Vorrei concludere questo mio breve “ricordo” del nostro Risorgimento citando una poesia che ho studiato sui banchi di scuola, “La spigolatrice di Sapri”. 🙂

La spigolatrice di Sapri è stata  scritta da Luigi Mercantini.

Composta alla fine del 1857, la poesia narra la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie.

Particolarmente conosciuto e citato Р̬ il ritornello Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti

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Ed una canzone “Addio mia bella addio”.

L’autore, C. A. Bosi, partecipò come volontario alla guerra e combattè valorosamente a Curtatone.

Addio mia bella addio – L.Barbarossa/R. Del Rosario

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“Obbedisco” parola che successivamente divenne motto del Risorgimento italiano e simbolo della dedizione di Garibaldi.

Parola non sempre facile a dirsi ma Garibaldi, l’uomo che scrisse il suo nome e quello dei “mille” nella storia, la disse.

 

Il 17 marzo prossimo si celebrerà il 150°anniversario dell’Unità d’Italia e parlando del Risorgimento italiano ci ricordiamo soprattutto di figure maschili come Garibaldi, Mazzini, Cavour, i grandi protagonisti.

Camicie Rosse-Fiorella Mannoia

Ma di donne che hanno contribuito in prima persona, seppur in modi completamente diversi, al nostro Risorgimento ce ne sono, anche se nei libri di storia dell’800, scritti da uomini, non c’è quasi traccia di loro. Ma se ne capisce bene il motivo. Le donne allora non potevano votare, erano escluse dalla politica, esistevano solo come madri e mogli. Se ricche e colte potevano esprimersi nei salotti, unico luogo di aggregazione sociale che era concesso loro e in cui dominavano incontrastate, scegliendo ospiti e argomenti di conversazione.

Nei 150 anni di storia italiana sono molte le donne, di tutte le estrazioni sociali che hanno contribuito a creare il nostro Paese e la nostra identità nazionale. Alcune sono rimaste sconosciute ai più, sono delle eroine invisibili..ma per fortuna la letteratura più recente ce ne parla e ci fa conoscere le loro storie.

Anita Garibaldi raffigurata dal pittore genovese Gaetano Gallino

Almeno tre di loro sono rimaste nella storia del nostro Risorgimento a pieno titolo e al pari dei grandi uomini: Anita Garibaldi,  moglie dell’eroe dei Due Mondi; la principessa Cristina Belgiojoso che ha guidato 200 patrioti napoletani sulle barricate delle Cinque giornate di Milano; la chiacchierata contessa di Castiglione, una bellissima ed intrigante Mata Hari dell’800, amante di Napoleone III. Tre donne completamente diverse che in modi altrettanto diversi hanno contribuito all’Unità d’Italia.

Di Anita Garibaldi sappiamo tutto fin dai banchi di scuola e anche se è considerata  “l’eroina” per eccellenza, per me è forse la meno “trasgressiva” delle tre. Dedicò la sua vita alla libertà e all’indipendenza dei popoli ma, a ben vedere, lei combatte con e per il “suo uomo”. Come donna non è una figura di secondo piano rispetto al marito, pur sempre “l’eroe dei Due Mondi”, e per quei tempi non è una cosa da poco e se c’è una sua sottomissione come moglie, è solo “per amore”.

Cristina di Belgiojoso del pittore Francesco Hayez

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La principessa Cristina di Belgiojoso è stata una patriota italiana che partecipò attivamente al Risorgimento italiano. Fu editrice di giornali rivoluzionari, scrittrice e giornalista.

Durante la sua attività di patriota fu sempre molto vicina alle persone più coinvolte con i movimenti per la liberazione e fu sempre tenuta d’occhio dagli austriaci. Ma il credere fortemente nell’Unità d’Italia la fecero addirittura salire sulle barricate…che la consegnarono alla storia. Lei scelse certamente una via meno “soft” della nostra contessa di Castiglione.

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La contessa di Castiglione è quella che pur avendo contribuito molto all’Unità d’Italia, ma non avendolo fatto o combattendo col marito o andando direttamente sulle barricate ma entrando nel letto di Napoleone III, preferendo usare la sua avvenenza che le apriva facilmente tutte le porte e poi la sua intelligenza da perfetta “spia”, è stata la più chiacchierata per questo suo comportamento “molto disinvolto” con gli uomini, soprattutto quelli di potere.

Ma è che la contessa era molto in anticipo sui tempi… 😀

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Potete rendervene conto leggendo questa sua biografia cliccando sulla miniatura sottostante.

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