Racconti


Il tulipano indossava un abito color carminio; non voleva tradire la fiducia dei pettirossi che saltellavano furtivi.
(Emily Dickinson)

www.instagram.com/p/BxF-NsPhsBZ/

Storia del tulipano ed altre curiosità

Il nome “tulipano” deriva dal turco “tullband” copricapo, turbante, probabilmente per via della caratteristica forma di questo fiore. Secondo un’antica leggenda persiana, la più antica tra tutte quelle che vedono il tulipano come protagonista, questo nacque dalle gocce di sangue di un giovane ragazzo suicidatosi in seguito ad una terribile delusione amorosa.

Anche nella celebre raccolta di fiabe “Le mille e una notte” il tulipano viene associato all’amore: secondo i racconti infatti il sultano lasciava cadere un tulipano rosso ai piedi di una delle donne dell’harem per indicare loro quale fosse la prescelta.

B4FB293B-CC2D-435F-9106-92BEA2C5912F

Fu nel XVI secolo che questo splendido fiore ottenne una grande popolarità in Turchia, durante il regno del sultano ottomano Solimano il Magnifico, dalla cui corte vennero portati prima a Vienna, dove però non riscossero un grande successo e non furono coltivati a lungo, poi in Olanda e in Inghilterra, dove l’enorme richiesta negli anni a venire portò il prezzo dei bulbi alle stelle trasformando il tulipano in un vero e proprio status symbol, non solo per l’altissimo valore decorativo ma anche per quello gastronomico, tanto che, nella prima metà del 1600, il governo dovette imporre dei prezzi fissi per la vendita. 

Per quanto oggi sia comunemente “la rosa rossa” la regina indiscussa degli innamorati il fiore che più di tutti simboleggia l’amore è proprio il tulipano (è più corretto infatti dire che la rosa simboleggi un segreto da rivelare con segretezza, che si tratti di passione, gelosia o amore).

A prescindere dall’origine fiabesca che ritrae questo splendido fiore come una conseguenza di una delusione d’amore attualmente si ritiene che esso sia un’allusione alle relazioni perfette, non tanto a quelle sfortunate e deleterie, sebbene esista un’altra interpretazione secondo cui il tulipano rappresenti proprio i sentimenti più scostanti: questo andrebbe contro le credenze più antiche, o, forse, è semplicemente un altro modo di vedere l’amore: bello, passionale, onesto, ma caratterizzato da continui capricci e contrasti tra due anime unite.

Ma la particolarità del tulipano sta nelle sue tonalità: così come l’amore, che a seconda della persona può essere vissuto in mille modi diversi ed evocare altrettante sensazioni diverse così anche lui con le sue sfumature descrive le tante facce di un sentimento complesso e meraviglioso allo stesso tempo, quasi fosse un dono per chi, meno abile di altri o semplicemente spaventato nell’ammettere alla persona amata ciò che prova nel cuore, voglia donare qualcosa che simboleggi una sensazione per lui difficile da esprimere.

Esistono più di cento specie di tulipani, e altrettante possono essere le sfumature. Queste sono le più classiche:

-Tulipano rosso: il fiore perfetto per una dichiarazione d’amore in piena regola. regalare un tulipano rosso è come dire “ti amo e ti amerò per sempre”, una promessa e un impegno da non sottovalutare.

-Tulipano violetto: il tulipano della modestia. forse la dichiarazione di chi non ha la presunzione di promettere qualcosa di eccessivo? meno incisivo e passionale del tulipano rosso ma comunque nobile e dolce.

-Tulipano giallo: il giallo ricorda il sole: un dono perfetto per un amore solare, spensierato, e caldo, reso tale da una persona disinibita e con gioia di vivere.

-Tulipano screziato: caratterizzato da sfumature di brillanti colori che rispecchiano la lucentezza degli occhi di chi riceve questo dono, dolce e aggraziato.

