Lo splendido parco del Castello di Racconigi ha vinto quest’anno l’ottava edizione del premio “il parco più bello d’Italia” vinto l’anno scorso dalla Reggia di Caserta.

Dal 1980, anno in cui il Castello venne acquistato dallo Stato italiano, si è proceduto ad un gran lavoro di restauro del castello e le altre costruzioni e del parco che lo hanno fatto diventare un autentica meraviglia ricca di alberi maestosi, un bel lago, prati, boschetti, ponti, rovine e sentieri dove si possono trovare dal passeggiatore solitario in cerca di angoli romantici, alle scolaresche, alle carrozze che portano i turisti alla scoperta dei più belli scorci e dove persino le cicogne hanno deciso di sostare.

Per ulteriori informazioni sul parco e sul premio che questo anno ha vinto leggete l’articolo al riguardo della Stampa di Torino, cliccando nel titolo  ” Racconigi, “questo il parco più bello”

Adoro questo parco che personalmente ho sempre considerato il luogo più bello di tutte le meraviglie paesaggistiche ed urbanistiche italiane che ho avuto modo di vedere da quando vivo in questo paese ed il fatto che gli sia stato riconosciuto il primo posto come parco più bello d’Italia mi fa un immenso piacere.  Potete vederlo in questo video fatto con foto di una delle nostre visite.

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L’ho visitato, come dicevo prima, parecchie volte,  e di queste visite  ho parlato in diversi articoli che potete trovare nei links a seguire…

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cavallino con donna finaleE per la serie, se non è in carrozza ora non ci muoviamo 😆 a ferragosto abbiamo fatto una nuova puntatina, questa volta molto più riposante e veloce, al parco del Castello di Racconigi. E dato che in un palazzo reale uno si sente più ambientato fra gli agi potevo non provare il giro del parco in carrozza? chevelodico

Questa volta la nostra guida era una bella, giovane e simpatica signora che mentre ci portava in giro per il parco ci illustrava le cose più importanti… E così ho saputo che i giardinieri che devono curare il grande parco di 180 ettari, sono solamente cinque!! Il bilancio non permette altro e devo dire che per essere così pochi in un parco così grande lavorano con grande impegno… persino gli alberi sono tutti muniti di un chip che permette di scegliere quali abbattere o quale sostituire con altri nuovi… L’erba è in molte zone ben tagliata, in altre invece è alta ma dicono che sia il fieno biologico che producono…e solo in determinate zone è calpestabile…

Si gira in carrozza per poco più di mezz’ora per il parco passando per la Dacia Russa e l’imbarcadero, per raggiungere La Margaria dove si sosta per poter visitarla, così come il giardino dei principini e si riparte verso il grande lago per tornare al punto di partenza…Ovviamente non si vede tutto il parco… Io ho ancora fresco il ricordo della precedente visita con il percorso a piedi dove ho potuto girare ed ammirare tutto o quasi… e forse per la stagione o perché l’ho percorso davvero bene l’altra volta mi è rimasto un sapore di non finito… avrei voluto girare ancora ed ancora… ma ovviamente ci tornerò… è un appuntamento rimandato ad un’altra stagione soltanto…

Ho fatto delle foto durante il percorso in carrozza. Come di consueto ormai, nella carrozza il sole me lo trovavo sempre di fronte ovvio perché altrimenti cosa avrei fotografato la prossima volta? Evidentemente il sole non ama la mia mania fotografica…ma prima o poi ce la farò a non averlo sempre contro 😀 Le ho messe assieme al meglio che ho saputo in un video 🙂

altri articoli sul castello ed il parco di Racconigip…

    …e nel cortile, sotto i portici, quasi illeggibili al buio, c’erano scritte queste parole….

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    Dopo lungo errare,

    quando il freddo avanza

    e l’ombra sembra vincere la luce,

    d’improvviso l’epifania di un giardino luminoso,

    raccolto nella dimensione segreta di una festa fiabesca.

    Sarà come perdersi nella regione serena dei sogni,

    assorti nella contemplazione di visioni estatiche,

    arresi allo stupore di sensi inesplorati,

    che solo il silenzio, mistica nudità,

    nella latenza di parole convenienti,

    ha facoltà di svelare.

    Perdersi per ritrovarsi,

    il distacco e l’abbandono come rivelazione.

    Sognare è percorrere il tempo interiore del sentire e del pensare,

    un tempo ignoto che plasma e (ri)modella la realtà,

    alla luce del fluire delle emozioni.

    Nei sogni esiliamo le attese,

    ai sogni rimettiamo progetti,

    nelle pesanti valigie dell’inconscio

    stipiamo illusioni, desideri, paure e incertezze,

    per dischiuderci al destino,

    per domandare pienezza di senso.

