Ed ora arriva “stige” che come un fiume infernale in piena ci riversera’ addosso aria caldissima dall’entroterra marocchino.. 😦

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In questa mia visione apocalittica…ho forse esagerato un po’… 😆
Il “vero” fiume Stige della Mitologia non ha niente a che fare col caldo, anche se non è certo il placido Don.. 😀
È un fiume che fa comunque paura e per questo rende bene l’idea di come possa essere questa nuova ondata di caldo… 😦
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Nella mitologia

Nella mitologia era uno dei fiumi degli inferi: esso si estendeva in nove grandi meandri che formavano una palude, detta palude Stigia, che ostacolava la strada per arrivare al vestibolo dell’oltretomba.
Gli dei lo chiamavano a testimone nei loro giuramenti, ma la potenza del fiume era tale che essi stessi la temevano. Il giuramento sullo Stige era una formula inviolabile; se un dio era sospettato di mentire, Zeus prendeva una brocca di acqua di questo fiume e gliela faceva bere. Se Stige scopriva che aveva mentito, il dio passava un anno in coma e nove anni lontano dai simposi. Quando un dio lo invocava, metteva in gioco la relazione che lo unisce ai princìpi creatori.
Le sue acque avevano anche il potere di dare l’immortalità: secondo il mito, infatti, è qui che Teti immerse il figlio neonato Achille per renderlo pari agli dei, tenendolo però per il tallone che non fu quindi toccato dall’acqua, rendendolo vulnerabile.
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Nella Divina Commedia

Come molti altri luoghi della mitologia classica, anche lo Stige è stato ripreso da Dante Alighieri nella Divina Commedia: qui il fiume diventa il quinto cerchio dell’Inferno, nel quale sono immersi gli iracondi e sommersi gli accidiosi.

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Fonte: Wikipedia

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