4286CFB8-AEB6-4090-B0D3-363D14B5154C

Le mille sfumature del fiore e del suo significato fanno sì che, a seconda della cultura, il tulipano sia uno dei fiori più utilizzati per composizioni e regali dai più svariati significati: oltre al classico significato nell’impero Ottomano era simbolo di ricchezza e potere, ma anche di intimità e tenerezza (non è insolito che il tulipano fiorisca nelle vicinanze di qualche residuo di neve ed è tra i primi a sbocciare ogni anno); spesso vengono utilizzati anche per augurare alle persone amate un felice Natale, o un felice matrimonio, soprattutto se in primavera.

-Attualmente l’Olanda è ancora la maggior produttrice di tulipani.

-Diversamente dall’antico significato, quello che descrive l’amore come qualcosa di puro ma anche di eterno e, quindi, se vogliamo, costante, è curioso notare come il significato occidentale attribuito al tulipano sia quello dell’incostanza: secondo alcune interpretazioni questo può comunque essere accomunato all’amore stesso, perché, sotto certi punti di vista, l’amore, con i suoi alti e i suoi bassi, è incostante.

Il tulipano è uno dei pochi fiori consigliati anche per un regalo ad un uomo, grazie ai suoi colori e alla corolla, entrambi molto decisi, che lo rendono più adatto ad un pensiero del genere rispetto a molti altri fiori che, seppur meno romantici, hanno un aspetto più aggraziato e femminile.

Composizioni di tulipani

5581DD0D-B8E0-452F-A4BE-34FFA3CD70CC

Le composizioni di tulipani possono essere realizzate in maniere molto diverse fra loro a seconda del messaggio che si vuole comunicare e del motivo per il quale vengono realizzata. I tulipani infatti sono dei fiori che si abbinano perfettamente sia a composizioni glamour che a composizioni romantiche, ma possono anche adattarsi perfettamente a composizioni in stile country o shabby-chic. 

Tutto dipende dalla tonalità del tulipano che scegliamo e che decidiamo di rafforzare con gli elementi accessori della composizione. Tulipani rossi abbinati a tessuti dello stesso colore sono perfetti per composizioni che vogliono trasmettere un senso di passione, amore e sentimento. Tulipani bianchi abbinati a cestini color paglia o a contenitori in stile provenzale sono ideali per matrimoni o per arredare gli spazi interni ed esterni della casa. I tulipani di colore giallo, arancio e viola infine si abbinano perfettamente a composizioni più vivaci, adatte a stemperare la serietà di uffici e aziende piuttosto che per le sale d’aspetto ambulatoriali.

Si capisce quindi come utilizzando colori differenti si riesca a comunicare un messaggio molto preciso capace di mandare specifici messaggi e di avere un significato molto particolare.

Da: giardinaggio.it

 

 

Annunci

Io amo le favole, lo avrete capito! 🙂

Sarà perché quando si era bambini, ai miei tempi, era quasi un’ abitudine passeggiare nel bosco con ” Cappuccetto Rosso”;87974 aspettare l’arrivo del Principe con “la Bella Addormentata”; mettersi al piede la scarpetta di “Cenerentola”; andare in miniera con” I Sette Nani”. 😀 sete_nani15

Certo, ora le favole sono cambiate come sono cambiati i tempi e certamente Cappuccetto Rosso oggi, incontrando “il lupo”, chiamerebbe subito “il cacciatore”cacciatore-personaggio-st_4bd03419d8a1e-p con il suo cellulare.. 😀  ma le favole hanno ancora il potere di farci sognare come da bambini…e sarebbe troppo triste vivere la nostra realtà, già a volte pesante, senza poter credere in qualcosa che abbia il sapore di una favola. 🙂 

La primavera, per me, è una stagione da…favola! Tutto si risveglia e si trasforma in gioia di vivere e sembra davvero di attraversare un ponte sospeso tra buio e luce.

original

Il ponte sospeso tra inverno e primavera

Fiaba di: lilybets

Nel bosco di Lilybets c’e’ un antico ponte avvolto dall’edera e coperto da candide nuvole.Lo aveva creato, tanto tanto tempo fa, una strega di nome Betulla D’Argento. La strega, dal viso spigoloso e rude color argento, si divertiva a beffare gli abitanti del bosco ideando continuamente trappole e strategie. Un giorno, mentre osservava divertita una battuta di caccia, rimase incantata dal Principe del bosco che primeggiava veloce sul suo cavallo bianco. Cosi’, assunto l’aspetto di un’incantevole fata, decise di ammaliarlo donandogli tutto cio’ che poteva facilmente leggere nel profondo del suo cuore.

