Come ogni Natale anche quest’anno Madrid dal 27 novembre ha acceso le sue luci di Natale un po’ nel segno del risparmio come si conviene alla crisi (utilizzando le luci impiegate l’anno scorso sistemate in luoghi diversi) un po’ con qualche novità come le luci che illuminano quest’anno la “Gran via” con uno skyline immaginario di grattacieli per iniziare a festeggiare già da ora il centenario di questa importante via cittadina, che avverrà l’anno prossimo.  Particolarmente curiosa l’illuminazione natalizia del quartiere di Lavapiés dove 400 gabbie dorate ed illuminate contengono i “ricordi” che gli abitanti del quartiere hanno apportato per la decorazione natalizia.

Fra i tanti alberi di luce che decorano Madrid in questi giorni due  completano il festeggiamento di questo centenario: il primo, l’albero “100”, ispirato sempre ai grattacieli e  il secondo con uno sguardo rivolto all’Expo di Shangai del 2010.

“La città dei bambini” ed il “Mundo Jurasico” per i piccoli, presepi, mercatini, spettacoli teatrali, concerti e tante altre mostre ed attività per tutti rallegreranno i festeggiamenti di questo Natale di Madrid con un variato programma che finirà, come ogni anno, con la grande sfilata dei Re Magi (la Cabalgata) della sera del 5 gennaio.


(da www.esmadrid.com )

E per chi volesse vedere le luci del Natale scorso o le cose curiose del Natale a Madrid…

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La pradera de San Isidro, Francisco de Goya (1788) – Museo del Prado (Madrid)

Oggi, 15 maggio Madrid festeggia il suo patrono San Isidro labrador (San Isidoro Agricoltore) e come da tradizione si accorre alla “pradera de san Isidro”  vicino alla chiesetta del santo a festeggiarlo possibilmente vestiti da “chulapos e chulapas”  a ritmo di “chotis” con buon cibo, vino e i dolci tipici: le “rosquillas listas y tontas”…

Sono 5 giorni di festa con riti religiosi e spettacoli sia di antica tradizione o meno  che si tengono per le vie ed i quartieri più tipici della città;  dalle sfilate di “giganti” (grandi pupazzi della nostra tradizione) alla processione dell’immagine del santo, dalla visita alla “ermita del santo” ai balli e vari spettacoli teatrali e concerti…

la ermita de san isidro Francisco de Goya

La ermita de San Isidro, Francisco de Goya (1788) – Museo del Prado (Madrid)

Più che il commento del programma delle feste, ormai verso la fine e che mi vedono così fisicamente lontana, vorrei darvi qualche notizia sul nostro patrono di cui fra leggende, opere letterarie e fatti veri, si raccontano tanti  eventi miracolosi , oggetto di narrazioni popolari dei suoi concittadini, molto prima di essere diventato santo per la chiesa …un uomo umile che ha lavorato tutta la sua vita la terra con totale dedizione in una Madrid che allora non era che un paesotto di agricoltori…

Nato a Madrid attorno all’anno 1082 da umile famiglia contadina e rimasto molto presto orfano iniziò a lavorare quasi da bambino scavando in un primo tempo pozzi ma diventando poi contadino, attività che svolse durante tutta la sua lunga vita. Sposato con Maria Toribia, divenuta in seguito Santa Maria de la Cabeza, conosciuta a Torrelaguna, località dove arrivò in fuga dalla conquista almoravide di Madrid, ebbe con lei un unico figlio, Illan, diventato pure lui santo in seguito.

SISIDROTornato a Madrid iniziò a lavorare come bracciante agricolo al servizio di Ivan de Vargas membro di una importante famiglia della città. Abitando nelle vicinanze della chiesa di San Andres, vi si recava a pregare tutte le mattine prima di andare a lavorare la terra. Questa sua abitudine lo fece diventare oggetto di derisione ed invidia da parte dei suoi vicini che lo denunciarono al padrone per i suoi supposti ritardi e poca dedizione al lavoro… Si racconta così che, nascostosi il padrone per controllare il lavoro svolto da Isidro, vide con stupore che i campi venivano arati dagli angeli mentre lui era in preghiera…

