Racconti


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LA LEGGENDA:

Una leggenda narra che in tempi remoti alcuni Dei dell’Olympo per paura di essere estinti scesero sulla terra in mezzo agli uomini e fecondarono molte donne le quali diedero poi alla luce bambini tutti con gli occhi neri, infatti, secondo questa leggenda, coloro che hanno gli occhi neri discenderebbero dagli Dei.

Questa suggestiva foto fa parte della mostra Steve McCurry Icons ora ad Ancona.

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E le renne? Ne vogliamo parlare? 🙂

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La Leggenda delle Renne di Babbo Natale

Le renne che trascinano la slitta di Babbo Natale sono 9 ed i loro nomi sono: Rudolph, Prancer, Vixen, Donner, Dixen, Dasher, Cupid, Dazzle e Comet.

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Rudolph è la renna col naso rosso che vive al Polo Nord. Una renna speciale in grado di condurre il gruppo che traina la slitta durante la Vigilia di Natale.

Ecco la sua storia:  la renna Rudolph si distingue dalle altre per via del suo naso, che non è nero e nemmeno umido, ma è un naso rosso che si accende. A dir la verità, più che un naso è un nasone luminoso.La povera Rudolph ha sofferto molto, in quanto è sempre stata presa in giro dalle sue compagne e fino all’anno scorso tendeva ad isolarsi per evitare umiliazioni, nonostante la mamma ed il papà la consolassero. Verso la sera del giorno precedente la Vigilia di Natale, Babbo Natale era molto teso. C’era una nebbia talmente fitta che non si riusciva a vedere ad un palmo dal naso. “Eh adesso che faccio?” continuava a ripetersi Babbo Natale. “Come faccio a portare i regali con questa nebbia.rudolph

I bambini domani non troveranno niente sotto l’albero, che colpa ne hanno loro?”. Piangeva e guardava le sue renne scuotendo la testa, al ché anche Rudolph iniziò a diventar triste ed il suo naso si accese ancor di più. Babbo Natale iniziò a fare i salti di gioia e le renne si chiedevano “questo è matto”. “Eh no, care renne, io non sono matto. Rudolph ci farà luce e ci guiderà con il suo naso rosso”. Rudolph lì per lì era imbarazzata, ma poi le sue compagne, che fino a poco tempo prima la prendevano in giro, si resero conto di essere state stupide ed iniziarono a fare applausi e a festeggiare Rudolph incoraggiandola nel suo nuovo ruolo.

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DIXEN e VIXEN sono le prime renne che Babbo Natale trovò tanti e tanti anni fa nascoste sotto la neve.
Da un mucchietto di neve candida vide spuntare tre code tutte d’oro e subito pensò che li sotto c’erano 3 cuccioli di renna col manto dorato. Rimase stupito quando vide che le renne erano due e non tre.

Erano due bellissime renne gemelle: avevano il manto d’oro ed una di esse, Vixen aveva due code. La loro mamma le aveva salvate dai cacciatori nascondendole sotto la neve. Ad ogni stagione, quando cambiano il manto, Babbo Natale raccoglie tutti i crini d’oro e poi le manda di regalo ai più bisognosi.Dixen è una raffreddata cronica. Le gocce che scendono dal suo naso, posandosi a terra, si trasformano in bellissimi fiori.

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COMET è la più veloce di tutte le renne di Babbo Natale.
I bambini vedendo una strana luce sfrecciare in cielo pensano sia una cometa, invece e lei, la renna più veloce dell’Universo. Chi esprime un desiderio Comet lo coglie al volo e poi lo riferisce a Babbo Natale, che provvederà ad esaudirli se i bambini si sono comportati bene.

Non ha bisogno di dormire; passa tutto il tempo a correre in cielo da un continente all’altro.

Quando combina qualche marachella si nasconde dietro la Luna per non farsi vedere da Babbo Natale, ma lui la perdona sempre.

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DAZZLE è la ballerina del branco.
Conosce tutti i ritmi del mondo. I suoi zoccoli piano piano si sono trasformati in bellissime scarpe da ballo rosa con un leggero tacco. Quando qualche bambino diventa triste perché non riesce ad imparare un passo di danza, eccola che corre veloce da lui e gli sussurra all’orecchio i movimenti giusti.

DAZZLE spesso si fa accompagnare da Donner che è la cantante del branco.

Dove c’è allegria e musica state sicuri che c’è lo zampino, anzi gli zoccoli di loro due.