La strega, pero’, sapeva che, una volta all’altare, nessun inganno avrebbe potuto durare, cosi’quando il principe la chiese in sposa decise di rivelargli il suo inganno e si mostro’ in tutta la sua bruttezza nell’animo e nell’aspetto.

Il principe, che profondamente innamorato aveva aperto il suo cuore alla sua amata, ne rimase cosi’ deluso che scalo’ un’altissima montagna e si rifugio’ in una grotta buia. Quello divenne per lui un lunghissimo inverno: anno dopo anno il vento soffiava, la pioggia scrosciava violenta e la neve scendeva mesta e silenziosa coprendo tutta la vegetazione.

L’inverno del suo cuore, tradito nel suo sogno piu’ caro di una famiglia felice, si era trasferito tutto intorno.

La strega, pero’, intenerita dal cuore puro di quel principe, spendeva le sue giornate osservandolo senza riuscire a gioire della sua tristezza. Cosi’, un giorno fece apparire un lungo ponte che collegava quel luogo desolato ad un Regno incantato e, mentre il principe dormiva, gli fece apparire in sogno una magnifica fanciulla che accompagnava un gruppo di pecorelle ad un pascolo.

La pastorella, semplice nei costumi, ma gentile ed aggraziata con tutti, cantava con una voce cosi’ dolce ed armoniosa che il principe se ne innamoro’ perdutamente. E la mattina dopo, udendo la stessa melodia provenire dall’altro capo di quel lungo sentiero sospeso sul cielo, si fece coraggio e percorse, un passo dopo l’altro, il ponte avvolto dalle nuvole.

Quando, finalmente, i suoi piedi toccarono la terra ferma l’aria si fece tiepida e profumata, il sole brillante e la primavera lo accolse con tutta la sua bellezza.Dopo qualche istante, poi, guardando verso il prato vicino scorse la fanciulla avvicinarsi a lui con un meraviglioso sorriso. Cosi’ con il tempo la conoscenza divenne amicizia sincera e l’amicizia si trasformo’ in amore puro.

Il ponte sospeso tra inverno e primavera rappresenta il legame tra il buio e la luce che spesso caratterizza periodi diversi della nostra esistenza.

Talvolta siamo cosi’ affranti per qualcosa che tutto intorno a noi ci appare cupo e triste, ma basta concedere un po’ di fiducia ai nostri sogni per rivedere un raggio di sole e scorgere la bellezza della vita.

Fonte: ti racconto una fiaba

 

pierrot

Già tempo, fa parlando delle maschere del Carnevale Italiano, mi sono soffermata sulla maschera di Pierrot.

Al primo impatto, il nome può trarre in inganno e lasciar pensare che non sia una maschera italiana. In realtà essa nasce alla fine del 500 dalla Commedia dell’Arte Italiana ad opera di Giovanni Pallesini, un attore della Compagnia dei Golosi, con il nome di “Pedrolino”. All’inizio il personaggio impersonifica un servo scaltro ed abile nel raggirare i suoi padroni grazie alle sue doti di astuzia e furbizia e al suo linguaggio forbito. Poi nel 700, una volta approdato con la Compagnia dei Golosi in Francia, subisce dei cambiamenti. Innanzitutto il nome passa da Pedrolino a Pierrot (deriva dal nome francese Pierre, Pietro in italiano). E, dovendosi adattare al gusto delle corti francesi, il personaggio abolisce i caratteri originari di astuzia e furbizia per trasformarsi in un romantico dall’aspetto malinconico.