Alla sua morte nel 1172 la sua fama era enorme ed i racconti di fatti miracolosi si susseguivano. Si raccontava che aveva fatto salire il livello dell’acqua del pozzo dove era caduto suo figlio salvandolo così dalla morte, che morta la figlia del suo padrone l’aveva riportata in vita solo prendendola per mano, che nonostante buttasse a terra metà del grano che portava al mulino per sfamare gli uccelli, all’arrivo al mulino il sacco era nuovamente pieno e che la stessa cosa accadeva con i tegami di casa sua quando sfamava i poveri, il poco cibo che avevano aumentava miracolosamente sfamando tutti… Si diceva anche che in tempo di siccità con un colpo del suo aratro riuscì a far scaturire acqua dai campi…e fu così tanta, che si potè dissetare l’intera città di Madrid… e tanti tanti altri prodigi miracolosi si narrano ancora….

Ed eccoci, anche quest’anno ai colori della mia cara città, Madrid, per Natale… Questo, tutti lo sappiamo, è un Natale diverso, è un Natale in tempi di crisi e all’insegna del risparmio per cui non poche polemiche hanno accompagnato l’accensione delle luci di Natale a Madrid.

Le amministrazioni locali socialiste hanno deciso di accendere le luci a metà dicembre per risparmiare, ma a Madrid è stata fatta un’ altra scelta… I quasi 9 milioni di lampadine sono state accese il 28 novembre, si illuminano più zone degli anni passati (160 in totale gli spazi illuminati quest’anno), si usano però i “leds” , luci con consumi ridotti… che anche se costano ancora 600.000 euro in più dell’anno scorso (la spesa totale arriverà a 4,6 milioni di euro) suppongono diversi vantaggi ambientali e di efficenza energetica riducendo il consumo energetico di un 61,3 % , l’ emissione nell’atmosfera di diossido di carbonio ed eliminano completamente le radiazioni ultraviolette.

Ma lasciando da parte polemiche e cifre nulla di meglio che un giretto pur se “virtuale” tra campi fioriti, stalattiti, cupole appese in aria, grappoli d’uva, occhi, nastri colorati, tende di luce, profili di montagne, lune e gatti e quanto altro i disegnatori, stilisti e architetti che hanno pensato le luci quest’anno propongono nel Natale di Madrid….

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Assieme alle luci 10 grandi alberi (uno arriva a ben 51 metri d’altezza) sono dislocati nelle piazze centrali… Un video ci porta in giro a vederli 🙂

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Avrà luogo il tradizionale “Mercato di Natale” nella “Plaza Mayor”, il bus di Natale farà il tour fra le varie zone illuminate, percorso che quest’ anno si potrà fare anche in bicicletta, la “Ciudad de los Ninos” animerà il Natale dei piccoli con teatro, spettacoli e laboratori, e ci saranno i tradizionali percorsi tra gli innumerevoli presepi allestiti ed aperti alla visita, concerti…e tante attività… L’amministrazione comunale è ancora alla ricerca di sponsors per poter offrire le manifestazioni che quest’anno ha dovuto sospendere nonostante il successo ottenuto altri anni per mancanza di fondi… chissà….

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E per chi volesse vedere le luci del Natale scorso o le cose curiose del Natale a Madrid…

Chi di voi è andato a Madrid quasi sicuramente avrà visto “Las Cuevas de Luis Candelas” un ristorante tipico nel centro vecchio di Madrid. Ma, per chi non la conosce, vorrei raccontare la storia di questo bandito di Madrid, uno dei nostri personaggi più popolari 🙂

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…dal ritornello di “las coplas de Luis Candelas”

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Debajo de la capa de Luis Candelas
Sotto il mantello di Luis Candelas
mi corazón amante vuela que vuela.
il mio cuore che ama vola e vola.
Madrid te está buscando para perderte
Madrid ti sta cercando per rovinarti
y yo te busco sólo para quererte.
ed io ti cerco solo per amarti.
Que la calle en que vivo está desierta
Che la via in cui abito è deserta
y de noche y de día mi puerta abierta.
e di notte e di giorno la mia porta aperta.
Que estoy en vela (bis)
Che sonno in veglia
para ver si me roba
aspettando mi rubi
-¡Ay!- Luis Candelas
Ay… Luis Candelas.

