april fool

e vaiii col pesceee!!! 😀

pesciolino

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Sara’ bello oppure no…ma il Primo Maggio ha sempre il profumo della Primavera. 🙂

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Pamplona por San Firmin (Slides)
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Per saperne di più (news)

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Ieri Torino, dopo la suggestiva fiaccolata sul Po, (peccato per la scelta poco felice, a parer mio, della musica che accompagnava 😦 ) ha salutato il suo patrono e festeggiato i 150 anni dell’unità d’Italia finendo con i fuochi artificiali sul Po.  Bellissimo il Monte dei Cappuccini che nel buio della notte sembrava sospeso in aria come un castello di fiabe nel suo bel colore blu…

Le immagini non sono un granché ma la musica ed i fuochi artificiali rendono Torino magica ed io non ho saputo resistere alla tentazione di postarle 😆

Non inizia bene il primo “Farò”  del nuovo sindaco di Torino.  Fassino ha già un duro lavoro da svolgere per essere all’altezza di quello che oggi era il protagonista non presente di questa festa nel ricordo di tutti che per tanti anni lo hanno visto sempre in prima fila in questa occasione:  l’ex sindaco Chiamparino.  E la strada, pare, già dall’inizio, sarà in salita perchè il farò è caduto dalla parte sbagliata e così quest’anno bisognerà “tirar su le braghe” e lavorare sodo per cambiare il destino di  quello che sembrerebbe un anno non particolarmente baciato dalla fortuna.

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Per festeggiare il patrono San Giovanni  anche quest’anno nel pomeriggio la sfilata storica  ha percorso le vie cittadine  evocando, questa volta,  i 15o anni dell’unità e domani, culmine delle feste di Torino, i bellissimi fuochi artificiali sui Murazzi del Po…. 

La tradizione del pesce d’aprile, seguita in diversi paesi del mondo, consiste in uno scherzo da mettere in atto il 1º aprile. Lo scherzo può essere anche molto sofisticato e ha lo scopo di creare imbarazzo nelle vittime, in altri casi è solo un sistema per divertirsi fra amici.

Storia

Le origini del pesce d’aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie. Si considera che sia collegato all’equinozio di primavera, che cade il 21 marzo. Prima dell’adozione del Calendario Gregoriano nel 1582, veniva osservato come Capodanno da diverse culture, distanti come l’antica Roma e l’India. Il Capodanno era in origine celebrato dal 25 marzo al 1º aprile, prima che la riforma gregoriana lo spostasse indietro al 1º gennaio.

In seguito a ciò, secondo una prima versione sull’origine di questa usanza, si creò in Francia la tradizione di consegnare dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile. Il nome che venne dato alla strana usanza fu poisson d’Avril, per l’appunto pesce d’aprile.

Ma dato che l’usanza è un po’ comune a tutta l’Europa, alcuni studiosi sono andati un pochino più indietro nel tempo e hanno ipotizzato come origine del pesce d’aprile l’età classica, ed in particolare hanno intravisto sia nel mito di Proserpina che dopo essere stata rapita da Plutone, viene vanamente cercata dalla madre, ingannata da una ninfa, sia nella festa pagana di Venere Verticordia alcune possibili comunanze con l’usanza attuale.

Scherzi

Diversi mezzi di comunicazione di massa hanno deliberatamente o involontariamente diffuso in molti paesi diversi pesci d’aprile (per gli inglesi April fool’s day, per i tedeschi Aprilscherz). Persino giornali e televisioni considerate serie considerano il primo aprile un giorno in cui è lecito far passare per informazione corretta bufale anche notevoli. Ogni anno in questo giorno compaiono delle notizie vere che poi si rivelano false.

Talvolta, e paradossalmente, alcuni pesci d’aprile si sono rivelati una bufala anticipatrice (quindi con un fondamento di verità) di qualcosa che si sarebbe poi verificato. Degno di menzione è quello, d’ambito tecnologico, organizzato verso la fine degli anni ottanta da una televisione britannica che in una trasmissione per ragazzi presentò uno speciale tipo di walkman (il Chippy, che richiamava alla mente le fish and chips care agli inglesi) in grado di contenere centinaia di canzoni grazie ad un microchip (e il gioco di parole è facilmente comprensibile). Una decina d’anni dopo fu ideato un oggetto ormai di uso comune, specie tra i più giovani: il lettore MP3.

L’equivalente del pesce d’aprile in altri paesi.

In Spagna e in molti paesi dell’America Latina il giorno degli scherzi non è il 1º d’Aprile ma il 28 dicembre, giorno dedicato nella liturgia cattolica ai Santi Innocenti.

Da: Wikipedia

E’ tradizione mangiare i lupini a San Giuseppe, ma perchè? Mi sono sempre chiesta. Ci deve essere sotto una leggenda, ho pensato…e infatti eccola qui. 🙂

 
 
 
 

Armadio degli Argenti-fuga in egitto -Beato Angelico

 

“Si narra che la Sacra Famiglia, durante la fuga in Egitto, per eludere la milizie di Erode, si spostasse nottetempo e si riposasse al levar del sole.