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DONNER è la cantante del branco.
Appena nata strillava cosi’ forte che i suoi genitori vivevano con dei guanciali legati sopra le orecchie per non sentirla. Piano, piano crescendo la sua voce si è affinata , ed ora riesce a controllarla.

Conosce tutte le canzoni del mondo e sa cantare con voce maschile e femminile a seconda delle necessità.

Sa anche imitare tutte le voci dei genitori del mondo per cui spesso rimprovera i bambini che hanno fatto qualche marachella facendogli credere di essere stati scoperti. In realtà è lei che li controlla.

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CUPID è la più coccolona di tutte le renne di Babbo Natale.
E’ nata con una macchia rossa sul petto a forma di cuore e quando il vento del Nord le muove il folto pelo, allora sembra che pulsi forte forte e che dica: ti voglio tanto bene.
E’ la più docile di tutte e quando traina la slitta vuole stare sempre in fondo per essere il più possibile accanto a Babbo Natale.

Con il suo fiuto formidabile riesce a rintracciare in mezzo ad una montagna di letterine la letterina del bambino più buono, allora la consegna subito a Babbo Natale .

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PRANCER è la più timida di tutte le renne.
E’ stata l’ultima ad essere trovata da Babbo Natale.
Era talmente timida che per non essere vista da nessuno si nascondeva dentro un albero cavo e stava lì tutto il giorno. Usciva solo di notte per non essere vista.

Un giorno Babbo Natale assieme a tutte le altre renne stava raccogliendo un po’ di rami secchi per accendere il fuoco nel caminetto, quando vide sbucare da un tronco cavo due bellissime corna di renna. Chiamò subito Cupid la più dolce di tutte è le chiese di parlare con quella renna nascosta. Dopo poco Prancer uscì dal suo nascondiglio e tutta rossa in volto si unì alle altre.

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DASHER è la più coraggiosa del branco.
Quando nacque la sua mamma si spaventò vedendole quei grossi dentoni a castoro perché poteva essere difficile allattarla. Allora pensò di nutrirla con un bel cesto di carote. Dasher si mise lì e se le sgranocchiò tutte ad una ad una. Da quel giorno i suoi denti diventarono sempre più grandi.

Quando traina la slitta in volo spesso sta subito dietro Rudolph e se qualche uccellaccio cerca di rubare un sacco pieno di doni lei lo morsica facendolo scappare.

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Da: miocarobabbonatale.it

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Ed ora…

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A gentile richiesta, 🙂 parliamo ancora di loro…4funnies_com_christmas_emoticons_291

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Favola di Natale: Babbo Natale e i folletti del bosco

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C’era una volta in un bosco lontano, dove ogni inverno la neve copriva con il suo manto bianco ogni cosa presente, un villaggio di simpatici folletti. Una sola cosa spiccava, in mezzo agli alberi: il grande albero di Natale che i folletti preparavano pieno di luci colorate, caramelle e tante palline.

elfopallarid Ogni mattina, prima di mettersi al lavoro, i folletti si preparavano e gustavano una dolce colazione: nel latte mescolavano bene bene il cioccolato e lo zucchero e una pioggia di dolci biscotti inzuppavano dentro.

Sotto il loro grande albero i folletti giocavano, felici, saltando da un tronco all’altro, potevano correre però solo quando risuonava nel bosco la musica magica! Loro erano i folletti della musica!graphics-elves-266631

Un giorno qualcuno di molto importate li chiamò a rapporto! Solo loro potevano aiutarlo: era Babbo Natale!

Il segnale era forte e chiaro non appena lo sentirono corsero da lui.

Eh si! Babbo Natale aveva bisogno di una mano voleva qualche nuova idea, cosa poteva regalare ai bambini questo natale? Qualcosa di speciale… cosa poteva mettere sotto il camino. I folletti non ebbero dubbi: dei bellissimi strumenti musicali!

dulcimer-63144E così si misero all’opera! Ognuno si mise al suo tavolo da lavoro e così cominciarono a costruire. Martellarono, segarono, impilarono… finchè tutto non fu pronto! Quanta forza e fatica ci voleva!

Erano pronti, i bambini avrebbero ricevuto dei bellissimi strumenti ora toccava provarli! Splendide melodie uscirono da laboratorio e la magia della musica coinvolse tutti presenti, ora tutto era pronto si poteva partire.

