Eccomi tornata nel mio angolo Zen. 🧘 E devo dire che mi ci voleva perché dopo questa terribile onda anomala che si è abbattuta su tutti noi fragili abitanti di questo ancor più fragile mondo, un angolo meditativo mi è sembrato il posto migliore per fare un po’ mente locale prima di abituarmi a questa nuova normalità.

Siamo passati attraverso la fase 1, il lockdown, tutti dentro e tutto sommato, dopo il primo smarrimento, ci siamo adeguati alle nuove regole e ci siamo sentiti abbastanza sicuri e speranzosi.

Poi è arrivata la fase 2, un po’ dentro e un po’ fuori😳 ed ecco le prime insicurezze. Stare distanziati, mascherine si o mascherine no? 😷🤔

Ora siamo alla fase 3, tutti fuori🤭 con mascherine😷 e a distanza perché il virus subdolamente circola in mezzo a noi pronto a ripartire se noi, tutti noi, non adottiamo un comportamento responsabile.

ho buone gambe… 😦

Ma essere responsabili non vuol dire essere pessimisti, anzi. Sarà la nostra positività a farci riprendere prima e meglio e vedere il futuro anche con un po’ di ironia.😁

E per tornare al mio angolino meditativo, ecco una storiella Zen:

La pietra miracolosa – Storiella Zen

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Un giorno un uomo venne a conoscenza dell’esistenza di una pietra dal potere miracoloso: una pietra color ocra che era in grado di trasformare qualunque metallo in oro! Visto che la notizia veniva da fonte attendibile, decise di mettersi in viaggio.

Si cinse di una catena di ferro e si incamminò. Ogni volta che vedeva una pietra color ocra, la raccoglieva e la batteva sulla catena che gli cingeva la vita, ma non accadeva nulla. Il ferro rimaneva ferro.

Di certo non sarebbe stata una ricerca facile, ma non disperava. Passarono i giorni, poi le settimane, i mesi e così via. Dopo alcuni anni, era ancora alla ricerca della pietra miracolosa, raccoglieva, batteva e buttava via.

Mentre percorreva una strada della periferia di un paese, un ragazzo lo salutò cordialmente e gli chiese dove avesse acquistato quella bella catena d’oro che portava alla cintura. L’uomo confuso abbassò gli occhi sulla catena di ferro che portava in vita e … si, la catena di ferro era diventata d’oro! Ma lui non si era accorto di quale tra i tanti sassi
che aveva provato era stato quello che aveva prodotto l’alchimia!

Ho ripreso a praticare Taichi 👍😊

farfallarid.

“La vera domanda non è se esiste la vita dopo la morte. La vera domanda è se hai vissuto prima della morte.” (Osho)

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Luminescent

I due vasi-Storiella Zen

Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua.

Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.

Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino:
“Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa”.

La vecchia sorrise:
“Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell’altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”.
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante.
Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c’è di buono in lui.

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E, a proposito di vasi rotti….giappone-immagine-animata-0030

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Ricorda: l’opposto dell’amore non è l’odio, ma è la paura. L’odio è amore a testa in giù, non è l’opposto dell’amore. Il vero opposto dell’amore è la paura. Quando ami ti espandi; quando hai paura ti rattrappisci. Quando hai paura ti chiudi; quando ami ti apri. Quando hai paura ti assalgono i dubbi; quando ami hai fiducia. (Osho)

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 Non si può rubare la luna

Ryokan, un maestro di Zen, viveva nella più assoluta semplicità in una piccola capanna ai piedi di una montagna. Una sera un ladro entrò nella capanna e fece la scoperta che non c’era proprio niente da rubare.

Ryokan tornò e lo sorprese. «Forse hai fatto un bel pezzo di strada per venirmi a trovare,» disse al ladro «e non devi andartene a mani vuote. Fammi la cortesia, accetta i miei vestiti in regalo».

Il ladro rimase sbalordito. Prese i vestiti e se la svignò.

Ryokan si sedette, nudo, a contemplare la luna. «Pover’uomo,» pensò «avrei voluto potergli dare questa bella luna».

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