Luna e Sol vi augurano…

Ad Halloween spiriti e fantasmi la fanno da padroni ed è quasi normale data la tradizione. 😀 Ma ci sono tante storie su spiriti e fantasmi che sembrerebbero palesarsi nella realtà di tutti i giorni.

Ecco per esempio quattro storie vere di case infestate da fantasmi come se fosse un eterno Halloween!

Fonte: Jennifer Kirkland/Flickr

Villisca Axe Murder House

 Villisca Axe Murder House: si trova nell’omonimo paesino di Villisca nella regione dello Iowa. Si narra che nel 1912 l’intera famiglia proprietaria della casa e due ospiti siano stati uccisi durante una notte buia e tempestosa. Tutti gli inquilini e gli ospiti che hanno abitato in questa casa hanno riferito visioni spettrali di un uomo con un’ascia, urla di bambini che piangono, e rumori inspiegabili provenienti dalla cantina.
Abbandonata per qualche anno, la casa venne ristrutturata a metà degli anni ’90 e trasformata in “museo” aperto ai visitatori, a curiosi e appassionati del mistero. Per i più coraggiosi, inoltre, l’attuale proprietà mette a disposizione alcune camere per un pernottamento da brivido.

Fonte: Smart Destination/Flickr

Whaley House

Nel 1960 questa abitazione, la Whaley House, è stata ufficialmente dichiarata infestata dai fantasmi dal dipartimento del commercio degli Stati Uniti dopo numerosissime segnalazioni di avvistamenti di fantasmi.
Questa casa fu costruita nel 1857 dalla famiglia Whaley, e già prima di esser abitata fu al centro di un misterioso assassinio: la proprietaria, Miss Whaley, infatti fu uccisa poco prima che la casa fosse terminata. L’assassinio fu imputato ad una rapina, ma il caso è sempre rimasto velato dal mistero. Una volta conclusi i lavori e terminata la casa, avvenne un altro sconcertante evento: il suicidio senza apparenti motivazioni della figlia minore, Violet Whaley.

Fonte: MRHSfan/Flickr

Fairmont Banff Springs Hotel

A prima vista potrebbe sembrare il famoso e celebre Overlook Hotel del film Shining, e non è affatto un caso che ci siano delle somiglianze visti i fitti misteri che accomunano le due strutture. Questo è il Fairmont Banff Springs Hotel costruito nel 1888.
La storia misteriosa che caratterizza questo albergo parte dalla stanza numero 873 : in questa camera fu misteriosamente sterminata un’intera famiglia che stava soggiornando nell’hotel per vacanza. Nessuno seppe mai chi e perchè commise l’omicidio. Subito dopo avvenne il misterioso suicidio di una giovane sposa che si buttò dal balcone della sua stanza e quello di un anziano pensionato che fu ritrovato morto in alta uniforme.
Anche in questi casi nessuno riuscì mai a spiegarsi il motivo delle loro morti. Oggi la leggenda narra che la stanza 873 sia stata murata e che ogni tanto aleggino gli spiriti della famiglia, della sposina e dell’anziano pensionato.

Fonte: MRHSfan/Flickr

Myrtles Plantation Home

Questa invece è la Myrtles Plantation Home a St. Francisville, in Louisiana: agli inizi del 19° secolo, la storia narra che, il proprietario della piantagione e della magione, Clark Woodruff dopo avere scoperto una schiava di nome Chloe origliare i discorsi privati della famiglia, le tagliò un orecchio per punirla.
Chloe non riuscì a frenare la propria voglia di vendetta e decise di avvelenare una torta che avrebbe servito alla famiglia nella speranza che i loro componenti si ammalassero. Ma Chloe fece male i conti con gli ingredienti e invece di preparare la torta con una quantità di veleno sufficiente per un mal di stomaco, ne mise tanto che uccise la moglie e le figlie del suo padrone.
Chloe fu impiccata e il suo cadavere fu buttato nel Mississipi. Da quel giorno il suo spirito non ha mai abbandonato la casa e si narra che ci sono notti in cui si sente Chloe aggirarsi nella proprietà.

