Avantieri, giornata di sole e finalmente senza temporali, abbiamo deciso di passare un pomeriggio diverso. E cosa c’è di meglio che andare a farsi una bella passeggiata nella natura in ottima compagnia vedendo qualcosa d’insolito e percorrere un labirinto sognando avventure di altri tempi? Nulla o quasi… 🙂 Ed allora si parte per la Reggia di Venaria dove a sostituzione del labirinto di siepi che ornava il parco, come antica tradizione dei giardini delle residenze di corte, hanno piantato 280.000 semi di girasoli per farne due enormi labirinti: quello di Cnosso con un itinerario interno ad unico percorso di 2 chilometri tra andata e ritorno, e il Labirinto a perdersi ispirato alle avventure di Harry Potter con quasi 500 metri che si dipanano in un intreccio di percorsi.

Prima già di raggiungere Venaria, a Collegno per l’esatezza, abbiamo trovato le indicazioni per il parcheggio della Reggia, così le abbiamo seguite ricordando che forse non si poteva arrivare fino in alto, dove si trova la Reggia, in macchina. Trovato il parcheggio abbiamo seguito la scritta “biglietteria” e dopo un percorso non breve l’abbiamo raggiunta e fatto il biglietto siamo entrati dall’ingresso della Reggia per i giardini.

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L’altra volta che sono stata alla Reggia aveva piovuto i giorni prima e piovigginava quello stesso giorno, i giardini erano nel mezzo dei lavori di recupero ed era molto ciò che ancora rimaneva da realizzare. Ora i giardini sono davvero tali… Alberi, prati e fiori attorniano la gran Peschiera dove ci sono le ninfee. Attorno tante panchine… Ci sono ovviamente le opere di Giuseppe Penone distribuite fra il muro lungo la Reggia e la Peschiera: i suoi alberi, siepi, pietre e la vasca che col movimento dell’acqua disegna una grande impronta digitale ma ci sono anche i resti archeologici della Fontana d’Ercole che oggi al posto dell’acqua fa scintillare al sole una miriade di cristalli, i tavolini colorati e le sedie…e tante altre cose…

Ma noi, non essendo troppo presto, non potevamo fermarci e così abbiamo dovuto percorrere in fretta il giardino per raggiungere i nostri girasoli che non erano vicinissimi… E lì ci siamo trovati un immensita di girasoli!!!… ma a guardarli di fuori nemmeno sembravano altissimi…

(i miei “tesori” a Venaria)

Senza perdere tempo ci siamo infilati nel labirinto di Cnosso… e lì, man mano si avanzava, diventava sempre meglio… Non abbiamo avuto fortuna con i girasoli, la maggior parte dopo la pioggia e, già un tantino grandi, hanno perso in buona parte la bella chioma gialla… ma, anche se non tutti nel loro massimo splendore, erano tantissimi e man mano si avanzava, uno dietro l’altro, per quello stretto percorso segnato tra di loro, diventavano sempre più alti… Io che non sono proprio gigantesca ne ero sovrastata e così quando i maschietti si sono attardati a far finta di essere gli eroici Indiana Jones che avrebbero salvato le “fanciulle” che si erano perse nel labirinto, non sapevano ormai più dove fossimo, perchè impossibile vederci noi minute lì in mezzo… In punta di piedi e saltellando col braccio teso, agitavo la mano per fare vedere in che punto eravamo e farci raggiungere, mentre ci rispondevamo gridando 😀

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E’ stato divertentissimo per la compagnia, ma sopratutto bellissimo… Man mano che avanzavo, trovandomi sommersa e sempre più stretta fra i girasoli, cambiava la sensazione e dall’iniziale curiosità, sono passata allo stupore di trovarmi in un percorso che mi sembrava quasi fatato e poi alla gioia che mi riempiva nel vedermi sempre più attorniata e condividerli con farfalline, coccinelle ed api… Abbiamo fatte tante risate e tante foto anche, allungando anche tanto le soste per guardare quelli più giganteschi, fotografarli, fare battute… ma sopratutto è stata davvero una bellissima sensazione fare quel lunghissimo percorso completamente immerso nei girasoli senza sapere quando avrebbe potuto finire… Non ho guardato l’ora ma dalla stanchezza credo che avremo fatto ben due ore in quel primo labirinto… Verso la fine iniziavo ad essere così stanca da rimanere sempre più indietro…Ovviamente la splendida sensazione era aumentata dall’essere quasi completamente soli nel percorso… Non so se in tutto avremo visto più di 5 persone che percorrevano come noi il labirinto… La domenica sarà una esperienza completamente diversa immagino, attorniati da tante persone (domenica scorsa sono state più di 3000 ad andare a vedere questi labirinti). Ma la domenca ci sono anche gli spettacoli, mentre in settimana ci si immerge quasi in solitudine e si va… 🙂