    Sognare è consegnare la vita al suo compimento,

    affacciarsi alla soglia del mistero,

    permeare l’invalicabile condizione umana.

    E’ nel sogno lo snodo dell’essere,

    l’avviso di verità che inseguiamo.

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    Sono tornata al castello di Racconigi venerdì scorso, anzi, alla Margaria situata dal lato opposto, nel parco del castello. Ero stata l’anno scorso al “giardino d’inverno” un modo bello e diverso di raccontare la storia di quel luogo soffermandosi su un fatto particolare cercando di esprimere anche le emozioni attraverso luci e colori.

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    Questa volta si evocano i “piccoli principi” cioè Jolanda, Mafalda, Umberto, Giovanna e Maria, figli di Vittorio Emanuele III e di Elena di Montenegro soliti venire qua in villeggiatura. Appartamenti allestiti con arredi e foto dell’epoca, visitabili di giorno nel castello, ci fanno rivivere quei giorni e come passavano per loro le giornate ma si è voluto rappresentare anche le emozioni, le illusioni e gli stati di animo della loro fanciullezza, come poteva essere percepita da loro questa villeggiatura… come un sogno meraviglioso e coinvolgente dove tutto poteva essere possibile, con le luci, i colori e le musiche che alla sera animano la Margaria e l’adiacente cortile e giardino.

    E stata una esperienza che mi ha letteralmente travolta. In una serata particolarmente buia già l’arrivo alla Margaria illuminata è di particolare bellezza e di effetto suggestivo.

    Nella biglietteria un’avvertenza: bisogna seguire il percorso tracciato dalle pietre luminose. Si parte dunque, come Pollicino, seguendo le grandi pietre luminose che segnano l’esterno del parco e che immettono nel percorso… Man mano che si avanza, collane di “perle” bianche e blu, stese a terra, illuminano l’erba tutt’attorno per arrivare fra alberi illuminati con diverse luci e colori, alla grande serra. Le finestre, illuminate di blu con le sagome che scorrono, pesci, meduse o qualunque cosa l’immaginazione possa far vedere, incantano…

    Si continua il percorso che finisce nel cortile della Margaria con i portici e le finestre di un meraviglioso blu… ma il vero spettacolo mozzafiato è in mezzo al cortile…. Splendidi lampadari di cristallo sembrano appesi in aria, la fontana diventata una cascata di cristalli di luce bianca e, in centro, sotto il lampadario centrale un cerchio di azzurre cicogne…il tutto così bello, suggestivo e coinvolgente che ti senti catapultato in un sogno meraviglioso…

    Sono rimasta stupita ed estasiata ed il fatto di essere completamente da sola in quel cortile ha reso il sogno ancora più reale; tutto sembrava possibile e raggiungibile, qualunque sogno poteva materializzarsi lì… Per fortuna, le altre persone erano molto indaffarate a fotografare con dovizia di particolari la splendida scenografia ed io ho sentito quel cortile solo mio…quella illusione creata lì ed io, da sola…

    Lo so, la mia incapacità nello scrivere ed il mio italiano non riusciranno mai a far capire le emozioni che un gioco di luci, colori e musiche è riuscito a provocarmi… Per fortuna con me c’era chi, più concreto, ha fatto un piccolo video molto amatoriale e qualche foto. Le foto non sono venute bene ma ho cercato ciò che ho trovato in rete perché anche chi non avesse potuto andare potesse vedere….

    e col video ed altro il sogno continua… 🙂

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    altri articoli sul castello ed il parco di Racconigi…

    Ci sono stata diverse volte, di preciso non so bene quante, ma almeno 4 di sicuro…Ah, ecco…dimenticavo, parlo del Castello di Racconigi… Uno dei primi posti che ho visto arrivando a vivere in Italia… Visto si, per forza…la statale che dalla mia città porta alla confinante provincia di Cuneo fiancheggia una parte del muro del parco del Castello finendo in una pericolosa curva quasi davanti al castello ed allora non c’erano altre scelte come ora, quella era l’unica strada che portava dalla nonna residente nella provincia di Cuneo. E subito avrei voluto visitarlo ma era chiuso e non si poteva vedere. Mi dissero che una volta all’anno nelle feste di Racconigi aprivano il parco, ma non seppero dirmi bene quando fosse. E così rimase quel desiderio che ogni volta che ci passavo in macchina davanti si rinnovava.

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    Finalmente, dopo parecchi anni aprirono alle visite il Castello. E non aspettai molto. Infatti fui tra quei pochi fortunati che fecero la coda in strada per entrare a visitarlo, proprio in quella statale…stretta stretta al muro. Ma erano i primi tempi in cui si poteva visitare, ora non si fanno quelle code. Mi piacque molto, non a caso è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanita, ma i miei occhi andavano sempre verso quel parco che iniziava lì.