Fonte: Studenti.it

E anche questa volta ecco le nostre nuove cartoline di Halloween appena sfornate 😆

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gattofrecciafinal

 Trovate queste ed altre tante cartoline cliccando sui links di seguito:  Halloween cards Gallery 1  Halloween cards Gallery 2 e Halloween cards Gallery 3

Etimologia del nome

Il nome Halloween (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows Day. L’importanza che, tuttavia, viene data alla vigilia si deduce dal valore della cosmologia celtica: questa concezione del tempo, seppur soltanto formalmente e linguisticamente parlando, è molto presente nei paesi anglofoni, in cui diverse feste sono accompagnate dalla parole “Eve”, tra cui la stessa notte di Capodanno, New Year’s Eve, o la notte di Natale Christmas Eve.

Una Festa di origine celtica

Le primissime origini di Halloween si possono ricercare in riti antichi legati ai cambi di stagione, nelle feste del raccolto, e nei culti agresti in cui si tentava esorcizzare quelle paure ancestrali che accompagnavano delle antiche civiltà basate sull’agricoltura: paura di perdere i figli, di perdere il raccolto, terrore delle calamità naturali. Queste antiche tradizioni in cui l’uomo tentava di familiarizzare con cose come la morte, l’aldilà, l’ignoto sono senz’altro all’origine della storia di Halloween.

Celti erano prevalentemente un popolo di pastori, a differenza di altre culture europee, come quelle del bacino del Mediterraneo. I ritmi della loro vita erano, dunque, scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame imponeva, tempi diversi da quelli dei campi.

Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain (pronunciato sow-in, dove sow fa rima con cow), che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa summer’s end, fine dell’estate. In Irlanda la festa era nota come Samhein, o La Samon, la festa del Sole.

Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. Per i Celti, infatti, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo, il tempo in cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.

L’importanza che la popolazione celta attribuiva a Samhain risiede nella loro concezione del tempo, visto come un cerchio suddiviso in cicli: il termine di ogni ciclo era considerato molto importante e carico di magia. Insieme a Samhain (31 ottobre, appunto) si festeggiavano Lughnasadh (1 agosto), Beltane (30 aprile o 1 maggio), Imbolc (1-2 febbraio), Yule (21 dicembre), Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno) e Mabon (21 settembre).

In quel periodo dell’anno i frutti dei campi (che pur non essendo la principale attività dei celti, venivano comunque coltivati) erano assicurati, il bestiame era stato ben nutrito dell’aria fresca e dei pascoli dei monti e le scorte per l’inverno erano state preparate. La comunità, quindi, poteva riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità. Ciò avveniva tramite lo Samhain, che, inoltre, serviva ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, unendo e rafforzando la comunità grazie ad un rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità.

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.

Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.

In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

All’epoca dei Romani e del Cristianismo

L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma in molti casi si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari.

La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti. Da qui è comprensibile l’accostamento dello Samhain al culto dei morti. Attraverso le conquiste romane, Cristiani e Celti vennero a contatto. L’evangelizzazione delle Isole Britanniche portò con sé un nuovo concetto della vita, molto distante da quello celtico e durante tale periodo la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani, ma non sempre vi riuscì. Halloween non fu completamente cancellata, ma fu in qualche modo cristianizzata, tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti il 1° Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre.

Fu Odilone di Cluny, nel 998 d.C., a dare l’avvio a quella che sarebbe stata una nuova e longeva tradizione delle società occidentali. Allora egli diede disposizione affinché i monasteri dipendenti dall’abbazia celebrassero il rito dei defunti a partire dal vespro del 1° Novembre. Il giorno seguente era invece disposto che fosse commemorato con un’Eucarestia offerta al Signore, pro requie omnium defunctorum. Un’usanza che si diffuse ben presto in tutta l’Europa cristiana, per giungere a Roma più tardi.

La Festa di Ognissanti, infatti, fu celebrata per la prima volta a Roma il 13 Maggio del 609 d.C., in occasione della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria. Successivamente, Papa Gregorio III stabilì che la Festa di Ognissanti fosse celebrata non più il 13 Maggio, bensì il 1° Novembre, come avveniva già da tempo in Francia. Fu circa nel IX secolo d.C. che la Festa di Ognissanti venne ufficialmente istituzionalizzata e quindi estesa a tutta la Chiesa, per opera di Papa Gregorio IV.

Fanno eccezione i cristiani Ortodossi, che coerentemente con le prime celebrazioni, ancora oggi festeggiano Ognissanti in primavera, la Domenica successiva alla Pentecoste.

