Racconti


pierrot

Già tempo, fa parlando delle maschere del Carnevale Italiano, mi sono soffermata sulla maschera di Pierrot.

Al primo impatto, il nome può trarre in inganno e lasciar pensare che non sia una maschera italiana. In realtà essa nasce alla fine del 500 dalla Commedia dell’Arte Italiana ad opera di Giovanni Pallesini, un attore della Compagnia dei Golosi, con il nome di “Pedrolino”. All’inizio il personaggio impersonifica un servo scaltro ed abile nel raggirare i suoi padroni grazie alle sue doti di astuzia e furbizia e al suo linguaggio forbito. Poi nel 700, una volta approdato con la Compagnia dei Golosi in Francia, subisce dei cambiamenti. Innanzitutto il nome passa da Pedrolino a Pierrot (deriva dal nome francese Pierre, Pietro in italiano). E, dovendosi adattare al gusto delle corti francesi, il personaggio abolisce i caratteri originari di astuzia e furbizia per trasformarsi in un romantico dall’aspetto malinconico.

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Pierrot, detto anche Gilles. quadro di : Jean Antoine Watteau

La malinconia è dovuta ai suoi amori impossibili: Pierrot è innamorato di Colombina,che però non corrisponde il sentimento in quanto a sua volta è innamorata di Arlecchino ed è innamorato della luna. Dunque i suoi sono amori struggenti, romantici ed impossibili che definiscono la sua immagine di “pagliaccio triste”. Negli anni seguenti nell’Ottocento il personaggio fu interpretato dal mimo francese Jean Bernard Debureau il quale ne definì le attuali caratteristiche della sua iconografia. Esso infatti è rappresentato con un viso dipinto di bianco e la bocca piccola rossa, una casacca bianca di raso o di seta con bottoni neri e un pantalone dello stesso colore e dello stesso tessuto, poi un cappellino nero morbido e calzature rigorosamente bianche. debureau-jean-baptiste-gaspard1Da non dimenticare la lacrima nera che scivola sul viso che sta a rappresentare e a sottolineare la malinconia di un amore impossibile.

Fonte: ilbuongiorno.it

 

 

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LITFIBA-Pierrot e la luna

Testo della canzone

Luci infrangono lo spazio della vista
Questa notte la notte ha fermato il tempo
La luce e` un vortice
Questa notte non deve finire mai
Perche` sei bellissima
Luna avvolgimi lo spazio della vista
Accarezzo i tuoi occhi e mi resta in mano un po’ di te
La luce e` un vortice
Come frammenti di voci lontane
Bianca lebbra di luce
Che m’ attacca nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Bianca squama di cielo
Che mi insegue nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Sono ancora qui non mi spezzo mai
Potrei vivere nel sogno di volare
Lanciandomi a cavallo delle scie
Alzandomi come sabbia
Come un frammento che cade lontano
Bianca lebbra di luce
Che m’ attacca nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Bianca squama di cielo
Che mi insegue nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Au clair de lune
Mon ami Pierrot
Prête-moi ta lume
Pour écrire un mot

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Ecco una simpatica sintesi del “Canto di Natale” di Charles Dickens fatta per i ragazzi. Ma anche a noi adulti ricorda il vero spirito del Natale e ci riporta in quella magica atmosfera del libro in tre minuti. 🙂

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da: Passenger6A

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da: fanpage.it

IL CARNEVALE ROMANO

Le origini del carnevale romano risalgono ai Saturnali, festività religiose dell’antica Roma caratterizzate da divertimenti pubblici, riti orgiastici, sacrifici, balli e dalla presenza di maschere.

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A partire dal X secolo si svolsero festeggiamenti carnascialeschi prima a Piazza Navona, poi sul monte Testaccio, con l’intento di richiamare l’antica festività romana.

Dalla metà del XV secolo i giochi, per volontà di papa Paolo II, si svolsero in via Lata (attuale via del Corso).

La sera del Martedì Grasso, c’era la fase conclusiva del Carnevale e ciò avveniva con la suggestiva Corsa dei Moccoletti.  —— Dopo la ”Corsa dei berberi”, la folla si riversava lungo via del Corso con i moccoletti (candeline) accesi. E in un brillio suggestivo di luci cominciava la guerra; ognuno tentava di spegnere la fiammella del vicino, attento a mantenere accesa la propria. Una battaglia fatta di corse, risate, soffi e un grido che si ripeteva di bocca in bocca: ”Mor’ammazzato chi non porta er moccolo”. Le fiammelle che pian piano si spegnevano davano l’addio al Carnevale. Una festa popolare citata da Goethe e cantata dal Belli. —— (da: adnkronos.com).