Quando tutto sembrava risolto un nuovo problema si manifestò all’orizzonte: una delle renne di Babbo Natale aveva deciso di non muoversi più.sax-coins-55312

Occorreva una magia, così di notte i folletti si alzarono zitti zitti e iniziarono spargere polvere di stelle, e con la musica dei loro sax jingleriddi bamboo tentarono di convincere la renna a ripartire: comparve così uno sciame di libellule che volò intorno alla renna che vide legarsi al collo un bellissimo campanello che avrebbe suonato tutte le volte che si sarebbe mossa!  Ora si che la renna era convinta a ripartire!

Quando finalmente la slitta riprese a volare i folletti contenti salutarono Babbo Natale augurandogli Buon viaggio a loro modo!graphics-elves-129062

Da: www.cartaecolori.it

elf-greenPerché mi sarei vestita da elfo? Per farmi un selfie? 😀 Ma nooo…è solo per raccontarvi…

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Storia e leggenda dei Folletti di Babbo Natale

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I Folletti di Natale sono piccole creature che vivono al Polo Nord con Babbo Natale. Sono i suoi aiutanti più fidati!
Queste creature che possono vestire di verde o di rosso, in base al loro gusto personale, hanno lunghe orecchie appuntite. Essi si occupano di costruire i giocattoli nel laboratorio di Babbo Natale e si prendono cura delle renne.2016-12-07-00-36-58

I Folletti o Elfi, in generale, hanno origini dalle storie pagane del nord Europa, discendenti degli “gnomi di casa” scandinavi (gnomi buoni e servizievoli con le persone buone che difendevano le case dagli spiriti malvagi) e sono state introdotte nel mondo di Babbo Natale nel XIX secolo, negli Stati Uniti; in alcune leggende, addirittura, lo stesso Babbo Natale è ritenuto un elfo! Comunque, i Folletti di Babbo Natale sono diventati parte della tradizione natalizia americana che è stata poi esportata, insieme a Babbo Natale, in molte parti del mondo.elforid La tradizione americana degli Elfi di Natale deriva dalle leggende del nord Europa, infatti le loro descrizioni derivano dagli elfi presenti nel folklore inglese. Gli assistenti di Santa Claus possono essere raffigurati in modi diversi, con una grande varietà di stili e di colori soprattutto nel nord e nell’ovest dell’ Europa..
I moderni folletti di Babbo Natale apparvero per la prima volta nel 1856, quando Louisa May Alcott completò, ma non pubblicò, un libro intitolato “Folletti di Natale”. SI possono vedere anche in alcune incisioni del 1873 del Godey’s Lady’s Book, dove vengono ritratti mentre circondano un Babbo Natale indaffarato. Altre apparizioni, sono del 1876, in un lavoro di Edward Eggleston: “The house of Santa Clause, una fiaba di Natale per le scuole domenicali”image
L’immagine classica degli elfi nell’immaginario collettivo, però la lasciò il Godey’s Lady’s Book con la sua immagine di copertina del 1873.
I folletti più famosi e con le funzioni più importanti sono:
Alabaster Snowball: che ricopre l’incarico più delicato, è l’Amministratore della lista di Babbo Natale (quella dei bimbi buoni)
Bushy Evergreen: inventore della macchina per rendere magici i regali
Minstix Pepper: guardiano del luogo segreto dalla dimora di Babbo Natale2016-12-07-00-38-44
Shinny Upatree: il più vecchio amico di Babbo Natale e co-fondatore del villaggio segretot
di Babbo Natale
Sugarplum Maria: conosciuta anche come Mary Christmas, è l’assistente della moglie di Babbo Natale e la aiuta a preparare le sue delizie in cucina.
Wunorse Openslae: designer della slitta di Babbo Natale e la responsabile della sua manutenzione. Si prende cura anche delle renne, che pare riescano a raggiungere la velocità della luce!

Da: meravigliosonatale.blogspot.it

vischio

Abbiamo iniziato col parlare del Vischio perché tante leggende (cristiane o meno) e tradizioni natalizie sono legate a questo arbusto..

