adriatico è di Fabio Villa

Luna, il miglior servizio metereologico per blog 😀 , ci ha tenuto al corrente del caldo che ha afflitto questa estate la maggior parte delle regioni italiane ed ora delle perturbazioni che finalmente rinfrescano, anche troppo,  tutti noi…  I suoi posts erano un po’ un grido di dolore ed un po’ un esorcizzare con un sorriso una situazione che si faceva man mano più pesante… 

Per fortuna, nonostante io sia rimasta a casa, lontana dal mare, ho potuto godere delle bellissime immagini di mare e gite nell’Adriatico di chi lì era in vacanza e questa è  stata un po’ la mia bella vacanza  a distanza 🙂  …  Potevo non completare il lavoro della nostra metereologa per caso, Luna, non illustrandovi l’ultima perturbazione sull’Adriatico? 😆

(cliccate sull’immagine per vedere l’album)

Grazie di cuore a Fabio Villa per le sue splendide foto 🙂

Si, lo so bene…dovrei starmene zitta! 😮 Appena ieri mi lamentavo del caldo che “Bacco” ci aveva riportato…

Ma, dio dell’Olimpooo…dovevi proprio far venire quel “ciclone” di Medea? Lo sai che è senza cuore 😦 e non si commuoverà certo alle nostre preghiere di non essere eccessiva… 😮

—————————————————————————————————————————————————

Maria Callas in “Medea” di Pier Paolo Pasolini

Pagina successiva »