Jean-Antoine_Watteau_-_Pierrot,_dit_autrefois_Gilles (1)

Pierrot, detto anche Gilles. quadro di : Jean Antoine Watteau

La malinconia è dovuta ai suoi amori impossibili: Pierrot è innamorato di Colombina,che però non corrisponde il sentimento in quanto a sua volta è innamorata di Arlecchino ed è innamorato della luna. Dunque i suoi sono amori struggenti, romantici ed impossibili che definiscono la sua immagine di “pagliaccio triste”. Negli anni seguenti nell’Ottocento il personaggio fu interpretato dal mimo francese Jean Bernard Debureau il quale ne definì le attuali caratteristiche della sua iconografia. Esso infatti è rappresentato con un viso dipinto di bianco e la bocca piccola rossa, una casacca bianca di raso o di seta con bottoni neri e un pantalone dello stesso colore e dello stesso tessuto, poi un cappellino nero morbido e calzature rigorosamente bianche. debureau-jean-baptiste-gaspard1Da non dimenticare la lacrima nera che scivola sul viso che sta a rappresentare e a sottolineare la malinconia di un amore impossibile.

Fonte: ilbuongiorno.it

 

 

—————————————————————————————————————————————–

LITFIBA-Pierrot e la luna

Testo della canzone

Luci infrangono lo spazio della vista
Questa notte la notte ha fermato il tempo
La luce e` un vortice
Questa notte non deve finire mai
Perche` sei bellissima
Luna avvolgimi lo spazio della vista
Accarezzo i tuoi occhi e mi resta in mano un po’ di te
La luce e` un vortice
Come frammenti di voci lontane
Bianca lebbra di luce
Che m’ attacca nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Bianca squama di cielo
Che mi insegue nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Sono ancora qui non mi spezzo mai
Potrei vivere nel sogno di volare
Lanciandomi a cavallo delle scie
Alzandomi come sabbia
Come un frammento che cade lontano
Bianca lebbra di luce
Che m’ attacca nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Bianca squama di cielo
Che mi insegue nel buio
La mia pelle si spacca e non si forma piu`
Au clair de lune
Mon ami Pierrot
Prête-moi ta lume
Pour écrire un mot

3e41ec2751558ba0e86e1feadb013556

 

 

 

Ecco una simpatica sintesi del “Canto di Natale” di Charles Dickens fatta per i ragazzi. Ma anche a noi adulti ricorda il vero spirito del Natale e ci riporta in quella magica atmosfera del libro in tre minuti. 🙂

tenor

Canto di Natalesmile-e-smiley-natale-immagine-animata-0111

JuanFer1

come Robinsonanimated-arrow-image-0271

da: Passenger6A

xlancio

Robinson è stato quianimated-arrow-image-0271

da: fanpage.it

IL CARNEVALE ROMANO

Le origini del carnevale romano risalgono ai Saturnali, festività religiose dell’antica Roma caratterizzate da divertimenti pubblici, riti orgiastici, sacrifici, balli e dalla presenza di maschere.

carnevale-antico-3-780x410

A partire dal X secolo si svolsero festeggiamenti carnascialeschi prima a Piazza Navona, poi sul monte Testaccio, con l’intento di richiamare l’antica festività romana.

Dalla metà del XV secolo i giochi, per volontà di papa Paolo II, si svolsero in via Lata (attuale via del Corso).

La sera del Martedì Grasso, c’era la fase conclusiva del Carnevale e ciò avveniva con la suggestiva Corsa dei Moccoletti.  —— Dopo la ”Corsa dei berberi”, la folla si riversava lungo via del Corso con i moccoletti (candeline) accesi. E in un brillio suggestivo di luci cominciava la guerra; ognuno tentava di spegnere la fiammella del vicino, attento a mantenere accesa la propria. Una battaglia fatta di corse, risate, soffi e un grido che si ripeteva di bocca in bocca: ”Mor’ammazzato chi non porta er moccolo”. Le fiammelle che pian piano si spegnevano davano l’addio al Carnevale. Una festa popolare citata da Goethe e cantata dal Belli. —— (da: adnkronos.com).

—-Addio ammascherate e carrettelle,
pranzi, cene, marenne e colazione,
fiori, sbruffi, confetti e carammelle.