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    Così quando seppi che si poteva visitare il parco del castello, che c’era un trenino, Max, che portava a fare il giro figuriamoci….ero già lì, subito con la testa… ed appena fu possibile eccomi nel parco!… Ma noooo!…il trenino è partito appena ora e bisogna aspettare il seguente… che si fa qua fermi? Ma no dai, andiamo adagio e prendiamo il seguente trenino alla prima o alla seconda fermata.

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    Perché Max fa fermate, e si scende, si gira attorno e si vede ciò che lì è vicino, si risale e si parte di nuovo… Bisognava solo mantenersi sul percorso principale per prendere poi il trenino… Ma come potete figurarvi, ogni cosa bella in quel parco era ora a destra, ora a sinistra del percorso, in mezzo a quei grandi alberi, un po’ più in la, un po’ più in là ancora….e dai, andiamo di qua, hai visto che bei fiori?…e…guaaardaaa che alberi altiiii! E così ci siamo percorso tutto un lato del parco con incursioni verso il lago centrale quasi coperto di canne e ninfee al punto di stare quasi per entrarci dentro senza rendersene conto che incominciava proprio lì dove c’erano i nostri pieeeediiii! C’erano attorno i parapetti di canne per il bird-watching…. e apparentemente nessun altro essere umano…. 🙂

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    Ormai la stanchezza si faceva sentire ma era scontato che trenini ormai non ne avremmo preso e che non potevamo fermarci molto perché bisognava tornare al castello, dove fuori aspettava la macchina, possibilmente prima che fosse buio o che chiudessero il parco…E così abbiamo finito quella parte del parco. Arrivati all’altro capo del parco, alla Margaria (dove un tempo si faceva il burro) che ospita le scuderie, il reposoir della regina, la cappella, il giardino dei principi, le serre c’era tanta animazione……Per fortuna quel giorno alla Margaria, c’era la “zuppa del re”…anzi, diciamola bene c’era il “Potager Royal” che fa molto più chic 😀 Fatto un giro veloce fra le bancarelle con ortaggi tipici e tutti ottimi per un “potage” stanca ed infreddolita, io che non amo le minestre, mi sono tuffata goduriosa su una bella scodella di “potage royal” che era bella calda e gustosissima….porri e patate penso fossero i componenti prevalenti… Mai gustato nulla che mi sia parso meglio…stanchezza e freddo sicuramente hanno aiutato tanto, ma era proprio buona!… Ci voleva proprio una sosta ed un “potage royal” caldo per riprendere le forze! 😀

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    Visita veloce alle bellissime serre e di nuovo in marcia a passo leggero perché si fa tardi e bisogna ancora vedere la dacia russa, la fagianaia, la darsena, la casa del gufo reale e la grotta del Mago Merlino, e….tornare in tempo prima che chiudano per prendere la macchina! 😮 Ormai si va al trotto leggero e i piedi congelati vanno per inerzia. Eravamo ad ottobre ed anche se era una splendida giornata faceva sempre più fresco col passare delle ore… Ma percorso l’altro lato del parco, o almeno una gran buona parte, e visto tutto ciò che si sapeva che c’era, ormai distrutta, ecco la porta di uscita del parco del castello! Giusto 5 minuti prima dell’ora di chiusura…ma quanto è enooorme questo parco!! Non sentivo più da tempo i piedi, ero stanca morta e le orecchie ed il naso sembravano stessero per staccarsi dal resto della testa da quanto erano fredde ma finalmente avevo visto quel parco che tanto avevo sognato di vedere… e quanto mi era piaciuto!! Felice e stanca ho pensato di tornarci a vederlo con più calma appena possibile…

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    Ma il tempo si sa com’è…non lo si trova mai…Sono solo tornata l’anno scorso e poi quest’anno di nuovo in questi giorni, ma ad un angolino del parco anzi ad uno degli inizi, a quello della Margaria… L’anno scorso al “ giardino d’inverno”. Uno splendido percorso notturno nella Margaria, le serre, cortile e dintorni… una vera mostra magica che racconta di ambienti e storia con luci, musica ed atmosfere da sogno…Si raccontava del centro di sperimentazione delle colture agricole e di allevamento che volle qua Carlo Alberto… Sono rimasta incantata ed affascinata delle luci, della bellezza del racconto sussurrato con colori ed ambientazioni….e sono tornata quest’anno…ma questo è un altro capitolo…

    Tanto quel giorno nel parco, come la mia successiva volta nel “giardino d’inverno” non avevo dietro la macchina fotografica… Ho preso in rete ciò che ho trovato del parco del castello e del giardino d’inverno per farvi sentire un po’ le emozioni che quei giorni io ho provato… 🙂

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