………..
Così recita la “copla” (il canto popolare) di Luis Candelas, perché Luis Candelas bandito urbano, del centro di Madrid, nonostante morisse a poco più di 30 anni divenne una leggenda già da vivo e il popolo ammirando le sue gesta che erano raccontate dai cantastorie, lo eresse a mito, cantando le sue vicende in “coplas” che tutti noi ancora oggi conosciamo… 🙂

Luis Candelas (Museo Municipal)

Nacque il 9 Febbraio 1804, in una falegnameria nel quartiere più tipico di Madrid, Lavapiès. Terzo figlio di una coppia benestante che, sperando di dargli un futuro da medico o avvocato, lo iscrisse al collegio di San Isidro da dove venne espulso per due schiaffi dati in risposta ad uno, ricevuto da un chierico. Nonostante non proseguisse in lunghi studi, la lettura fu sempre una delle sue più grandi passioni, traendone ispirazione per la sua vita ed i suoi colpi.

Da bambino iniziò a farsi conoscere nel quartiere grazie alle “pedreas”, le lotte a colpi di pietre fra differenti bande di bambini, molto comuni allora. Amico sempre dei peggiori del quartiere, incominciò ad avere guai con la giustizia già da adolescente. A 15 anni venne processato per furto, ma assolto nell’impossibilità di dimostrare la sua partecipazione al furto, decise che questo poteva essere un buon modo di guadagnarsi la vita senza lavorare, sperando di farla franca. Poco dopo, ancora minorenne, finì nel carcere per vagabondaggio. A 19 anni, rimasto orfano del padre, per un certo periodo lavorò come libraio ma già a 21 anni fu condannato a 6 anni di carcere per il furto di due cavalli ed una mula.

Amante del bel vestire, gentile, educato e di bell’aspetto divenne il “Don Giovanni” dei quartieri bassi di Madrid. Si racconta che nei primi anni della sua carriera di delinquente, la sua occupazione preferita fosse conquistare le donne e vivere alle loro spalle… Dedicatosi poi al suo “mestiere” di “ladro a tempo pieno” era considerato un vero “artista” data la sua abilità nell’ uso di ferri di vario tipo e chiavi false per scassinare così come quella nel borseggio, “qualità” entrambe di cui difficilmente è dotata una sola persona.

Dopo due duelli che lo vedono vincitore, forma una banda che gli permetterà di continuare a fare furti sempre più rischiosi e con maggior bottino. Per il suo ingegno e per le vittime che sceglieva (i personaggi potenti, sicuramente poco amati dal popolo) queste “gesta” erano ormai cantate dai madrileni con un certo affetto. E’ questo un periodo di furti seguiti dai tentativi di sua madre di metterlo sulla giusta strada. Così si decide di sposarlo con la figlia di ricchi possidenti terrieri amici. Si organizza un gran bel matrimonio a cui partecipano più di cento persone. Ma dopo pochi mesi il matrimonio fallisce e Luis lascia la sposa tornando alla sua vecchia vita a Madrid. Appena tornato viene incarcerato ma, nonostante la condanna a 4 anni, la sua prigionia non dura molto…annoiato dopo pochi giorni di prigione decide di scappare… Da quel momento è un evaso ricercato dalla giustizia. Inizia le rapine alle diligenze ed ai carri che trasportano le merci a Madrid.

La sua relazione con Lola “la Naranjera”, amante del re, gli procura amicizie importantissime che lo fanno uscire di galera appena entrato. Ma anche la sua abilità lo aiuta in questo. Così evade dalla prigione ogni volta che vuole e persino, condannato ormai a 14 anni, in meno di 24 ore mentre lo traducevano al penale incatenato con tanti altri. Per lui, una volta fermi nelle stalle per dormire, è uno scherzo liberarsi dalle catene con l’aiuto della fibbia della cintura e, provocato un incendio, nella confusione fuggire portando pure via i soldi della posta ed una pistola.

Si racconta che, nel viaggio di ritorno a Madrid, trova un vecchio venditore ambulante sull’asino vecchio e malandato che si lamenta dell’affaticamento e vecchiaia del suo ronzino e senza pensarci un attimo uccide l’animale con uno sparo in testa. Alle lacrime del padrone risponde, consolandolo, che la povera bestia ormai doveva solo riposarsi e gli dona le monete d’oro per comperare un asino giovane e robusto che lo aiuterà molto di più nelle fatiche. Fatti come questi, il suo totale rifiuto di usare violenza alle sue vittime e l’abitudine di scegliere come vittime i personaggi meno amati dal popolo, gli procurano la fama di bandito gentile e incapace di fare del male fisico al malcapitato e premuroso e generoso col bisognoso, uno che ruba a ricchi e potenti per aiutare i poveri.