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Finito il labirinto, che abbiamo percorso sempre sotto il sole, eravamo tutti stanchi e assetati così la sosta al bar è stata d’obbligo… Una bevuta ed una lunga sosta per riposarsi e poter poi riprendere la strada…. Dato che la distanza per arrivare alla macchina era piuttosto grande, abbiamo dovuto rinunciare a fare il labirinto di Harry Potter… Chissà se riuscirò prima che finiscano questi labirinti a ritornarci e fare anche quello…? Spero di avere l’occassione e le forze 🙂

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Ho più di 100 foto di questa giornata e devo ringraziare in particolare Alex, il mio fotografo preferito 🙂 , che grazie alla sua altezza riusciva a fotografare i labirinti anche dall’alto, autore anche dei splendidi primi piani dei girasoli…Ovviamente ne metterò solo alcune per rendere l’idea, per quanto si possa in fotografia…

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Lo scorso 19 marzo sono stata alla Reggia di Venaria Reale, una delle tante residenze che i Savoia fecero costruire nei dintorni di Torino. Riaperta dopo il restauro di una buona parte delle sue sale e giardini, ospita nei suoi saloni una mostra con 450 opere d’arte che raccontano la storia dei Savoia tra il Cinque ed il Seicento, il passaggio del Ducato di Savoia a Regno, grazie agli spagnoli che donando loro la Sicilia li fecero diventare sovrani, e i fasti della dinastia in questi anni.

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Splendidi i restauri dei saloni, in particolari la Sala di Diana (purtroppo vietato fotografare) da dove partivano le battute di caccia che erano la principale destinazione di questa residenza. Meravigliosa la Galleria Grande e la cappella di San Uberto che potete vedere nelle foto dello slide che segue. Purtroppo la residenza ha perso ogni decorazione ed arredo nel tempo, un po’ per l’arrivo di Napoleone e conseguente saccheggio, un po’ per la successiva crisi economica dei Savoia che dovettero ritirarsi nelle due residenze di Stupinigi e Racconigi (soprattutto), dove portarono non solo l’arredamento ma anche i pavimenti che presero da qui, per risparmiare in un qualche modo nel completamento di queste due residenze.

Grazie però all’arrivo ora per la mostra di mobili, pitture ed arazzi dalle altre residenze e da musei esteri si è riuscito a ricostruire in buona parte l’ambiente della Venaria come si presentava all’epoca con buona parte di quadri ed arredi allora presenti. Ovviamente quando finirà questa mostra immagino che le sale “spogliate” del loro contenuto, ospiteranno altre mostre che ci inviteranno a rivisitarla…

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Per creare una più reale ambientazione e riempire il vuoto che purtroppo molte stanze sarebbero costrette a presentare al visitatore, il percorso della visita è integrato dalla presenza di una serie di inserti multimediali ideati dal celebre regista Peter Greenaway. Greenaway ha cercato di “ripopolare la Reggia” rendendo il visitatore spettatore della vita dei reali, cortigiani e servi grazie a conversazioni, aneddoti e pettegolezzi basati su fatti realmente accaduti. E’ una sorta di film di ciò che si svolgeva in quei tempi nella vita di corte con i protagonisti del passato interpretati da noti attori italiani. Persino le “signorine di facili costumi di corte” ci raccontano i loro problemi, vediamo il letto del re mentre dorme… i servi nella cucina ed i loro racconti….

Completa l’ambientazione la mostra intitolata “La Corte di Carta” che in un gran salone ci propone la fedele riproduzione di vestiti ed acconciature che troviamo nelle tele della mostra, realizzate con gran maestria in carta.

I giardini, ancora in opera di restauro, con la Peschiera Grande, presentano una curiosità: il Giardino delle Sculture Fluide del maestro Penone. Fondendo l’arte con la natura e reinterpretandola attraverso le sue creazioni in bronzo e marmo possiamo scoprire siepi, alberi e tronchi, a volte sorprendenti…come quello che nasconde la canna fumaria del sistema di climatizzazione della Reggia, quel tronco che di colpo fa uscire un pennacchio di fumo, che almeno da lontano, viene confuso con un vero tronco gigantesco…

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Il tutto pensato per essere inserito in un bel centro storico che formava parte dell’ideazione del complesso della Venaria con una Via Mensa molto bella e piena di negozi e locali con un sguardo alla Reggia…

Purtroppo la giornata, fredda e tanto grigia, non rende bella in foto come è la Reggia dal vivo o i giardini. Ma le foto della Galleria credo possano rendere in parte giustizia a quello che lì si può ammirare… 🙂