LA LEGGENDA DI CARNEVALE

Carnevale era un Re, potente e generoso.

Le porte del suo palazzo erano sempre aperte e gaietto

chiunque poteva entrare nelle cucine della reggia

e saziarsi a volontà.

Ma i sudditi  approfittarono del suo buon

cuore e a poco a poco si presero tanta confidenza,

da costringere il povero re a non uscire più dal suo

palazzo per non essere fatto oggetto di insulti.

Quindi si ritirò in cucina e lì rimase nascosto,

mangiando e bevendo in continuazione.

Ma un  giorno,era sabato, dopo essersi saziato ed abbuffato

,cominciò a sentirsi male.

Grasso come un pallone,il volto paonazzo ed il ventre lacrimoso_copia

gonfio, capì che stava per morire per la sua ingordigia.

Tutto sommato era felice per la vita allegra che aveva

condotto, ma non voleva andarsene così, solo,

abbandonato da tutti.

Si ricordò allora di avere una sorella, una donnina

fragile, snella , di nome Quaresima,

che lui, un giorno, aveva cacciato di corte.

La mandò a chiamare e lei, generosa, accorse;

gli promise di assisterlo e farlo vivere altri tre giorni,

domenica, lunedì e martedì, ma in cambio pretese di stuporello

essere l’erede del regno.

Re Carnevale accettò e passò gli ultimi tre giorni della

sua vita divertendosi il più possibile.

Morì la sera del martedì e sul trono, come

precedentemente avevano stabilito, salì Quaresima.

Per risollevare l’economia del regno, lavorò duro e

grosse penitenze furono le caratteristiche del suo

governo.

In molti paesi  oggi la Quaresima  è rappresentata

da una “pupattola” appesa ai balconi delle abitazioni.

E’ una bambola di pezza, raffigurante una vecchia magra e

brutta, con un fazzoletto in testa.

L’abito è spesso realizzato con la stoffa nera . am_2

Alle gambe della bambola è appesa un’arancia, in cui

sono infilate 7 penne di gallina, da sfilarsi una ogni

domenica che precede la Pasqua.

(da: POESIA E NARRATIVA)