—-Addio ammascherate e carrettelle,
pranzi, cene, marenne e colazione,
fiori, sbruffi, confetti e carammelle.

     Er carnovale è mmorto e sseppellito:
li moccoli hanno chiusa la funzione:
nun ze ne parla ppiú: ttutt’è ffinito.

(da: “er primo giorno de quaresima” Giuseppe Gioacchino Belli, 17 febbraio 1847)

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Ma l’evento principale era la corsa dei cavalli berberi: tanti nobili, reali, artisti e viaggiatori accorrevano a Roma per la corsa e ne lasciarono traccia nei loro scritti fino all’Unità d’Italia. Pochi anni dopo, nel 1874, Vittorio Emanuele II decise di abolire per sempre questo evento a causa della morte di un giovane, che assisteva alla corsa e fu travolto e ucciso. Questo fatto segnò così l’inizio del declino del Carnevale romano.

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Théeodore Gericault, La corsa dei cavalli ribelli, la ripresa, 1817

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Er carnovale de mò

Vàrdeme carnovale!… Si’ ammazzato!
Manc’a Frascati, manc’a Palestrina:
So’ stato su p’er Corso, e ch’ho incontrato?
‘Na zinghera, ‘na coca e ‘na fantina.

Pe’ le finestre manc’un apparato,
Nemmanco un parco avanti a ‘na vetrina;
Vai pe’ tirà’ un mazzetto, esce un sordato,
Te dà ‘na piattonata ‘n de la schina..

Leva er tarappattà, leva la gente,
Leva le córze… la bardoria è morta,
Er carnovale s’ariduce a gnente.

Dicheno bene assai li mi’ padroni:
De tutt’er carnovale de ‘na vorta
Che ciarimane mò? ‘N par de… vejoni.* ( nota*: assonanza con cojoni)

Trilussa, 1890

(per tutto il XX secolo non rimase che un lontano ricordo di tutte queste tradizioni ma in tempi molto recenti sono stati fatti dei tentativi per ridare vita ad alcune delle tradizioni del Carnevale Romano)

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Nel frattempo io e Sol, come sempre, vi auguriamo…. 0009++

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LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA

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images (5)In una bella serata estiva, tanto tempo fa, in cielo splendeva una sottile falce di luna, che si affacciava fra le nuvole.
Un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava senza sosta. I suoi ululati erano lunghi, ripetuti e disperati. La luna, la regina d’argento della notte, ne fu infastidita e gli chiese perché si lamentasse tanto.hqdefault Il lupo rispose che aveva perso uno dei suoi cuccioli e che ormai disperava di trovarlo. La regina della notte, dispiaciuta e desiderosa di aiutarlo, pensò di illuminare tutta la montagna per far sì che il lupacchiotto trovasse la via del ritorno. Così si gonfiò tanto da diventare un disco grande e luminoso. A quel punto il lupo ritrovò il suo cucciolo, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Lo afferrò in tempo, 51MCgvQ58xLlo strinse forte, lo rincuorò e ringraziò infinitamente la luna. Poi se ne andò col figlioletto, allontanandosi tra la vegetazione. Le fate dei boschi, commosse, decisero di fare un bellissimo regalo: una volta al mese la luna sarebbe diventata un globo di luce grande e luminoso, visibile a tutti, in modo che tutti i cuccioli del mondo potessero ammirarla in tutto il suo splendore. Da allora, una volta al mese i lupi ululano festosi alla luna piena. Non si può imbrigliare il vento!

(Nativi Americani)

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Già tempo fa avevo parlato di questa leggenda che mi affascina molto, ma a volte la realtà supera la leggenda…

E si, quando la luna da spettacolo è proprio da ululato…ops, volevo dire da ‘urlo’! 🙂

E proprio ieri, 31 gennaio, c’è stato uno spettacolo lunare rarissimo ( non avveniva dal 1866)  che la NASA ha chiamato “a super blue blood moon”.  Una luna piena che supera se stessa…

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da:https://www.theguardian.com

 

 

 

 

 

Sarà pure un pò retorico ma davvero non si può fare a meno di dire : ” E’ già Natale? Ma se sembra ieri che abbiamo tolto tutte le lucine dell’albero!!! ” 90

