Sono in balcone e dopo giorni roventi respiro la pioggia. È una pioggia che scende leggera, non è accompagnata da vento e non fa paura come ora succede sempre più spesso. E così posso respirare il suo odore come succedeva una volta magari camminando dopo una giornata di pioggia.

A questa sensazione che avvertiamo appunto dopo la pioggia e che ci piace tantissimo, gli scienziati hanno dato anche un nome: “ Petricore”.

“Il petricore cambia a seconda del terreno in cui cade. La pioggia, infatti, si mescola ai composti del terreno e forma delle bolle d’aria che scoppiando rilasciano nell’atmosfera delle particelle aromatiche. I tanti profumi con cui noi veniamo a contatto attivano il nostro cervello e ci regalano sensazioni ed emozioni.

Il petricore ci connette con la natura e ci fa vivere qualche istante lontano dal caos cittadino.” (Fonte: Greenme .it)

POST SCRIPTUM

Forse tessendo lodi al “profumo” della pioggia ho irritato Eolo, il dio dei venti e della tempesta! 😩

Fatto sta che, non avevo ancora pubblicato il post, quando si è scatenata una vera tempesta di vento e la “pioggerellina” si è trasformata in una pioggia di grandine i cui chicchi, grossi, sono diventati come dei proiettili sparati da una mitragliatrice contro serrande, vetri, tavolini da giardino, auto…un disastro! 😩

la mia serranda! 😳

la neve 11-2-13 ridotta

Luna, il miglior servizio metereologico per blog 😀 , ci ha tenuto al corrente del caldo che ha afflitto questa estate la maggior parte delle regioni italiane ed ora delle perturbazioni che finalmente rinfrescano, anche troppo,  tutti noi…  I suoi posts erano un po’ un grido di dolore ed un po’ un esorcizzare con un sorriso una situazione che si faceva man mano più pesante… 

Per fortuna, nonostante io sia rimasta a casa, lontana dal mare, ho potuto godere delle bellissime immagini di mare e gite nell’Adriatico di chi lì era in vacanza e questa è  stata un po’ la mia bella vacanza  a distanza 🙂  …  Potevo non completare il lavoro della nostra metereologa per caso, Luna, non illustrandovi l’ultima perturbazione sull’Adriatico? 😆

(cliccate sull’immagine per vedere l’album)

Grazie di cuore a Fabio Villa per le sue splendide foto 🙂

Si, lo so bene…dovrei starmene zitta! 😮 Appena ieri mi lamentavo del caldo che “Bacco” ci aveva riportato…

Ma, dio dell’Olimpooo…dovevi proprio far venire quel “ciclone” di Medea? Lo sai che è senza cuore 😦 e non si commuoverà certo alle nostre preghiere di non essere eccessiva… 😮

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Maria Callas in “Medea” di Pier Paolo Pasolini

E dopo quel “pazzo” di Caligola (ma oggi un “cavallo senatore” non avrebbe fatto molto scalpore 😀 ) ; dopo il “superbo” Lucifero, che per poco non ci arrostiva tutti…se non fosse “caduto”; dopo la “tanto gentile e tanto onesta” Beatrice, che è riuscita a farci prendere una boccata di aria fresca, prima di essere scalzata via da quel “cane” di Cerbero  (con tre teste si, ma inquanto a cervello…chi lo sa? 😀 ), a sua volta scalzato dalla “prosperosa” Poppea, ( che ci ha lasciato una sua personale ricetta per la cura di bellezza) 😆

BAGNO DI POPPEA:

Ingredienti:

– 250 gr di sale marino o sale da cucina

– 100 gr di bicarbonato di sodio

– 4 l di latte – 500 gr di miele

– 2 manciate di petali di rose

– 1 bicchiere di olio di oliva

Preparazione

Si versa nell’acqua del bagno non troppo calda

L’aggiunta di questi ingredienti all’acqua del bagno deve seguire una sua sequenza: prima si stempera nel latte il miele e si tiene in un recipiente vicino alla vasca; poi si versa nell’acqua il sale e quindi il bicarbonato di sodio cercando di farli sciogliere bene. A quel punto si versa il latte con dentro il miele, poi l’olio ed infine i petali di rosa. Si da una bella rimescolata all’acqua e si entra nella vasca dove si resterà in perfetto relax per una decina di minuti.

Il bagno sarà completato da una frizione in tutto il corpo con una spugna naturale molto morbida in modo da fare assorbire le benefiche sostanze immerse nell’acqua. 😀

 E dopo Poppea, dicevo, ci voleva Bacco, perbacco, a riscaldarci di nuovo!

Ma cosa dovremo aspettarci ancora? Ci sarà sempre l’autunno dopo l’estate?