     Er carnovale è mmorto e sseppellito:
li moccoli hanno chiusa la funzione:
nun ze ne parla ppiú: ttutt’è ffinito.

(da: “er primo giorno de quaresima” Giuseppe Gioacchino Belli, 17 febbraio 1847)

3891979641_32b43d845f_b

Ma l’evento principale era la corsa dei cavalli berberi: tanti nobili, reali, artisti e viaggiatori accorrevano a Roma per la corsa e ne lasciarono traccia nei loro scritti fino all’Unità d’Italia. Pochi anni dopo, nel 1874, Vittorio Emanuele II decise di abolire per sempre questo evento a causa della morte di un giovane, che assisteva alla corsa e fu travolto e ucciso. Questo fatto segnò così l’inizio del declino del Carnevale romano.

Horse-Races-in-Rome

Théeodore Gericault, La corsa dei cavalli ribelli, la ripresa, 1817

.

Er carnovale de mò

Vàrdeme carnovale!… Si’ ammazzato!
Manc’a Frascati, manc’a Palestrina:
So’ stato su p’er Corso, e ch’ho incontrato?
‘Na zinghera, ‘na coca e ‘na fantina.

Pe’ le finestre manc’un apparato,
Nemmanco un parco avanti a ‘na vetrina;
Vai pe’ tirà’ un mazzetto, esce un sordato,
Te dà ‘na piattonata ‘n de la schina..

Leva er tarappattà, leva la gente,
Leva le córze… la bardoria è morta,
Er carnovale s’ariduce a gnente.

Dicheno bene assai li mi’ padroni:
De tutt’er carnovale de ‘na vorta
Che ciarimane mò? ‘N par de… vejoni.* ( nota*: assonanza con cojoni)

Trilussa, 1890

(per tutto il XX secolo non rimase che un lontano ricordo di tutte queste tradizioni ma in tempi molto recenti sono stati fatti dei tentativi per ridare vita ad alcune delle tradizioni del Carnevale Romano)

.

Nel frattempo io e Sol, come sempre, vi auguriamo…. 0009++

carnevale2018 1

Altre cards quianimated-arrow-image-0546

LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA

.

images (5)In una bella serata estiva, tanto tempo fa, in cielo splendeva una sottile falce di luna, che si affacciava fra le nuvole.
Un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava senza sosta. I suoi ululati erano lunghi, ripetuti e disperati. La luna, la regina d’argento della notte, ne fu infastidita e gli chiese perché si lamentasse tanto.hqdefault Il lupo rispose che aveva perso uno dei suoi cuccioli e che ormai disperava di trovarlo. La regina della notte, dispiaciuta e desiderosa di aiutarlo, pensò di illuminare tutta la montagna per far sì che il lupacchiotto trovasse la via del ritorno. Così si gonfiò tanto da diventare un disco grande e luminoso. A quel punto il lupo ritrovò il suo cucciolo, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Lo afferrò in tempo, 51MCgvQ58xLlo strinse forte, lo rincuorò e ringraziò infinitamente la luna. Poi se ne andò col figlioletto, allontanandosi tra la vegetazione. Le fate dei boschi, commosse, decisero di fare un bellissimo regalo: una volta al mese la luna sarebbe diventata un globo di luce grande e luminoso, visibile a tutti, in modo che tutti i cuccioli del mondo potessero ammirarla in tutto il suo splendore. Da allora, una volta al mese i lupi ululano festosi alla luna piena. Non si può imbrigliare il vento!

(Nativi Americani)

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

Già tempo fa avevo parlato di questa leggenda che mi affascina molto, ma a volte la realtà supera la leggenda…

E si, quando la luna da spettacolo è proprio da ululato…ops, volevo dire da ‘urlo’! 🙂

E proprio ieri, 31 gennaio, c’è stato uno spettacolo lunare rarissimo ( non avveniva dal 1866)  che la NASA ha chiamato “a super blue blood moon”.  Una luna piena che supera se stessa…

bluebloodmoon2018 5

da:https://www.theguardian.com

 

 

 

 

 

Pagina successiva »