L’influenza del culto di Samhain non fu, tuttavia, sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti, dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi.

Halloween sbarca in America

La storia di Halloween è legata a doppio filo con il continente americano. Tra settecento e ottocento immigrati scozzesi e irlandesi entrarono negli Stati Uniti a migliaia e condivisero il loro folklore di Halloween con i nuovi vicini, mentre altri gruppi etnici aggiungevano via via alla festa le loro influenze culturali. I tedeschi, per esempio, proposero una loro stregoneria particolarmente vivace, i neri di Haiti e gli africani aggiunsero le loro superstizioni, inglesi e olandesi portarono il loro gusto per la mascherata. Ognuno portava un pezzo di tradizione dalle proprie terre di origine per creare quella che si può dire la prima festa multietnica del mondo, nata dall’incontro di miti, leggende e rituali provenienti da culture diverse.

Le celebrazioni di Halloween si diffusero in tutti gli Stati Uniti in forme diverse, ma con un elemento comune: Halloween – essendo la notte degli spiriti che tornano dall’oltretomba – era un momento di anarchia e sovvertimento delle regole. Il Cinema o la televisione hanno esportato in tutto il mondo i festeggiamenti dell’Halloween all’americana. Negli Stati Uniti di oggi, Halloween ha perso i suoi significati religiosi e rituali, ed è diventata un’occasione per divertirsi e organizzare costosi e allegri festeggiamenti.

Halloween in Italia

La versione italiana di Halloween è una ricorrenza che prende spunto dalle leggende irlandesi, ma ha una sua storia tutta italiana. Halloween Ã¨ un fenomeno che importiamo dagli Stati Uniti. Torna come se fosse nuovo, ma è di origine europea; in passato c’erano questue e rape intagliate anche in ItaliaIn Umbria, ad esempio, fino al secondo dopoguerra i bambini si mettevano la farina in faccia per rappresentare i morti.

La zucca è un segnale per i morti Piccoli mascherati che simboleggiano i defunti. Halloween nasce proprio per controllare il ritorno degli antenati. La zucca luminosa Ã¨ un segnale. E’ come se dicessimo ai morti: Noi ci alziamo presto (perché il primo novembre c’era la messa alle 4), e vi facciamo trovare i letti rifatti in cui stendervi e delle cose che potete mangiare.

Trick or treat o Su mortu mortu Persino dolcetto o scherzetto – formula italiana del trick or treat anglosassone – trova nelle diverse regioni le varianti arcaiche e nostrane. In Sardegna Su mortu mortu permetteva ai bambini di ricevere frutta di stagione, castagne e mandorle. Doni per le povere anime del purgatorio; perché in alcune zone d’Europa – come anche in Sicilia, per esempio – i regali per tradizione non si fanno a Natale, ma il giorno dei morti. Il giorno che precede la festa di Ognissanti Gli studiosi si dividono. Festa dell’occulto per alcuni, di buon auspicio agricolo per altri.

Logo Su mortu mortu
Logo Su mortu mortu© Istituto Superiore Regionale Etnografico

Ma Halloween, nel nome e nella sostanza, è soprattutto il giorno che precede la festa di Ognissanti. Un momento di contatto con l’aldilà tra ironia e memoria, per non dimenticare i nostri antenati.

FONTE: icalendario.it

da Luna e Sol a tutti voi

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brujayfantasma

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Fantasmi, streghe, zombi… le ultime nostre notti sono state invase da scomode visite  shock … e noi per toglierci gli incubi, abbiamo deciso di prenderli tutti e metterli in qualche card lighten

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gattofrecciafinal Trovate queste e tante altre cards per Halloween cliccando qua e qua

da Luna e Sol:

fantasmino finale 1 hall 2017

E nonostante gli anni, gli acciacchi, i lavori da sbrigare, le cose che di colpo si rompono 😆 e le mille incombenze che ultimamente ci capitano siamo arrivate ad Halloween con le nostre scope riparate e pronte, assieme a qualche cartolina, per augurare a tutti quanti tanta gioia, possibilmente,  ed un sereno 😮  (o almeno senza molti soprassalti) Halloween 🙂

 

 

gattofrecciafinal Trovate queste ed altre tante cartoline cliccando sui links di seguito:  Halloween cards Galley 1  e Halloween cards Gallery 2