Morta sua madre nella sua assenza, eredita una grande fortuna che lo convince a desistere dal continuare a rapinare diligenze. Madrid era in quel periodo un pullulare d’intrighi politici che vedeva i liberali schierati contro gli assolutisti rappresentati in primo luogo dal Re. E in questi intrighi anche i delinquenti trovavano appoggi ed una loro collocazione alleandosi coi liberali…. Ma le sorti di liberali ed assolutisti erano alterne e Luis che non era uno sprovveduto, seguendo da vicino le alterne vicende politiche, decide di adattare la sua vita a questa alternanza, adattandosi al meglio al bipartitismo. 😀

Si crea una personalità per il giorno, quella di un ricco e rispettabilissimo faccendiere del Perú, don Luis Alvarez de Cobos, elegantissimo sempre, biondo, con le larghe basette convertite in barba appuntita ed occhialini dorati. Racconta con i suo modi squisiti ed il suo aspetto impeccabile di essere nella Corte per risolvere i problemi di una eredità complicata. Acquista una gran bella casa nella “calle di Tudescos” dal cui ingresso principale entra ed esce di giorno. Appena fa buio però esce dalla porta posteriore che si apre su una viuzza buia, tramutato nell’aspetto fisico, senza nessun accento delle lontane Indie, cambiando la compagnia di Lola “la Naranjera” per quella dei fidi compagni di scorrerie o di un’avventuriera ricca ed aristocratica. L’obbiettivo ora è avere relazioni con gente importante che gli permetta con piccoli colpi, tanti introiti. E per questo inizia a frequentare caffè e saloni eleganti.

Carcel de Corte

Nei periodi di detenzione diventa il padrone del carcere arrivando anche ad organizzare una cospirazione dal carcere con un importante politico massone detenuto e condannato e la sua amica aristocratica. Riesce pure a farlo evadere ad un passo ormai dalla forca e due giorni dopo scappa pure lui. Ormai è diventato una leggenda ed i suoi colpi diventano ogni volta più clamorosi e sfacciati. Come il furto di due orologi, d’ oro ed argento rispettivamente, ad un uditore dell’Audiencia Real conosciuto nei caffè eleganti che frequenta di giorno. Uno glielo sottrae mentre parla con lui e subito dopo va dalla moglie del malcapitato e raccontandogli di portarlo a riparare per conto del marito si fa consegnare l’altro da riportare,a dir suo, al marito.

Ormai i colpi diventano sempre più popolari e si comincia ad idealizzarlo. Sta diventando un mito. Uno dei colpi più clamorosi fu quello a danno del più grande negozio di tessuti ricamati in oro per abiti liturgici in pieno centro di Madrid. Arrivato nel negozio in una bella carrozza come segretario di un vescovo assieme al suo aiutante, chiede per il vescovo, stanco del lungo viaggio, una poltrona per riposarsi.. Mentre il vescovo riposa, segretario ed aiutante iniziano a chiedere pezzi di velluto, tessuti preziosi e tantissima merce di gran valore che, dopo l’approvazione del segretario, viene caricata su di un carro che appena completamente pieno parte. Solo dopo un po’ vedendo che segretario, assistente e carro erano spariti, dimenticando fra l’altro il vescovo, il negoziante inizia a sospettare e chiama la polizia. Il vescovo non era che lo scemo del quartiere che avevano convinto e pagato per stare zitto e addormentarsi sulla poltrona e la polizia non riuscì ad avere da lui nessun’altra informazione che la cifra pagatagli per andare ad addormentarsi in poltrona.