In una di queste tappe diurne Giuseppe, la Madonna, il Bambinello e l’asinello che li trasportava cercarono rifugio in un campo di lupini, che allora erano erbe di considerevole altezza e producevano semi dolci, al pari di quelli delle fave.

I lupini di quel campo, però, erano secchi ed avevano i baccelli maturi.

Accadde allora che, quando i fuggitivi li attraversarono, i loro baccelli secchi cominciarono ad accartocciarsi per espellere i semi e, così facendo, produssero uno scoppiettio infernale. San Giuseppe, allora, temendo che tale fracasso potesse far scoprire il loro nascondimento, rigirò l’asino e riparò sotto altre copertura vegetali. Però, la Madonna, prima di lasciare la pianta ingrata, maledisse il Lupino, imponendogli di diventare quello che è al giorno d’oggi: un erba bassa e coi semi amarissimi.”

Il Lupino comune (Lupinus albus) è una pianta erbacea che da millenni è stata sottoposta a coltura.

La coltivazione di questa pianta è stata praticata per diversi scopi: alimento per gli umani,foraggio perle bestie, fertilizzante in agricoltura, combustibile domestico ed anche azione officinale.

I prodotti utili della pianta sono: i semi, l’intera parte aerea e le sue radici.

I semi del lupino, come detto nella leggenda della Sacra Famiglia, sono amarissimi perchè contengono particolari sostanze sgradevoli al palato.

Per renderli appetibili devono essere dolcificati (curati). Infatti i semi deamarificati del Lupino hanno costituito, per millenni, buoni piatti di legumi per le popolazioni umane più povere;essi presentano un contenuto proteico assai più elevato di quello degli altri legumi, secondo solo a quello della soia.

Oggi il loro consumo, più che come alimento, è un mangiare che si fa per sfizio, come ad esempio per le arachidi, e soprattutto appunto in concomitanza con la festa di San Giuseppe, andando magari nelle sagre di paese.

Si usa gustarli sgusciandoli con una leggera pressione delle dita, in modo da eliminarne la buccia esterna.

Anni fa, al mio paese c’era un bar dove si vendevano i lupini pronti per mangiare ed avvolti in un cartoccio.

Il processo di dolcificazione dei semi richiede tempo e una certa quantità di acqua corrente ed a noi dunque non resta che mangiarli belli e pronti.

 

La dolcificazione dei semi.

Vediamo come viene fatta la dolcificazione di questi semi. Innanzi tutto vanno tenuti ammollo in acqua fredda, per 24 ore; dopo di che passano nella “caldaia”; un pentolone dove cuociono immersi in acqua salata, finché il loro colorito passa dal bianco al rossiccio. Successivamente si dispongono in grandi cesti metallici, i quali restano immersi in acqua corrente per almeno 5 giorni. Infine si mettono a scolare in panieri di vimini, aggiungendovi una debole salatura.

Fonte:

 http://www.etnaviva.it/index.php?option=com_content&task=view&id=74&Itemid=46

Lupini come azione officinale.

A consacrarlo come potenziale alleato nella cura del diabete di tipo 2 è uno studio dell’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano, che ha scoperto gli effetti ‘insulino-mimetici’ di una proteina vegetale presente in abbondanza nei semi gialli.

Quanto alle proprietà anti-diabete, gli autori dello studio definiscono la conglutina-gamma del lupino “molto interessante per il potenziale trattamento del diabete di tipo 2 con dei vantaggi rispetto alla terapia tradizionale”. Non ultimo il fatto che si tratta di un derivato naturale, “potenzialmente scevro da effetti indesiderati”. Prossimo passo: approfondire le sue qualità in veste di composto insulino-sensibilizzante e aprire alla sua applicazione come farmaco, come integratore alimentare nell’obesità, e anche in altre condizioni insulino-resistenti come la sindrome metabolica.

Una ricetta.

PATE’ DI LUPINI (tipo hummus)

250 g di lupini sottovuoto

qualche foglia di menta fresca

1 piccolo spicchio d’aglio

150 ml circa di acqua

3-4 cucchiai di olio extravergine d’oliva

1 cucchiaio di tahin (pasta di grani di sesamo).

Scolare i lupini, sbucciarli e sciacquarli per fargli perdere un po’ di sale. Aggiungere la mentuccia, l’aglio, un po’ di acqua, il tahin e cominciare a frullare, aggiungendo man mano l’acqua necessaria. Quando il grosso sarà frullato, iniziare a versare l’olio a filo, sempre frullando, finché non si raggiungerà la densità desiderata. Essendo crudi, i lupini non diventeranno una purea omogenea come l’hummus, resteranno più grossolani. Può essere servito come antipasto spalmato su fette di pane tostato, oppure per accompagnare un buon piatto di crudités.

 

Fonte : http://www.petitchef.it/tags/ricette/lupini