Già, il tempo inesorabile non si ferma ma quando si tratta del Natale, io non posso fare a meno di gettarmi con entusiasmo in quella magica atmosfera che accomuna un pò tutti noi che non ci vergogniamo affatto di tornare un pò bambini. Anzi…non vogliamo altro! 😀   61

Ecco quindi che con una favola natalizia moderna, iniziamo a prepararci anche noi… 🙂 1è

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I Preparativi di Babbo Natale

Lontano, lontano, al Polo Nord vive Babbo Natale. La sua grande casa, tutta di legno, sorge nel mezzo di una verde e fitta foresta di abeti, fra profumi di resina, fiocchi di neve e bagliori di camini accesi. 1+ Abeti-83507
Qualche mese prima di Natale, il Buon Vecchio dalla lunga barba bianca inizia a preparare i doni per tutti i bambini della Terra, e questo è il momento in cui la sua casa diventa animatissima. xmas_69
Accorrono gli gnomi che lasciano la foresta per aiutarlo. C´è lo gnomo postino che apre le letterine che i bimbi mandano da tutto il mondo, c´è lo gnomo pasticcere che conosce a memoria migliaia di ricette e si occupa di preparare tanti dolci, biscotti, cioccolatini, c´è quello che lavora il legno e prepara milioni di giocattoli, mentre lo gnomo candeliere fabbrica candele coloratissime da regalare ai genitori dei bimbi. Insomma, la casa di Babbo Natale in quei giorni è animata da un´attività davvero frenetica! Carta colorata, nastri rossi, verdi, blu, tutt
o viene incartato dagli gnomi con molta cura. christmas_elf_presents_balance_hg_clr  

Ma il nostro grande Amico non si accontenta dei regali fatti in casa, ne acquista anche fuori. Spesso vola nel cielo stellato con la sua slitta ed il suo computer portatile e va a visitare i famosi mercatini di Natale. Qui fra bancarelle, suoni, luci, colori, profumo di caldarroste, fa tanti acquisti…. Dal suo portatile controlla le varie letterine e cerca di esaudire i desideri e le richieste dei bambini. Compra i giocattoli più moderni ed un´infinità di altre bellissime cose che i suoi gnomi non saprebbero costruire…

elf_girl_present_bag_lcQuando il suo computerino gli conferma che ha accontentato proprio tutti, allora paga con la sua carta di credito POLVERE DI STELLE, carica il grosso sacco sulla slitta e si avvia verso la sua bellissima casa in mezzo alla foresta dove ultimerà i preparativi e aspetterà il giorno della partenza, quando, elegantissimo nel suo nuovo abito rosso fiammante, volerà per i cieli con la sua velocissima slitta e porterà i regali a tutti i bimbi del mondo. 

Da: lafatablu.altervista.org

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Halloween: Samhain

La tradizione di Halloween risale allo Samhain (sow-en), ovvero la celebrazione dell’anno nuovo presso l’antico popolo celtico.

Samhain, che tradotto significa “la fine dell’estate,” cadeva nel periodo alla fine di Ottobre, quando il cima diventava più freddo. L’arrivo di Samhain stabiliva quindi il cambiamento di stagione.

I Celti, che formarano una vera e propria società intorno all’anno 800 D.C. erano un popolo dedito all’allevamento. Quando cominciava a far freddo, i pastori portavano il loro bestiame a valle. Questo spostamento era di grande rilevanza sociale. Nei mesi invernali infatti, si stava a casa, facendo lavori manuali e passando molto più tempo insieme ai propri famigliari.

Samhain portava anche l’ultimo raccolto dell’anno, evento festeggiate contemporaneamente in molte diverse culture.

Secondo la tradizione Celtica i momenti di transizione tra due stati (come il cambio di stagione appunto) avevano particolari poteri magici. Samhain era il più grande ed importante momento di transizione dell’anno: portava cambiamento climatico e spostamento della popolazione.

I Celti credevano quindi che questo potente momento magico potesse aprire una sorta di connessione con il mondo dei morti, coloro cioè che avevano fatto esperienza dell’ultima transizione, quella tra la vita e la morte.

Si credeva infatti che durante il Samhain mondo dei vivi fosse in stretto contatto con quello dei morti, e che gli spiriti dei morti viaggiassero nuovamente sulla terra.

Molte delle attività svolte durante Samhain riguardavano proprio questa credenza ed oggi si sono sviluppate in vere e proprie tradizioni di Halloween.

Il popolo dei Celti non scriveva le loro tradizioni, ma le tramandava oralmente, così che di generazione in generazione le leggende e le credenze si arricchivano di nuovi particolari. ( da: latelanera.com)

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