Ma, per la prima volta forse, Luis Candelas s’innamora e lo fa di una ragazza, Clara, di buona famiglia, onesta e che pensa al matrimonio con il ricco e affascinante “faccendiere” venuto dalle Indie però….Il Re ormai è morto ed, iniziata la guerra carlista, i liberali ora non trattano coi delinquenti, gli danno la caccia… E soprattutto, Candelas fa i colpi più clamorosi, quelli che sembrano una sfida al potere… E qua cambia la sua sorte…

Pochi giorni dopo “il colpo del vescovo”, Candelas ed i suoi irrompono nel laboratorio della sarta della regina e dopo aver legato ed imbavaglliato i presenti, prendono 35.000 “reales” in contanti ed una gran quantità di tessuti e vestiti già pronti per la famiglia reale. Ma non contenti, subito dopo assaltano la diligenza con l’ambasciatore di Francia e signora. La pressione della polizia diventa insopportabile e Luis Candelas è costretto alla sospensione temporanea della sua attività. Clara e Luis vanno via da Madrid, ma lei al conoscere il vero mestiere del suo amato, forse lo tradisce… Sia così o semplicemente per la pressione asfissiante della polizia, Luis Candelas viene arrestato per l’ultima volta il 18 luglio di 1837. Lo rinchiudono a Madrid nella prigione di Corte.

Luis Candelas al “garrote vil” (Museo Municipal)

Ha oltre 40 delitti a carico, l’aggravante di essere liberale ma è soprattutto un simbolo… Viene condannato a morire di “garrote vil”. Si dice che alla domanda del tribunale dopo la condanna rispose che la sentenza anche se tardiva era ragionevole. Chiese clemenza alla regina ma non la ottenne. La pressione sociale e politica era enorme perché gli concedessero la grazia. Il 6 novembre 1837 vestito con un saio giallo è portato su di un asino al patibolo. C’era tutta Madrid lì. Raccontano che le sue ultime parole furono…. “Paese mio, sii felice”… Solo questo mancava per farne di un bandito urbano un vero mito: Luis Candelas passò alla Storia, la sua vita ormai era una “copla” che ancora oggi si canta… 🙂

Finora vi ho accenato brevemente alle caratteristiche che rendono diverso il Natale in Spagna … E ho anche messo foto dell’illuminazione di Madrid perchè, dovendo scegliere, potevo non scegliere la mia città adorata? Ma ovviamente erano le luci dell’anno scorso…e volete che non vi aggiorni sulle ultime diavolerie luminose escogitate dai madrileni? Nooooo, ovviamente! 😀 ….

Madrid è bella tutto l’anno, ma a Natale cerca sempre di vestire i suoi panni migliori. Le varie amministrazioni comunali cercano ogni volta di stupire e creare un evento di ciò che ogni anno avviene tradizionalmente. Quest’anno otto nuovi disegners si uniscono a quelli dell’anno scorso per creare, inspirandosi a Madrid, un Natale diverso, tanto colorato ed un tantino insolito. Quasi nove milioni di lampadine, 900.000 più dell’anno scorso occuperanno 150 spazi tra vie, piazze o edifici, illuminando il Natale madrileno che grazie all’uso delle tecnologie di avanguardia per il risparmio energetico ridurranno il consumo di un 8% rispetto all’anno scorso.

Ci sono 25 abeti artificiali giganteschi (uno di ben 48 metri!!) e ben 23 “ciliegi in fior” creati con lampadine bianche, rosa e blu, c’è persino un albero dei desideri installato nel Parco del Retiro che crescerà coi desideri espressi dai madrileni in palloncini che andranno a riempirlo al suo interno facendolo crescere. I palloncini saranno liberati, si spera propiziando il raggiungimento di questi desideri, il 6 gennaio. Gli auguri dell’Amministrazione comunale sono dati sotto forma di spettacolo di luci e suoni sul ex Palacio de Comunicaciones, oggi sede del nuovo Municipio come ormai è tradizione la notte del 23 dicembre.

E per vedere le luci di Natale di una città grande come Madrid quest’anno è nata una nuova linea di autobus che porterà chiunque lo voglia e non abbia paura del freddo a fare un giro fra le luci natalizie nel caos del traffico madrileno.

Assieme al gran presepe comunale ed ai tantissimi presepi che si trovano un po’ ovunque quest’anno c’è una novità molto particolare… Il più gran presepe al mondo fatto in ghiaccio e neve. Forma parte di una mostra di sculture sul ghiaccio allestita a Madrid in questi giorni, e logicamente fra le sculture anche dei monumenti di Madrid gli artisti del ghiaccio hanno fatto un enorme e bellissimo presepe….

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E per completare le notizie eccovi qua un giro virtuale sulle luci di Madrid….. 🙂