Il suo nome latino è Viscum album, ed è una pianta cespugliosa che cresce soprattutto in inverno alle pendici di pioppi, querce e tigli.
Al vischio sono riconducibili leggende e tradizioni molto antiche: i celti, ad esempio, lo chiamavano oloaiacet e lo consideravano, insieme alla quercia, una pianta sacra e dono degli dei; secondo una leggenda nordica, invece, teneva lontane disgrazie e malattie…
Ma la tradizione più importante legata a questa pianta è quella natalizia.visch
L’usanza di appendere all’uscio di casa un rametto di vischio, si perde nelle lontane terre del nord Europa, popolate dai celti e dai mitici sacerdoti druidi.
Questi, vi associavano prima di tutto una forza magica, in grado di far deporre le armi ai nemici che si fossero incontrati in sua prossimità e, proprio per tale ragione, il vischio è oggi augurio di serenità e pace, ed appenderlo alla porta di casa regalerà armonia a tutti i suoi abitanti. Inoltre, le antiche popolazioni nordeuropee vi attribuivano importanti doti curative e, tutt’oggi, i contadini che lo trovano tra i rami dei propri meli, dei peri, dei susini, dei mandorli, dei pioppi, degli aceri e ovviamente degli abeti, lo considerano un dono da proteggere contro mani avide ed inopportune.
Leggende appartenenti alle popolazioni più disparate attribuiscono al vischio speciali virtù fecondative. In particolare, questo valore sacro è rimasto nel folklore delle popolazioni del nord dell’Europa ed è legato al periodo del solstizio d’estate (San Giovanni), e d’inverno (Natale).

bacio

Un bacio sotto il Vischio
La leggenda del vischio trae le sue origini proprio da queste terre e dalla dea anglosassone Freya (o Frigga), sposa del dio Odino e protettrice dell’amore e degli innamorati. La leggenda narra che Freya aveva due figli, Balder e Loki, il primo buono e dolce, il secondo ovviamente cattivo, invidioso e soprattutto dispettoso nei confronti del fratello.
Venuta a conoscenza di ciò Freya cercò di proteggere Balder e chiese a Fuoco, Acqua, Terra, Aria e a tutti gli animali e le piante di giurare la loro protezione per l’incolumità del figlio e ottenne la loro protezione. Ma l’astuto Loki però scoprì che la madre non si era rivolta ad una pianta, che non viveva né sopra né sotto terra: il vischio. Intrecciando i rami di questa pianta fece così un dardo appuntito, lo diede al dio cieco dell’inverno, che lo tirò dal suo arco e colpì Balder, il quale morì sul colpo.
Freya, rassegnata e disperata, pianse tutto il suo dolore sul corpo del figlio e le sue lacrime a contatto con il dardo di vischio, diventarono le bacche perlate della pianta e Balder magicamente riprese vita. Così Freya, colma di felicità, ringraziò chiunque passasse sotto l’albero su cui cresceva il vischio con un bacio. Per questo motivo la tradizione vuole che chi sta sotto il vischio si baci!

Da: meravigliosonatale.blogspot.it

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Ci avviciniamo al Natale e gia’ si sente nell’aria qualcosa di nuovo…meglio forse dire “qualcosa di vecchio” che ogni anno si rinnova e ci trascina in quella magica atmosfera dove tutto sembra possibile…e le leggende ci aiutano a sognare.

Iniziamo con questa: 😊

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LA LEGGENDA DEL VISCHIO

C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante.
L’uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva amici.
Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.
Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo.
Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò:
– Fratello, – gli gridarono – non vieni? Fratello, a lui fratello?
Lui non aveva fratelli.
Era un mercante e per lui non c’erano che clienti a cui vendeva e fornitori da cui comprava.
Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero.
Ma dove andavano?
Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli.
Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli!
Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello.
Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro.
E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare.
No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita.
Eppure tutti gli camminavano a fianco.
Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e
nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa.
E lui non aveva niente, lui che era ricco.
Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s’inginocchio insieme agli altri.
– Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E cominciò a piangere. Appoggiato a un albero, davanti alla grotta,
il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò.
Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendettero come perle,
in mezzo a due foglioline.
Era nato il vischio.

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La LEGGENDA del SALICE

Gesù saliva verso il Calvario, portando sulle spalle piagate la croce pesante. Sangue e sudore scendevano a rigare il volto santo coronato di spine. Vicino a Lui camminava la Madre, insieme ad altre pie donne. Gli uccellini, al passaggio della triste processione, si rifugiavano, impauriti, tra i rami degli alberi.

Ad un tratto Gesù stramazzò al suolo. Due soldatacci, armati di frusta, si precipitarono su di Lui, allontanando la Madre, che tentava di rialzarlo “Su, muoviti! E tu, donna, stàttene da parte.” Gesù tentò di rialzarsi, ma la croce troppo pesante glielo impedì. Era caduto ai piedi di un salice …

Cercò inutilmente di aggrapparsi al tronco. Allora l’albero pietoso chinò fino a terra i suoi rami lunghi e sottili perché potesse, afferrandosi ad essi, rialzarsi con minor fatica. Quando Gesù riprese il faticoso cammino, l’albero rimase coi rami pendenti verso terra: perciò fu chiamato Salice Piangente.

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